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Ultimo aggiornamento: 28/01/2011
Meglio non abusare di alimenti dolcificati
Nell'aprile 2010 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha valutato eccessiva l'esposizione dei consumatori ai dolcificanti, chiamati glicosidi steviolici, contenuti in alimenti senza zucchero o a ridotto valore energetico. Secondo l'Efsa alcuni adulti e bambini potevano superare la dose giornaliera accettabile (Adi) di 4 mg per kg di peso corporeo al giorno. La Commissione europea, pertanto, ha chiesto all'industria di rivedere gli impieghi proposti per quelle sostanze e all'Authority di condurre una nuova valutazione dell'esposizione sulla base degli impieghi rivisti proposti. L'Efsa ha ricalcolato l'esposizione potenziale ai dolcificanti contenuti in varie categorie di alimenti, tra cui bevande analcoliche aromatizzate che, «viste le abitudini di consumo alimentare, sarebbero tra le principali fonti di esposizione ai glicosidi steviolici sia per gli adulti che per i bambini». Le stime di esposizione ai glicosidi steviolici sono ora più basse, ma per i forti consumatori restano comunque superiori all'Adi: per i bambini (di età compresa tra 1 e 14 anni) variano da 1,7 a 16,3 mg per kg di peso corporeo al giorno e per gli adulti da 5,6 a 6,8 mg. I prodotti dolcificati non sono pericolosi di per sé, tuttavia un uso eccessivo potrebbe far superare la soglia di sicurezza garantita in etichetta. Insomma sempre meglio usare un po' di buon senso.
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TAGS: Alimenti arricchiti, Alimenti specializzati, Bevande, Dieta, Dieta a ridotto apporto di carboidrati, Etichettatura degli alimenti
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