Una app misura il dolore del neonato

23 gennaio 2018
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Una app misura il dolore del neonato



Come misurare il dolore del neonato? In particolare quando è prematuro e viene tenuto per settimane nei reparti di Terapia Intensiva, spesso sottoposto a cure anche dolorose che lo aiutano a sopravvivere? Fino ad oggi è stato possibile attraverso scale algometriche e all'esperienza del personale medico e infermieristico che rileva modificazioni nel movimento facciale, degli arti o della frequenza cardiaca.
Capire invece in modo puntuale l'entità della sofferenza del neonato è importante. "Non solo è necessario per motivi etici o legislativi - si legge in una nota - ma perché è stato dimostrato che il dolore ripetitivo in una fase precoce dello sviluppo del sistema nervoso può comportare effetti dannosi a breve e lungo termine'. E c'è di più: la app permette di eliminare sensori e fili (tutto è wireless) che possono danneggiare la pelle del neonato oltre ad essere una barriera nel contatto tra il neonato e gli adulti, genitori o personale medico.

 

Come funziona

Innanzitutto è importante precisare che la app non sostituisce la professione del medico e dell'infermiere, piuttosto si pone al servizio del clinico. Il sistema è definito 'automatico e non invasivo'. Una telecamera viene posizionata vicino al fasciatoio o all'incubatrice, registra le modifiche della mimica facciale e misura la saturazione di ossigeno e la frequenza cardiaca e respiratoria.

 

Team multidisciplinare di medici e ingegneri

Questa tecnologia wireless, attraverso app e smartphone, ha visto lavorare insieme un team di istituzioni e professionisti. Ideato e sperimentato dal reparto di Neonatologia dell'ospedale Mauriziano di Torino, ha registrato la collaborazione dell'Istituto Superiore Mario Boella di Torino e di ingegneri epidemiologici del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche e ingeneri statistici del Dipartimento di Matematica dell'Università di Torino. Il Congresso Internazionale di Ricerca Bioinformatica, che si è svolto poche settimane fa a Barcellona, ha esaminato i primi risultati e li ha premiati come 'Migliore contributo scientifico'.

 

Prossimi step

Nei prossimi mesi continuerà la sperimentazione e l'obiettivo è di implementare l'algoritmo per trasferire questa misurazione anche al domicilio del neonato o, comunque, fuori dal reparto di Terapia Intensiva. Il secondo fronte aperto è quello della partecipazione a bandi per finanziamenti europei e regionali che permettano di estendere il metodo alla normale pratica clinica.

 

Carla De Meo



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