Al cuore non piacciono gli eccessi

09 novembre 2016
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Al cuore non piacciono gli eccessi



Al cuore non piacciono gli eccessi


Anche un picco di rabbia o una sessione di esercizio fisico particolarmente intenso possono avere conseguenze negative su cuore e vasi aumentando il rischio di infarto. È quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Circulation da un gruppo di esperti guidati da Andrew Smyth, del Population health research center alla McMaster University, in Canada.

«Nello studio abbiamo cercato di quantificare l'importanza di fattori come emozioni o esercizio particolarmente intensi sul rischio di infarto miocardico» esordisce l'autore parlando dello studio Intertheart, che ha coinvolto poco meno di 12.500 persone provenienti da 52 diversi paesi del mondo. E a conti fatti l'analisi dimostra che un attacco di rabbia o un'emozione negativa e l'esercizio fisico molto intenso possono rappresentare un interruttore per scatenare il primo infarto cardiaco.
«Questo dato è valido in tutte le regioni del mondo, per tutte le persone analizzate, indipendentemente dal genere e dall'età» precisa Smyth, che poi aggiunge: «E se gli eccessi di rabbia e di attività fisica sono contemporanei, il rischio è ancora più alto».

«Sono dati interessanti soprattutto perché ottenuti in un contesto così ampio, ma che devono essere letti con attenzione e ai quali deve essere dato il giusto peso» mette in guardia Barry Jacobs, portavoce della American heart association, ricordando che lo studio non dimostra un rapporto causa-effetto tra picchi di rabbia o attività fisica e rischio di infarto. Del resto, come fanno notare gli autori, moltissime persone affrontano queste situazioni emotive o fisiche quotidianamente senza cadere poi vittime di un infarto. «Il rischio potrebbe aumentare quando sono presenti placche che ostruiscono i vasi» afferma Jacobs che poi spiega: «Emozioni o esercizio molto intensi aumentano la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, causando la rottura delle placche e il successivo blocco dell'afflusso di sangue al cuore: l'infarto». «I nostri dati non devono certo spingere a rinunciare all'esercizio fisico o a esternare i propri sentimenti: l'importante, in ogni caso, è evitare gli eccessi per quanto possibile» conclude Smyth.


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