Meno mercurio nei tonni dell'Atlantico

16 dicembre 2016

Meno mercurio nei tonni dell'Atlantico



Meno mercurio nei tonni dell'Atlantico


Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology descrive una possibile conseguenza positiva delle politiche ambientali degli ultimi anni: la riduzione dei livelli di mercurio nei tonni pescati nell'Atlantico del Nord.

«I tonni sono al vertice della catena alimentare marina e possono accumulare nei loro tessuti gli inquinanti presenti nelle acque in cui vivono, come per esempio il mercurio» esordisce Nicholas Fisher professore alla School of Marine and Atmospheric Sciences della Stony Brook University di Stony Brook, negli Stati Uniti che poi aggiunge: «E proprio questi animali è la principale fonte di assunzione di mercurio (circa il 40 per cento del totale) per gli statunitensi».

Questo scenario e i risultati degli studi che dimostrano la pericolosità del mercurio per la salute umana, soprattutto quella del sistema nervoso, ha spinto negli anni gli esperti a mettere in guardia dal consumo eccessivo di tonno e altri pesci simili.

«La consapevolezza internazionale sullo stretto legame tra inquinamento e rischi per la salute ha però negli anni dato il via a una serie di politiche ambientali che hanno portato a controlli più serrati sulle emissioni e spesso a riduzione delle stesse» continuano gli autori che si sono concentrati in particolare sulle emissioni di mercurio. E anche se a livello globale sono aumentate a causa del maggior consumo di carbone in Asia, nel periodo compreso tra il 1990 e il 2007 le emissioni di mercurio si sono ridotte del 2,8 per cento negli Stati Uniti.

«In un periodo simile nelle acque dell'Oceano Atlantico del nord il mercurio è scesa del 4,3 per cento all'anno e quella nell'aria sopra tale oceano si è ridotta del 20 per cento tra il 2001 e il 2009» riprende Fisher spiegano che gli effetti positivi di queste riduzioni si sono fatte sentire anche sugli abitanti dell'oceano. Analizzando circa 1.300 tonni pesati nell'Atlantico del nord tra il 2004 e il 2012 si è visto infatti che il contenuto di mercurio è sceso del 19 per cento. «È la prima dato che suggerisce come gli sforzi per la riduzione delle emissioni riescano a ridurre la concentrazione di mercurio in questo tipo di pesce» concludono gli esperti.



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