Adolescenti: gli smartphone alterano il ritmo sonno-veglia

04 gennaio 2018
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Adolescenti: gli smartphone alterano il ritmo sonno-veglia



Lo sviluppo delle tecnologie, l'utilizzo della rete, degli smartphone e dei tablet stanno portando a profonde trasformazioni, ancora non pienamente valutabili. E' ormai dimostrato però che uno degli aspetti maggiormente influenzati dal loro uso è il ritmo sonno-veglia.
Questo sembra essere ancora più vero per gli adolescenti. «Studi effettuati su più di 100mila ragazzi hanno trovato una forte correlazione tra disturbi del sonno e uso dello smartphone per l'accesso ai social network soprattutto nelle ore serali» spiega Claudio Mencacci, medico psichiatra, Direttore Dipartimento Neuroscienze e salute mentale dell'Ospedale FBF-Sacco di Milano «L'insonnia agisce da detonatore ampliando la vulnerabilità individuale a differenti patologie psichiche. I dati epidemiologici, sono estremamente significativi: gli adolescenti di oggi tendono a dormire meno di 6 ore almeno il 10% delle notti. A 18 anni il 75% dei ragazzi dorme meno di 8 ore e solo il 3% degli stessi dorme più di 9 ore».

 

Danni a un cervello in crescita

La deprivazione di sonno, specialmente quando è cronica, può produrre conseguenze a lungo termine nella formazione dei circuiti cerebrali. Il sonno, infatti, mantiene un ruolo fondamentale nella plasticità neuronale, cioè nella crescita del cervello.
L'utilizzo di smartphone e PC offre grandi potenzialità e vantaggi, anche per bambini ed adolescenti, ma d'altra parte li espone ad alcuni rischi. Se i videogame hanno dimostrato di migliorare l'attenzione visiva e la coordinazione, alcuni dati suggeriscono un aumento di comportamenti impulsivi e aggressivi.

 

Stimoli dell'ambiente

Mentre, sul fronte dei social network, i ragazzi sono sottoposti anche a stress emotivi: non si tratta solo di cyberbullismo, la tecnologia modifica infatti le modalità con cui i ragazzi si relazionano tra di loro, escludendo generalmente i genitori, poiché la rete è uno spazio dove gli adulti faticano ad essere presenti, o ad intervenire.
Gli stimoli ambientali a cui sono sottoposti i cosiddetti nativi digitali, sono differenti rispetto a quelli degli adolescenti anche di pochi anni fa. «La maturazione cerebrale dell'adolescenza è straordinariamente sensibile agli stimoli dell'ambiente, sia che questi si caratterizzino per una loro potenzialità in senso evolutivo, sia che si tratti di sollecitazioni che possono influenzare negativamente lo sviluppo. Afferma Gianni Migliarese, medico psichiatra presso l'Ospedale FBF-Sacco di Milano «Il periodo dell'adolescenza può essere immaginato come una lente di ingrandimento: possono emergere episodi depressivi e ansiosi, oscillazioni dell'umore, dipendenze da sostanze, oppure possono accentuarsi comportamenti impulsivi.»
Su queste condizioni è bene intervenire precocemente, poiché proprio grazie all'elevata plasticità del periodo adolescenziale, si ha una rapida risposta.

 

Chiara Romeo



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