Diabete: è emergenza mondiale nelle città

31 dicembre 2017
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Diabete: è emergenza mondiale nelle città



L'urbanizzazione ha un evidente impatto sulla salute in tutto il mondo. Tanto che le politiche sanitarie, sociali e ambientali non possono più attendere per raccogliere la sfida di tutela e prevenzione su malattie croniche che stanno diventando la vera emergenza del Duemila. Sul banco degli imputati, il diabete che oggi colpisce 400 milioni di persone in tutto il mondo.

 

Contenere la crescita del diabete al 10%

Steffen Nielsen, direttore Cities Changing Diabetes di Novo Nordisk, che ha partecipato a Torino il 5 dicembre scorso al secondo Forum italo/danese sulla salute nei contesti urbani, ha spiegato come il diabete sia in preoccupante crescita: "La traiettoria è ormai insostenibile e da qui al 2100 la curva può solo peggiorare creando gravi problemi. Entro il 2045 una persona su nove sarà malata di diabete con un costo sanitario fuori controllo". "Per questo ci siamo dati un obiettivo ambizioso: contenere la crescita del diabete dentro il 10% da qui al 2045". Come? Ci sono fattori sui quali è possibile agire: obesità, ambiente, inattività fisica, dieta non sana... Oggi il fattore di rischio più rilevante è l'obesità: si stima che il 44% del diabete si sviluppi proprio da obesità e sovrappeso.

 

I casi di Torino e Milano

Ma entriamo dentro alcune realtà italiane, tenendo presente che nel nostro Paese il diabete produce un costo di circa 20 miliardi l'anno, pari ad una Finanziaria. Nella città metropolitana torinese (2,3 milioni di residenti) vivono quasi 121 mila persone con diabete, il 5.3 della popolazione censita (elaborazione Health City Institute su dati Istat). Torino occupa, in termini assoluti, la quarta piazza nella graduatoria delle città metropolitane italiane per popolazione residente colpita dalla malattia (dopo Roma, Napoli e Milano). Tuttavia è di gran lunga al primo posto tra quelle del Nord Italia in termini percentuali. Se la paragoniamo, per esempio, alla vicina Milano che la precede nella classifica con poco più di 144 mila residenti con diabete su oltre 3,2 milioni di abitanti (4,5% della popolazione).

 

La genetica non è la sola responsabile

Un filo sottile, ma evidente, lega il fenomeno dell'inurbamento alla crescita di malattie come il diabete. Esiste, infatti, una suscettibilità genetica a sviluppare la malattia a cui si associano fattori ambientali legati allo stile di vita. Lo confermano i dati: oggi nelle città vive il 64% delle persone con diabete. La principale arma per frenare questa avanzata è la prevenzione attraverso la modifica di alcuni fattori ambientali, educativi e culturali che la favoriscono. Ezio Ghigo, professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Torino ha evidenziato come oggi "l'obesità si attesti in alcune aree del mondo intorno al 40-50%. Dunque, serve un approccio sistematico. Ma il diabete purtroppo rappresenta solo la punta dell'iceberg. La vera emergenza è rappresentata da tutte le malattie metaboliche".



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