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Bullismo, depressione e stress: 2 genitori su 3 li vogliono nel programma scolastico

Bullismo, depressione e stress: 2 genitori su 3 li vogliono nel programma scolasticoBullismo, depressione, stress e suicidio sono sfide con le quali molti ragazzi in età scolare si devono confrontare quasi quotidianamente e, secondo il parere dei genitori d'oltre oceano, dovrebbero entrare a far parte delle ore di insegnamento dedicate alla salute. È uno dei dati emersi dal sondaggio National poll on children's health, condotto dai ricercatori del C.S. Mott children's hospital, in Michigan, nel quale è stato coinvolto un gruppo di genitori con almeno un figlio o una figlia iscritto alla scuola media o superiore.

«I risultati del sondaggio confermano il sostegno dei genitori agli attuali programmi di educazione alla salute nelle scuole, accolti con favore da 2/3 degli intervistati» esordisce Sarah Clark, co-direttrice del sondaggio, ricordando i temi in genere inclusi nelle ore di educazione alla salute delle scuole americane: alimentazione, attività fisica, comportamenti a rischio, educazione sessuale/prevenzione delle gravidanze e abuso di sostanze come fumo, alcol e droghe.

Ma a quanto pare questi temi non bastano più e ce ne sono altri che i genitori ritengono altrettanto importanti per i loro figli. La maggior parte dei genitori pensa che a scuola dovrebbero essere affrontate anche le tecniche di primo soccorso (68%), diversi temi legati alla salute emotiva e mentale (67%), nonché le tecniche di rianimazione cardio-polmonare (63%).

«Sono dati che suggeriscono una maggiore apertura dei genitori di oggi rispetto a temi un tempo considerati "tabù" come per esempio il disagio mentale, la depressione e il suicidio» dicono gli autori del sondaggio che poi proseguono: «Evidentemente gli adulti percepiscono una distanza tra ciò che i ragazzi devono affrontare quotidianamente e ciò che viene insegnato loro a scuola in termini di salute».

Sì quindi all'ampliamento dei programmi di educazione alla salute anche se, come ricordano gli autori statunitensi, la strada per raggiungere questo obiettivo presenta diversi ostacoli, primo tra tutti l'incremento della spesa legato all'assunzione di nuovi insegnanti dedicati all'insegnamento dei nuovi temi. «Per ridurre tali costi le scuole potrebbero rivolgersi a personale sanitario esterno e organizzare incontri ad hoc» concludono Clarke colleghi.


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