Punture di vespe e api: cosa fare in caso di allergia

30 aprile 2015
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Punture di vespe e api: cosa fare in caso di allergia



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Con l'arrivo della bella stagione aumentano le occasioni per stare all'aria aperta: un picnic domenicale, una passeggiata in spiaggia o il giardinaggio sul balcone sono alcune delle attività tipiche delle giornate di sole che ci attendono. Ed è proprio in questo periodo dell'anno che potrebbe capitare di essere punti da insetti, a noi molto familiari, appartenenti all'ordine degli Imenotteri: stiamo parlando di api, vespe e calabroni.
Quando si viene punti è importante saper riconoscere la differenza tra una normale reazione e una reazione di tipo allergico. L'iniziativa Punto nel vivo, promossa da 25 Centri allergologici specializzati nella diagnosi e terapia dell'allergia al veleno di Imenotteri, patrocinata da FederAsma e Allergie onlus e realizzata con il contributo incondizionato di Alk-Abellò, nasce con l'obiettivo di informare sulle caratteristiche e le terapie disponibili a seguito di reazioni allergiche alle punture.

«Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti» spiega Maria Beatrice Bilò, coordinatrice del progetto Punto nel vivo e specialista in allergologia degli Ospedali riuniti di Ancona, «ma si stima che da 1 a 8 su 100 sviluppi una reazione allergica senza essere a conoscenza delle conseguenze. L'allergia al veleno di Imenotteri può provocare reazioni localizzate o severe reazioni sistemiche di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte, con circa 10 casi all'anno accertati in Italia».

Per diagnosticare l'allergia al veleno di Imenotteri è necessaria una visita dall'allergologo che eseguirà i test appropriati sulla cute e sul sangue. In caso di diagnosi allergica la cura più idonea è l'immunoterapia allergene specifica (Ait), unica terapia in grado di regolare la risposta immunitaria nei soggetti allergici, proteggendoli da successive reazioni a lungo termine. Per un intervento d'urgenza si può ricorrere all'iniezione di adrenalina in modo da limitare i sintomi delle reazioni allergiche più gravi, come lo shock anafilattico.
Per conoscere il Centro Allergologico di riferimento più vicino è possibile consultare la pagina Facebook di Punto nel vivo.

1) Cosa fare in caso di puntura di ape?
Il pungiglione delle api è seghettato e quindi rimane infisso nella sede della puntura. È opportuno estrarlo nel più breve tempo possibile perché questo diminuisce la dose iniettata. Aiutarsi con una punta smussa (anche l'unghia) con un movimento dal basso verso l'alto senza utilizzare pinze o schiacciarlo tra le dita poiché il sacco velenifero alla base del pungiglione potrebbe iniettare ulteriore veleno. Applicare, quindi, del ghiaccio.

2) Quale tipo di reazione dopo puntura di vespa, ape o calabrone può essere considerata "normale"?
La reazione può essere considerata normale se, dove è stato punto, si ha dolore, gonfiore, rossore e prurito di pochi centimetri.

3) Chi deve rivolgersi all'allergologo?
Tutte le persone che, dopo una puntura, in pochi minuti, hanno manifestato uno o più sintomi sistemici, quali orticaria, vertigini, difficoltà di respiro oppure una reazione locale molto estesa (con diametro superiore a 10 cm) della durata di almeno 24 ore.

4) Se, in seguito a una puntura di vespa, si è verificata una reazione sulla pelle di oltre 10 cm di diametro, con gonfiore arrossamento e prurito, durati circa 3 giorni, si è a rischio di reazione più grave in seguito a un'altra puntura?
Circa il 5-10 per cento di soggetti adulti con reazioni locali estese, cioè come quella descritta, dopo puntura di vespa è a rischio di reazione generalizzata, se l'esame allergico è positivo.

5) Se si è punti contemporaneamente da tante api o vespe cosa può accadere?
Anche se non si è allergici si possono verificare reazioni generalizzate di tipo tossico responsabili di sintomi gravi che compaiono anche dopo 24 - 48 ore, ma solo se il numero delle punture è molto elevato (decine).

6) Chi ha avuto una reazione generalizzata da puntura di ape è a rischio di reazione in seguito a puntura di vespa?
Il fatto di essere allergici al veleno di ape non pone a maggior rischio di diventare allergici al veleno di vespa. Tuttavia, in casi particolarmente sfortunati ma poco frequenti, il paziente può sviluppare una nuova allergia anche verso il veleno di vespa.

7) Quando si possono fare le prove allergiche dopo avere avuto una reazione generalizzata da puntura di vespa, ape o calabrone?
È consigliabile eseguire le prove allergiche non prima di 3-4 settimane dalla reazione stessa.

8) L'allergia all'ape è ereditaria e può quindi coinvolgere i familiari?
Non ci sono dati sufficienti per indicarne una ereditarietà. Le reazioni sono frequenti in familiari di apicoltori perché si è più a contatto con le api.

9) Il calabrone provoca reazioni più pericolose rispetto agli altri vespe?
Probabilmente sì, perché inietta una maggiore quantità di veleno.

10) Quali sono i fattori che aumentano l'aggressività delle api?
Il sudore e l'anidride carbonica eliminata con la respirazione attirano gli Imenotteri e lo stesso succede con spray e cosmetici profumati. Odori intensi come quelli di un profumo, colori scuri nei vestiti, movimenti bruschi o rumori secchi quando ci ronzano intorno. Ricordate, inoltre, che i giorni ventosi ci mettono più facilmente a contatto con loro perché vengono abbassati i corridoi di volo.

Chiara Scelsi


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