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Infertilità: gli uomini non conoscono i fattori di rischio

Infertilità: gli uomini non conoscono i fattori di rischioIl livello generale di conoscenza dei rischi per la fertilità maschile non è particolarmente elevato negli uomini, indipendentemente dalla fascia di età, dal livello di istruzione e dal reddito. Sono queste in estrema sintesi le conclusioni di un sondaggio condotto da un gruppo di ricerca canadese e pubblicato su Human Reproduction nel quale sono stati coinvolti 701 uomini di età compresa tra 18 e 50 anni, ai quali sono state poste domande specifiche sulla fertilità maschile.

«I precedenti studi sulla fertilità hanno escluso gli uomini dal campione dei partecipanti o li hanno coinvolti con domande generiche e/o legate alla fertilità femminile» esordisce Phyllis Zelkowitz, direttore della ricerca al dipartimento di psichiatria del Jewish general hospital di Montreal e coordinatrice della ricerca, che poi aggiunge: «Con questa ricerca abbiamo voluto testare nello specifico le conoscenze degli uomini sulle cause dell'infertilità maschile».

Per raggiungere l'obiettivo, i ricercatori hanno utilizzato un sondaggio dal quale è emerso che il livello di informazione sull'argomento non è particolarmente elevato: i partecipanti sono infatti riusciti a identificare il 51 per cento dei fattori di rischio e il 45 per cento dei problemi di salute che si associano a infertilità maschile.

«In particolare i dati suggeriscono che gli uomini conoscono soprattutto i fattori di rischio modificabili come infezioni a trasmissione sessuale o fumo di sigaretta, mentre sono meno preparati quando si tratta di fattori non modificabili come l'età, oppure di condizioni mediche come malattie cardiovascolari e diabete». L'aspetto positivo è che molti dei partecipanti allo studio hanno dichiarato di volerne sapere di più e di voler ricevere le informazioni da personale medico specializzato, anche se in molti non disdegnano le fonti online. «L'infertilità può avere un peso importante sul singolo e sulla coppia dal punto di vista sia psicologico sia economico e per questa ragione è importante migliorare la comunicazione e l'informazione sull'argomento coinvolgendo i ragazzi sin dalla giovane età» conclude Zelkowitz.


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