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Fertility day: lanciato il giorno della fertilità, ed è subito polemica

«La bellezza non ha età. La fertilità sì», «Datti una mossa! Non aspettare la cicogna», «Genitori giovani. Il modo migliore per essere creativi», e ancora «La costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile».

Con queste "cartoline" il ministero della Salute lancia il "Fertility day": la Giornata Nazionale della fertilità che si celebrerà il 22 settembre 2016 con lo scopo di richiamare l'attenzione di tutta l'opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione.

Fertility day: lanciato il giorno della fertilità, ed è subito polemica

Gli slogan che hanno fatto infuriare i social

La risposta del mondo social non si è fatta attendere. Con l'hashtag #fertilityday si sono scatenate le critiche sui twitter e facebook. Le principali accuse sollevate riguardano il problema del lavoro e della disoccupazione giovanile, la lesa dignità della donna e un ritorno nostalgico al passato. Ecco qualche esempio: «#fertilityday così i genitori che mantengono disoccupati potranno diventare nonni che mantengono disoccupati»; «Ricordo il mio capo anni fa, quando ricevetti la meritata promozione: "non è che ora mi rimani incinta vero?"»; «E quindi la femmina deve figliare sennò non è "buona"»; «Le donne non sono macchine sforna bambini»; «Il #fertilityday, con quella campagna vergognosa, non sarebbe venuto in mente neanche al Duce».

"Informazione e prevenzione": la replica del ministero della Salute

La replica del Ministro, Beatrice Lorenzin a tutta questa bufera: «Non è stato colto lo spirito dell'iniziativa». In una nota stampa precisa: «Il Fertility day è la Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla fertilità. L'iniziativa, che vede il coinvolgimento di giovani, insegnanti, famiglie, medici e operatori sanitari, associazioni, società scientifiche, federazioni e ordini, farmacie, scuole e comuni, sarà articolata in momenti di approfondimento scientifico con esperti del settore attraverso delle tavole rotonde che potranno essere seguite via streaming e saranno allestiti dei villaggi nelle piazze di città italiane in cui la popolazione potrà avere consigli e ricevere materiale informativo».

Quindi lo scopo della Giornata è proprio quello di "informare" correttamente la popolazione sui temi della fertilità, della salute riproduttiva, e sui fattori che possono metterla a rischio: «Il Ministero si prefigge esclusivamente di fornire alla popolazione e soprattutto ai giovani informazioni e strumenti utili a preservare la fertilità che può essere inficiata da stili di vita non sani, comportamenti dannosi sul piano sanitario, malattie sessualmente trasmesse, ferma restando la libertà di ciascuno di gestirla secondo le proprie scelte di vita».

Informazione e prevenzione: «questa è la mission del Ministero, e la salute, anche quella riproduttiva, il principale obiettivo. Le persone, quando sono informate correttamente, possono operare delle scelte libere e consapevoli. Tale principio, in un ambito così importante come quello della salute, è di rilevanza assoluta».

Il punto di vista del premier Renzi

E a proposito della campagna si è espresso anche il premier Matteo Renzi, ospite di Rtl 102.5: «Se vuoi creare una società che scommette sul futuro e fa figli devi creare le condizioni strutturali: gli asili nido, la conciliazione col lavoro. Le persone fanno figli se possono finalmente avere un lavoro a tempo indeterminato, investire su un mutuo, avere l'asilo nido sotto casa. Questa è la vera campagna. Non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perché vede un cartellone pubblicitario. Conosco quelli che mi dicono 'Come faccio se non ho i nonni, se sono precario...».

E il premier continua: «Non sapevo niente di questa campagna, non l'ho neanche vista. Avevamo problemi più importanti da seguire». La questione demografica "esiste ma vanno create le condizioni perché ciascuno possa scegliere come e quando fare figli. Abbiamo fatto anche interventi fiscali, ma servono le condizioni strutturali. Litigare su una campagna di comunicazione, non credo sia un tema», conclude Renzi.


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