Millennial e baby boomer: stesso atteggiamento verso la contraccezione

16 gennaio 2018
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Millennial e baby boomer: stesso atteggiamento verso la contraccezione



Le ragazze di oggi affrontano la contraccezione in modo molto simile alle loro madri. Questo quanto emerge da un recente sondaggio condotto da Bayer, realizzato tra novembre 2016 e gennaio 2017 in nove Paesi europei tra cui l'Italia su un totale di 9mila donne tra i 21 e i 65 anni. «Le millennial sono dinamiche e ambiziose. Hanno il pieno controllo della propria vita e amano mettersi alla prova. Ma quando si parla di contraccezione fanno ancora fatica ad avere le informazioni corrette per un vero dialogo contraccettivo» spiega, a commento dell'indagine, Rossella Nappi, Professore Associato della Sezione di Clinica Ostetrica e Ginecologica, Dipartimento di Scienze Cliniche; Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell'Università degli Studi di Pavia

 

Sempre connesse, ma poco informate

Dall'indagine emerge che quando si tratta di scegliere un metodo contraccettivo, poco è cambiato da una generazione all'altra: il 51% delle baby boomer (50-65 anni) ritiene di non possedere le informazioni necessarie per intraprendere una scelta consapevole e lo stesso problema viene riferito dal 35% delle millennial (21-29 anni), malgrado queste ultime abbiano accesso a più informazioni rispetto al passato.
Il 41% delle millennial ha riportato la paura di esposizione ad ormoni sintetici come prima barriera all'utilizzo della pillola e il 26% il timore della dimenticanza di assunzione quotidiana; dato simile registrato anche per le baby boomers. In Italia, la pillola rimane il contraccettivo più conosciuto tra le ragazze di età compresa fra i 20 e i 29 anni. Le conoscenze riguardo al funzionamento della pillola oggi sono più elevate, tanto che solo una piccola percentuale, pari all'8% delle millennial dichiara di non sapere come agisce. Le millennial dichiarano di sapere poco riguardo al funzionamento dei contraccettivi ad azione prolungata (LAC), cioè i metodi contraccettivi reversibili di elevata efficacia che durano per un periodo di tempo prolungato. Rientrano in questa categoria i sistemi intrauterini ormonali (IUS), le spirali al rame e gli impianti sottocutanei. Il 70% circa delle ragazze afferma di non averne compreso il funzionamento, mentre il 50% delle baby boomer ha dichiarato di conoscere bene come funziona la spirale al rame.

 

Difficile il dialogo con il medico

A questa mancanza di informazione corretta contribuisce lo scarso dialogo con gli operatori sanitari e i medici in particolare. Proprio come le loro mamme, il 24% delle millennial ha riferito che il dialogo con gli operatori sanitari è poco proficuo poiché non presentano in maniera esaustiva tutte le opzioni disponibili, alimentando la percezione di non possedere tutte le informazioni necessarie per una decisione consapevole sulla scelta più adatta alle proprie esigenze. Altre delle ragioni esplicitate dalle millennial della loro scarsa conoscenza dei diversi metodi contraccettivi sono: non aver mai discusso con il proprio medico le possibili opzioni contraccettive (17%), subire le convinzioni dei medici riguardo ai contraccettivi da utilizzare (17%), non aver trovato sufficienti fonti di informazioni sul tema (15%). «Le millennial sono fortunate perché hanno molte più possibilità di scelta rispetto alla generazione delle loro mamme» conclude Nappi «per esempio i numerosi contraccettivi ad azione prolungata, ovvero metodi per i quali non è necessario ricordarsene l'assunzione. Gli operatori sanitari hanno un'enorme responsabilità: devono garantire una condivisione attiva delle informazioni sulle varie opzioni disponibili e aiutare le donne a identificare quella più adeguata al loro stile di vita».

 

Chiara Romeo

 

 



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