Dieta di eliminazione: aiuta la pelle ma può scatenare nuove allergie

16 giugno 2016
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Dieta di eliminazione: aiuta la pelle ma può scatenare nuove allergie



Dieta di eliminazione: aiuta la pelle ma può scatenare nuove allergie


Quando un bimbo sviluppa dermatite atopica o altri problemi della pelle come per esempio l'eczema in seguito all'assunzione di un determinato alimento, il medico consiglia in genere di eliminare tale alimento dalla tavola del piccolo, ma secondo i risultati di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Journal of allergy and clinical immunology practice non sempre si tratta della mossa migliore.

«I dati ottenuti ci fanno pensare che dopo l'eliminazione completa di un determinato alimento dalla dieta, i bambini potrebbero avere reazioni allergiche anche gravi se entrano in contatto per via orale con lo stesso alimento anche in modo accidentale» esordisce Anne Marie Singh, allergologa all'Ann & robert h. lurie children's hospital di Chicago e coordinatrice della ricerca che ha coinvolto 298 bambini visitati per il sospetto di dermatite atopica di origine alimentare.

«In un buon 30 per cento dei pazienti con problemi della pelle come dermatite atopica o eczema la causa è legata a uno specifico alimento soprattutto in bambini fino ai 5 anni di età» spiega l'esperta ricordando che la terapia di base consiste nell'eliminazione del cibo "colpevole" una volta raggiunta la diagnosi. La ricerca ha però messo in luce che anche i bambini nei quali non era mai stata osservata una reazione allergica immediata a un alimento, tale reazione si poteva sviluppare dopo che il cibo in questione era stato tolto dalla dieta per trattare una dermatite atopica o un eczema.

«Queste reazioni allergiche immediatamente successive al contatto con l'alimento si sono verificate in circa un bambino su 5 (19 per cento): nel 70 per cento come reazioni di tipo cutaneo, ma nel 30 per cento come vere e proprie anafilassi (cioè una grave reazione allergica a rapida comparsa che può causare anche la morte)» aggiunge Singh, precisando che gli alimenti più frequentemente coinvolti nello sviluppo di reazioni immediate erano il latte vaccino e le uova.

«È ancora presto per trarre conclusioni definitive, ma è possibile che le diete di eliminazione debbano essere prescritte con maggior cautela poiché potrebbero portare a una diminuzione della tolleranza orale a un alimento» concludono gli autori.


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