Messo a punto un cerotto che controlla stato di salute e performance fisiche

29 dicembre 2016

Messo a punto un cerotto che controlla stato di salute e performance fisiche



Messo a punto un cerotto che controlla stato di salute e performance fisiche


Il laboratorio di analisi arriva a domicilio grazie a uno speciale strumento capace di dare informazioni sullo stato di salute partendo dall'analisi del sudore. «I nuovi materiali e le nuove tecnologie oggi disponibili permettono di rendere sempre più piccoli e davvero 'portatili' i dispositivi per raccogliere dati sulle performance fisiche e sullo stato di salute» esordisce John Rogers, professore di scienze dei materiali e ingegneria alla Northwestern University's McCormick school of engineering di Evanston (Stati Uniti) e coordinatore di uno studio da poco pubblicato sulla rivista Science translational medicine.

Assieme ai colleghi, Rogers ha progettato un cerotto, grande come una moneta, che una volta applicato sulla pelle aiuta a tenere sotto controllo le condizioni di salute attraverso un'analisi del sudore. «Il sudore rappresenta un'importante fonte di informazioni» spiegano gli autori che poi aggiungono: «È un liquido decisamente semplice da raccogliere e ricco di una serie di molecole chimiche che possono indicare l'eventuale presenza di problemi dell'organismo».

Ma come funziona esattamente questo 'laboratorio da passaggio'? Come spiegano i ricercatori si tratta di un sistema di microfluidica in miniatura, sottile e leggero, che si applica facilmente sulla pelle dove riesce a raccogliere dai pori piccole gocce di sudore. «Una volta raccolto il sudore viene trasportato tramite diversi canali in punti del cerotto dove sono presenti piccoli serbatoi che permettono di effettuare analisi differenziate e misurare la perdita totale di sudore, il pH, la concentrazione di lattato, cloro e glucosio» spiega Rogers, ricordando che i risultati di queste analisi possono facilmente essere letti scattando una foto al cerotto e analizzandola con una app da scaricare sul proprio smartphone. «Siamo agli inizi, ma i risultati ottenuti in due diversi studi su gruppi di ciclisti dimostrano che lo strumento è in grado di fornire informazioni accurate» concludono i ricercatori.


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