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Ultimo aggiornamento: 27/04/2011 00:00

L'ormone della crescita e la statura dei bambini

ormone della crescita deficit

Il nome in parte trae in inganno e così si pensa che l'ormone della crescita aiuti, appunto, a crescere anche chi non ne ha bisogno. Invece la terapia ha indicazioni ben precise che non vanno trascurate, come spiega a Dica33 Francesco Cavagnini, direttore del Laboratorio di ricerche in Neuroendocrinologia, Irccs Istituto auxologico italiano.

Che cos'è l'ormone della crescita?
È un ormone secreto dall'ipofisi e ha la funzione di favorire l'accrescimento corporeo e non solo, anche se le altre funzioni non sono ancora note. Le azioni dell'ormone della crescita (Gh) nell'organismo sono mediate dalla somatomedina o Igf-1 prodotta dal fegato sotto lo stimolo appunto del Gh.

L'effetto che tutti gli attribuiscono, però, è quello sulla statura
Infatti è così. Nei bambini il Gh stimola l'accrescimento osseo e, di conseguenza, l'allungamento in altezza, fino al raggiungimento della pubertà. Però non si deve pensare che una bassa statura sia per forza causata da una carenza di Gh.

Quali sono i casi di effettivo bisogno?
I casi in cui esiste un deficit ipofisario di Gh, che si può sospettare in presenza di bassa statura, ma va poi accuratamente diagnosticato.

La diagnosi si fa con esami di laboratorio?
In realtà no. Prima di arrivare ai test del Gh, che sono costosi e invasivi, si effettua una valutazione auxologica del bambino: in genere tre visite, in un centro specialistico, a distanza di 6 mesi l'una dall'altra per misurare la velocità della crescita. Questi controlli sono già sufficienti per capire se c'è un arresto o un rallentamento della crescita, che potrebbero indicare un deficit endocrino, o se invece il bambino ha un suo profilo di accrescimento ben definito, anche se posizionato in un basso percentile.

Quindi se un bimbo cresce poco, rispetto ai coetanei e alle tabelle percentili, ma la sua crescita è costante, può essere giusto così?
Ecco questi sono i casi in cui non serve la terapia sostitutiva: può essere un bambino con Bassa statura costituzionale (Bsc), cioè genetica, oppure con Pubertà ritardata. Nel primo caso significa semplicemente che il bambino cresce normalmente, la sua maturazione ossea è adeguata e la pubertà arriverà all'età giusta; è solo più basso dei suoi coetanei perché questa è la statura che ha ereditato dai genitori.

Nel secondo caso?
La pubertà ritardata non è una malattia e non necessita di cure, anzi può rappresentare un vantaggio perché il consolidamento osseo, che pone fine alla crescita avviene proprio dopo la pubertà. In pratica questi bambini crescono più lentamente dei coetanei, matureranno più tardi e a quel punto, di solito, compensano il ritardo con un notevole scatto di crescita che li porta alla statura media. A conferma, una radiografia della mano o del polso, mostra il ritardo di consolidamento delle cartilagini dello sviluppo osseo.

Tornando invece al deficit di Gh, si diagnostica solo con le visite auxologiche?
Le visite ripetute vanno fatte in tutti i casi citati, poi esclusa la Bsc e la pubertà ritardata si procede con gli esami di laboratorio per misurare i livelli di Gh e Igf-1. Se i risultati confermano il deficit dell'ormone prima di procedere con la terapia, si esegue anche una risonanza magnetica cerebrale per escludere la presenza di un tumore dell'ipofisi.

Quale farmaco si prescrive per compensare il deficit di Gh?
Da circa 20 anni è disponibile un ormone della crescita biosintetico, perfettamente identico a quello fisiologico, prodotto dal nostro corpo ma ottenuto in laboratorio, che si somministra con iniezioni sottocutanee. È sufficiente una dose tutte le sere e i nuovi dispositivi (penne) permettono anche di ridurre al minimo il disagio della puntura.

Come si stabilisce la dose e quanto deve durare il trattamento?
La dose è quella sufficiente a riportare nei limiti di norma i valori di Igf-1, quindi passibile di piccole variazioni soggettive. La terapia, che può essere prescritta solo da centri specializzati, è seguita con controlli periodici fino all'arrivo della pubertà, poi si sospende. In età adulta poi, a 18-20 anni, si rivaluta la situazione e spesso il deficit è scomparso, grazie alla maturazione organica complessiva.

Ci sono degli effetti collaterali?
Per quanto noto finora non ci sono effetti collaterali da segnalare: il bambino tollera bene la terapia (mentre negli adulti dà qualche fastidio in più) a patto sempre che ne abbia bisogno, altrimenti i rischi potenziali non ne giustificano l'impiego.

Elisabetta Lucchesini

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TAGS: Bambino, Crescita, Crescita e sviluppo, Deficit di accrescimento ponderale

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