Appello Oms per contenere la resistenza antibiotica

07 aprile 2011
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Appello Oms per contenere la resistenza antibiotica



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La resistenza agli antibiotici sta raggiungendo «livelli senza precedenti» e ancora non ci sono nuovi antibiotici capaci di far fronte ai batteri resistenti. Si è arrivati «ad un punto critico» e c'è il rischio di tornare indietro nel tempo, «in un'epoca pre-antibiotica, dove anche le infezioni più semplici non rispondono ai trattamenti». È l'allarme lanciato da Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell'Oms per l'Europa, alla vigilia della Giornata mondiale della salute 2011 che si celebra oggi e ha come slogan "Nessuna azione oggi, nessuna cura domani". L'Oms lancia un appello alle industrie farmaceutiche, ai politici, ai medici e a tutte le parti in causa per promuovere un uso corretto degli antibiotici per la cura delle malattie. Da un'indagine informale dell'Oms su 21 Paesi europei, è emerso che in 14 di questi, l'acquisto di antibiotici al banco è pratica comune. Solo 7 dei 21 Stati hanno un piano d'azione nazionale sulla resistenza agli antibiotici, meno della metà ha delle linee guida nazionali per l'igiene in ambito sanitario e solo un terzo dispone di un sistema nazionale di sorveglianza. C'è ancora molto da fare ma a preoccupare di più gli esperti è la diffusione della tubercolosi multiresistente e il batterio portatore del New Delhi metallo-beta-lattamasi (NDM-1), che pare resistere anche agli antibiotici di ultima generazione. Ieri l'Oms Europa ha lanciato una nuova strategia e, in occasione della riunione annuale di settembre 2011, presenterà un piano d'azione strategico sul contenimento della resistenza agli antibiotici a tutti ministri della sanità della Comunità europea.


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