Caffè e tisane influenzano la salute del fegato

01 agosto 2017

Caffè e tisane influenzano la salute del fegato



Qualche tazza di caffè o di tisana ogni giorno potrebbe risultare utile per mantenere il fegato in forma, riducendo il rischio di fibrosi, ovvero di "indurimento" dei tessuti che compongono l'organo.
«Nel corso degli ultimi decenni abbiamo modificato le nostre abitudini muovendoci verso stili di vita meno sani che includono sedentarietà e consumo di una dieta poco salutare» esordisce Louise Alferink, dell'Erasmus MC university medical centre di Rotterdam, in Olanda, coordinatrice di uno studio pubblicato sula rivista Journal of hepatology.
«Questo cambiamento ha portato non solo a una vera e propria epidemia di obesità, ma anche a un rapido aumento in quella che viene chiamata steatosi epatica non alcolica, una malattia nella quale si assiste a un eccessivo accumulo di grasso a livello del fegato e che non è legata a un consumo di alcol troppo elevato» precisa.

Di fronte a questo scenario gli autori della ricerca si sono interrogati sulla possibilità di bloccare o almeno rallentare l'aumento di questa patologia del fegato attraverso strategie semplici e alla portata di tutti, come per esempi il consumo di tisane, tè e caffè. «Studi precedenti hanno dimostrato un effetto protettivo del caffè su alcuni aspetti della salute del fegato, probabilmente legati alle potenzialità antiossidanti della bevanda» aggiunge Sarwa Darwish Murad, che ha coordinato la ricerca alla quale hanno preso parte 2.424 persone di età uguale o superiore a 45 anni, sottoposte a esami specifici per misurare il grado di indurimento del tessuto del fegato.

«A conti fatti abbiamo notato che in effetti il consumo di tisane e di caffè si associava a una minore probabilità di avere problemi di fibrosi epatica» afferma Alferink precisando che invece il consumo di tè non sembrava influenzare la salute del fegato. Bisogna quindi aggiungere caffè e tisane all'alimentazione quotidiana per proteggere il fegato? «Prima di arrivare a dare questo tipo di raccomandazioni servono ulteriori studi per definire la quantità e la tipologia di bevanda che può portare i maggiori benefici» precisano in un editoriale di commento Salvatore Petta, dell'Università di Palermo e Giulio Marchesini, dell'Università di Bologna ''Alma Mater".

Fonte: J Hepatol. 2017 May 21. pii: S0168-8278(17)30147-2. doi: 10.1016/j.jhep.2017.03.013



Cerca nel sito


Cerca in


Ricette  |  Farmaci  |  Esperto risponde  |
Cerca il farmaco
Potrebbe interessarti
L'esperto risponde