I giornalisti di Unamsi donano corner lettura a Istituto tumori di Milano

04 maggio 2017

I giornalisti di Unamsi donano corner lettura a Istituto tumori di Milano



I giornalisti medico scientifici di Unamsi (Unione italiana medico scientifica di informazione), in collaborazione con Lswr Group, Mondadori, Publiediting e Rcs, hanno reso possibile la realizzazione di una piccola biblioteca nella sala di attesa della Terapia del dolore e delle cure palliative all'Istituto dei tumori di Milano (Int). L'iniziativa nasce con l'obiettivo di dare sollievo e intrattenimento ai pazienti e ai loro familiari in attesa di trattamento e cure.

«La possibilità di avere libri a disposizione nella sala di attesa della Terapia del Dolore e delle Cure Palliative conferma la nostra attenzione verso una presa in carico del paziente che include non solo l'aspetto clinico e terapeutico ma anche tutto quello che può incidere sulla sua qualità di vita durante tutto il percorso assistenziale, il che implica anche empatia e vicinanza emotiva» dichiara Enzo Lucchini, Presidente Int.

Così Francesco Brancati, presidente Unamsi: «La scelta di dedicarci a questo progetto non profit è stata dettata dall'esigenza di dare un nostro contributo per supportare anche il caregiver, cioè chi accompagna il malato. Chi assiste il malato è una figura importante, ma ancora trascurata in senso generale, anche da parte dei media. Ringraziamo quindi l'Istituto dei Tumori per avere accettato il nostro progetto che per noi ha un valore particolare e inaugura una serie di iniziative previste quest'anno per i 60 anni della nostra Associazione».

Proprio a chi assiste i malati è dedicato il pensiero di Augusto Caraceni, direttore Cure palliative, Terapia del dolore e riabilitazione, all'Int: «Due pazienti su tre vogliono che chi li assiste partecipi alle decisioni e al progetto di cura. In questo ambito, la lettura diventa a sua volta una terapia per aiutare a incanalare il tempo sospeso e complicato di chi attende. Questo non significa negare l'esistenza del malato nell'altra stanza, ma al contrario, offrire stimoli e supporto che possono trasformarsi in nuova energia».

Oggi la sopravvivenza dei pazienti a cinque anni, considerando tutte le forme oncologiche, è migliorata del 18 per cento nei maschi e del 10 per cento nelle donne rispetto a 10 anni fa. Grazie a diagnosi e trattamenti sempre più precisi e accurati, il tempo trascorso in un centro di oncologia si è allungato con risvolti positivi sul percorso terapeutico-assistenziale dei pazienti.

«Tutto ciò sta portando a una trasformazione dell'ospedale, con ambienti più compatibili col quotidiano, che attraverso oggetti e mobili si avvicinano all'idea del luogo domestico» sottolinea Claudia Borreani, responsabile della Psicologia clinica, all'Int. «Questo permette di rendere gli spazi meno ospedalieri ed è un aiuto per non creare ulteriori fratture psicologiche oltre a quelle che inevitabilmente provoca la malattia sia nel paziente, sia nel nucleo familiare».


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