Scoperti i neuroni che bloccano la fame

10 ottobre 2017
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Scoperti i neuroni che bloccano la fame



abbuffata hamburger Si chiamano taniciti e sono cellule del sistema nervoso che potrebbero rivoluzionare le diete dimagranti. Stando ai risultati di una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista Molecular metabolism, queste cellule presenti a livello dell'ipotalamo e già note per essere in grado di identificare la presenza di glucosio nel fluido cerebrospinale, sono in grado anche di "sentire" la presenza di altre molecole derivanti dalle proteine e di inviare al cervello un segnale di stop per l'appetito.

«Gli aminoacidi, ovvero i mattoncini che compongono le proteine, sono i nutrienti più importanti per determinare il senso di sazietà e mantenerlo nel tempo» esordisce Nicholas Dale della University of Warwick, in Gran Bretagna, coordinatore della ricerca che poi aggiunge: «E sappiamo anche che il cervello e il resto del sistema nervoso hanno un ruolo di primo piano nel determinare l'appetito». Per capire meglio i meccanismi che determinano le sensazioni di appetito, i ricercatori inglesi hanno studiato a fondo i taniciti, scoprendo che sono in grado di riconoscere la presenza di aminoacidi nel fluido cerebrospinale che circonda cervello e midollo.

In particolare queste cellule si attivano in presenza di due aminoacidi specifici - lisina e arginina - che determinano l'invio al cervello di segnali che bloccano l'appetito e fanno scattare il senso di sazietà. «Aver identificato questo meccanismo è particolarmente importante nell'ottica di creare piani alimentari specifici per chi deve perdere peso» afferma Dale suggerendo che consumare cibi particolarmente ricchi di questi due aminoacidi possano portare a un senso di sazietà più precocemente. La buona notizia che i cibi ricchi di questi aminoacidi sono numerosi e possono soddisfare tutti i gusti: pollo, merluzzo, albicocche, avocado, lenticchie e mandorle.

Fonte: Molecular Metabolism 2017. Doi: 10.1016/j.molmet.2017.08.015


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