Impotenza femminile: un disagio che riguarda il 40% delle donne

07 ottobre 2016

Impotenza femminile: un disagio che riguarda il 40% delle donne



Impotenza femminile: un disagio che riguarda il 40% delle donne


Basso desiderio sessuale, difficoltà a raggiungere l'orgasmo e dolore durante il sesso. Anche nell'universo femminile si può parlare di impotenza? Le statistiche parlano di un disagio che riguarda il 40 per cento delle donne di tutto il mondo e che si riflette sulla vita sociale e in particolare sui rapporti di coppia.

Vediamo innanzitutto quali possono essere le cause del problema che sembra colpire di più sopra i 40 anni di età e nel periodo dopo il parto.
Tra le cause fisiche potrebbero esserci il diabete, la pressione alta e le infezioni a carico dei genitali. Tra le cause psicologiche, l'inadeguatezza dei preliminari, la depressione, una scarsa autostima, un trascorso di abusi sessuali, sovrastrutture culturali o religiose, il timore di una gravidanza, lo stress o la stanchezza. Tra le cause ormonali, infine, il basso livello di estrogeni o la menopausa.

Escludendo i casi di problemi fisici, che potrebbero essere risolti con l'uso di farmaci, per quelli di natura psichica, è sempre meglio chiedere un parere di un professionista per iniziare eventualmente una terapia. «Anziché parlare di "impotenza femminile" in realtà si dovrebbe parlare di disturbo da penetrazione o di dolore genitale-pelvico che ha poi tutta una serie di categorie», ha spiegato Sonia De Balzo, psicologa psicoterapeuta e sessuologa clinica.

«Per la donna la difficoltà maggiore è legata al raggiungimento dell'orgasmo e il suo mantenimento, che può essere accompagnato da fenomeni fisici come la scarsa lubrificazione dei genitali e la mancanza di dilatazione vaginale». La rosa di situazioni in cui si esplica la problematica è ampia e la sua origine è «multifattoriale».

Innanzitutto può dipendere da un problema di «natura organica, quindi fisiologica, come nelle donne che hanno subito un'isterectomia o hanno avuto altri interventi nella zona urogenitale», che portano anche a conseguenti danni psicologici più o meno gravi. Se poi ci spostiamo alle cause diadiche, «possiamo trovare dei problemi di tipo relazionale, all'interno della coppia stessa, come la mancanza di attrazione fisica o psicologica verso il partner che spesso mi capita di vedere». Inoltre ci può essere «la scarsa abilità sessuale del partner perché non conosce il corpo della propria donna e risulta un po' maldestro». In questi casi è probabile che la donna non riesca a eccitarsi in maniera adeguata, come accade anche se ci sono conflitti coniugali: «Noi donne più degli uomini siamo sensibili alla rabbia nei confronti del partner quindi in caso di disistima e aggressività verso il partner il rapporto sessuale ne risulta inficiato».

Tornando per un attimo ai fattori sociali e culturali, «la donna sposa e madre viene spesso vista come quella che deve avere un certo modus sessuale e che non può esprimere il proprio desiderio e la propria sessualità liberamente».
Altro fattore importante è la «mancanza di comunicazione con il partner e questo può avere diversi livelli di gravità: molto spesso mi capita di vedere persone che hanno difficoltà perché non c'è intimità di coppia, cioè non c'è intimità emotiva». I due partner non riescono a lasciarsi andare emotivamente e questo «a livello psicologico può bloccare il ciclo di risposta sessuale della donna e quindi creare le varie disfunzioni compresa quella della cosiddetta impotenza».
Molte ragazze e signore, allora, per trovare nuovi stimoli si rifugiano in storie al di fuori della "coppia ufficiale", situazioni socialmente considerate "sporche". «Probabilmente non riuscendo a tirare fuori quella parte libidinosa all'interno del matrimonio o della convivenza, che è tipica anche della donna, lo devono fare al di fuori proprio per evitare di rompere quel rapporto ufficiale e questo fa proprio riferimento a quello che dicevamo prima: alla mancanza di comunicazione». Molte coppie, come è facile constatare, «si reggono sul tradimento» e non per forza in questo è ravvisabile un comportamento deviante sul piano psicologico.

Maria Elena Capitanio



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