Troppa Tv mette a rischio la mobilità

12 settembre 2017

Troppa Tv mette a rischio la mobilità





Quanto pericoloso potrà mai essere guardare la Tv su un comodo divano o una poltrona reclinabile? Moltissimo, soprattutto se lo spettatore è una persona che ha superato i 50 anni. Stando a quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Journal of gerontology: medical sciences il tempo trascorso in modo sedentario e in particolare quello davanti alla Tv pone in serio pericolo la salute futura delle persone più in là con gli anni.

«Lo stile di vita moderno è fatto di molte ore di sedentarietà e, quando sono sveglie, le persone anziane trascorrono fino a 10-11 ore in posizione seduta o reclinata» esordisce Loretta DiPietro della George Washington university school of public health di Washington D.C. e prima autrice della ricerca che ha valutato le abitudini di movimento di 134mila persone di età compresa tra 50 e 71 anni.

«L'associazione tra sedentarietà e rischi di perdita di mobilità o fragilità è ben nota, ma quando si parla degli anziani i dati sono piuttosto scarsi» aggiungono i ricercatori precisando che nello studio sono stati valutati i periodi di sedentarietà (stare seduti, guardare la Tv, lavorare al computer, fare un pisolino), quelli di attività moderata (fare le pulizie o la spesa) e di attività da moderata a vigorosa (correre, fare giardinaggio). E al termine dell'analisi, svolta seguendo i partecipanti per un periodo di circa 10 anni, è emerso che chi è particolarmente attivo (oltre 7 ore alla settimana) tiene alla larga i problemi derivati dalla sedentarietà e dal tempo trascorso in posizione seduta. Anche chi trascorre molte ore seduto ma resta comunque attivo ha un rischio ridotto di avere problemi di mobilità rispetto a chi sta molto seduto e non fa movimento.

«Il tempo trascorso davanti alla Tv sembra essere quello con l'associazione più forte con i problemi di mobilità, forse perché la gente riesce a calcolare (e riferire) con maggior precisione le ore passate davanti alla Tv rispetto a quelle trascorse in altre attività» commenta Jennifer Temple della University at Buffalo, Stati Uniti, che si unisce agli autori nel sottolineare il messaggio dello studio: prendersi più spesso possibile pause da divani, sedie e poltrone.

Fonte: The Journals of Gerontology: Series A. doi: 10.1093/gerona/glx122


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