Farmaci e funzione renale: un rapporto da sorvegliare

22 marzo 2013
Interviste

Farmaci e funzione renale: un rapporto da sorvegliare



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Il rene è l'organo deputato all'escrezione della maggioranza dei farmaci che vengono assunti: i metaboliti di scarto si concentrano a livello renale e quindi c'è la possibilità che proprio a livello dei reni si manifestino effetti tossici. Ad eccezione di rari casi di tossicità acuta e grave, gli effetti avversi dei farmaci possono passare inosservati per lungo tempo, contribuendo a una cronica compromissione della funzione renale. Eppure sono poche e semplici le regole per conservare questi importanti organi in buona salute, come spiega Giulio Mingardi responsabile dell'area diNefrologia e dialisi di Humanitas Gavazzeni.

Quali sono i farmaci più pericolosi per il rene?
Parlando di farmaci di uso abbastanza comune, e presenti anche in prodotti che non richiedono la prescrizione del medico, occorre fare molta attenzione con tutti i fans, gli antinfiammatori non steroidei, usati per la loro azione antidolorifica e antinfiammatoria anche per lunghi periodi di tempo. Per esempio, in presenza di dolori artrosici o cefalee ricorrenti è facile eccedere con questi medicinali e gli effetti sul rene non sono subito evidenti. Ci può essere un danno acuto in soggetti sani, oppure un peggioramento del quadro clinico in soggetti con già una insufficienza cronica.


Ci sono categorie di soggetti più a rischio di danno renale?
I diabetici sono più vulnerabili così come i soggetti con già un certo grado di insufficienza renale cronica. Una situazione particolare che, invece, riguarda tutti è quelle delle infezioni gastrointestinali di orgine virale: in presenza di vomito e diarrea, e conseguente disidratazione, è maggiore il rischio di danno renale, quindi non si dovrebbero assumere Fans.


Combinazioni pericolose tra farmaci diversi?
I diuretici e gli Ace-inibitori, che sono antipertensivi, abbinati ai fans diventano pericolosi per il rene e, comunque, andrebbero sospesi in presenza di vomito e diarrea protratti.


Chi deve controllare la funzionalità renale, perché potrebbe manifestare dei problemi nel corso della vita?
Esistono soggetti predisposti a sviluppare insufficienza renale per familiarità o stile di vita: gli obesi e/o diabetici; i cardiopatici; gli ipertesi; i fumatori; i pazienti con ipercolesterolemia. Tutte queste persone dovrebbero controllare periodicamente la funzionalità dei loro reni, con esame delle urine, dosaggio della creatinina nel sangue ed eventualmente ecografia renale. Sono esami semplici, poco invasivi e poco costosi, e ben sufficienti a fare un quadro della situazione.


Altri farmaci o terapie croniche che possono compromettere la funzione del rene?
Alcuni antibiotici di secondo o terzo livello, o i mezzi di contrasto impiegati per alcune indagini diagnostiche, ma si tratta di situazioni sotto il controllo del medico che quindi sa cosa è meglio scegliere per il suo assistito. Tra le terapie di lunga durata meritano una segnalazione i contraccettivi ormonali: non sono dannosi di per sé ma possono causare ipertensione arteriosa che, a sua volta, danneggia i reni. Le donne che assumono anticoncezionali ormonali dovrebbero semplicemente controllare la pressione arteriosa una volta al mese.


L'insufficienza renale può guarire?
Quando diagnosticata in fase molto iniziale sì, può anche regredire completamente. Altrimenti si può rallentarne molto la progressione, con i farmaci, correggendo stili di vita scorretti, riducendo il consumo di sale presente nei cibi, limitando l'apporto di proteine e dedicandosi a una leggera e regolare attività fisica.

Elisabetta Lucchesini



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