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Meno ansia in sala operatoria grazie alla musica

Meno ansia in sala operatoria grazie alla musicaLa musico-terapia è utile anche per attenuare l'ansia che inevitabilmente precede un intervento chirurgico come la biopsia. Lo sostengono gli autori di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Aorn Journal, terapisti musicali e infermieri di sala operatoria, che hanno analizzato l'effetto della musica su donne che si dovevano sottoporre a una biopsia della mammella.


«Scopo principale della ricerca era capire a fondo il ruolo della musico-terapia nell'alleviare l'ansia delle pazienti» chiarisce Jaclyn Bradley Palmer, musico-terapista presso lo University Hospitals Seidman cancer center di Cleveland (Stati Uniti) e prima autrice della ricerca che è durata due anni e ha coinvolto in totale 207 donne.

Le partecipanti sono state suddivise in tre gruppi prima della biopsia: a un gruppo è stata fatta ascoltare musica suonata dal vivo, a un altro musica registrata e diffusa grazie a un ipod e all'ultimo non è stata fatta ascoltare musica di alcun genere. «Abbiamo chiesto alle donne incluse nella ricerca di dare un giudizio sul proprio stato di ansia pre-operatoria» spiega l'autrice che poi aggiunge: «L'ansia prima della biopsia è diminuita del 42,5 per cento e del 41,2 per cento con musica dal vivo o registrata, rispettivamente».

La musica entra quindi di diritto anche in sala operatoria, come strumento per aiutare le pazienti che si devono sottoporre a biopsia, ma anche come strategia utile per migliorare il lavoro degli infermieri chirurgici. «Per avere un quadro davvero completo è necessario approfondire ulteriormente l'argomento, ma i risultati dello studio forniscono informazioni importanti su come definire programmi di musico-terapia negli ospedali, anche nei reparti di chirurgia» afferma Bradley Palmer che poi conclude: «I dati dello studio sono inoltre utili per sottolineare come la collaborazione tra terapisti musicali e infermieri di sala operatoria possa rappresentare un'importante strategia per migliorare innanzitutto la cura del paziente, ma anche il lavoro di entrambe le figure professionali».


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