Bambini sovrappeso? Lo stile alimentare della famiglia può fare la differenza

16 ottobre 2017

Bambini sovrappeso? Lo stile alimentare della famiglia può fare la differenza



Si è appena svolta presso l'ospedale Bambino Gesù a Roma una manifestazione, l'Obesity day 2017, organizzata dalla Fondazione Adi, Associazione di dietetica e nutrizione clinica italiana, che ha avuto come obiettivo la sensibilizzazione al problema del sovrappeso. Al centro dell'evento quest'anno la promozione dei sistemi alimentari regionali, sul modello mediterraneo, con attività per bambini, ragazzi, genitori. In Italia sempre più bambini hanno il problema del controllo del peso, e questo porta con sé altri disturbi che purtroppo possono mettere in pericolo la salute dei più giovani. Dica33 ha chiesto al dottor Giuseppe Morino, responsabile dell'Unità operativa di Educazione Alimentare del Bambino Gesù, qualche consiglio per i genitori che si trovano ad affrontare questo problema, ma anche per gli adulti stessi.

Dottor Morino, quanto sono diffusi i problemi di peso tra i giovanissimi?
«Il rapporto Osservasalute 2016 rileva che il 45,1 per cento dei soggetti di età minore a 18 anni è in eccesso ponderale. L'ultima indagine dell'osservatorio Okkio alla Salute, inoltre, ha riscontrato che il 21,3 per cento di un campione di 50mila bambini tra gli otto e i nove anni di età è in sovrappeso mentre il 9,3 per cento risulta obeso».

Perché i bambini attualmente tendono ad avere problemi di peso?
«I bambini oggi tendono a seguire regimi alimentari caratterizzati dalla selettività, per cui si ha assenza del consumo di frutta e verdura, pesce, legumi, quindi di mancanza di fibre, vitamine, minerali, e conseguente eccesso di alcuni nutrienti, come i carboidrati semplici, le proteine animali, i grassi saturi. Da questi squilibri nutrizionali derivano quadri di malnutrizione per eccesso, quindi con sovrappeso e obesità, e per difetto. Queste situazioni sono spesso causate da un cattivo esempio degli adulti. Poi, nel caso dell'aumento di peso, abbiamo una carenza di movimento che complica la situazione».

Quali sono i principali rischi legati all'obesità pediatrica?
«Il sovrappeso e l'obesità possono essere legati a problemi metabolici proprio a partire dall'età pediatrica, per cui vediamo ragazzini con accumulo di grasso nel fegato, metabolismo alterato degli zuccheri, valori di grasso nel sangue alterati, ipertensione arteriosa, iperuricemia. Ci sono poi situazioni che si complicano con problemi ortopedici dovuti al peso, senza contare le ripercussioni sull'autostima e sulla psiche del bambino».

Che cosa si può fare per aiutare un bambino o un ragazzo con abitudini alimentari scorrette?
«Il mio primo consiglio è di non aspettare di avere molto peso da perdere, ma muoversi subito, cercare subito il consiglio del pediatra. Una cosa fondamentale è avere l'aiuto della famiglia, in quanto le cattive abitudini alimentari si instaurano perché i bambini imitano il modo di nutrirsi squilibrato di molti adulti. L'8 per cento dei bambini non fa colazione, e una percentuale ancora maggiore fa una colazione scarsa o inadatta. Questo deriva spesso da un cattivo esempio degli adulti, che non vogliono perdere tempo nel preparare la colazione, che invece deve essere un momento da condividere insieme in famiglia, con calma. La famiglia intera deve acquisire dei comportamenti salutari e condivisi da tutti, e così l'intervento diventa non più solo pediatrico ma rivolto a tutte le età, e tutti ne trarranno beneficio. La verdura deve essere sempre presente in tavola, e in questo caso sarà fondamentale ancora l'esempio dei genitori. Il pesce deve trovare altresì una collocazione nella dieta, come anche i legumi, questi ultimi almeno tre o quattro volte alla settimana».

E qui ci possiamo collegare al tema di fondo dell'Obesity day, che è la dieta mediterranea...
«La dieta mediterranea è ormai riconosciuta come varia e adatta per prevenire diverse patologie, tra le quali senza dubbio l'obesità. La dieta mediterranea infatti propone tutti questi cibi sani, è molto varia, utilizza l'olio extravergine come condimento preferenziale. Non bisogna dimenticare inoltre l'importanza del fatto che il bambino venga coinvolto nella scelta del cibo, nella preparazione, della possibilità di introduzione di un aspetto anche ludico che possa spingerlo verso una migliore alimentazione. Anche la scuola può avere un ruolo in tutto questo, con delle proposte di educazione alimentare, con l'attenzione a evitare le doppie porzioni e un menu equilibrato».

Susanna Guzzetti


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