Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2018
Farmaci - Bendamustina Medac

Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Medac Pharma S.r.l. a Socio Unico

MARCHIO

Bendamustina Medac

CONFEZIONE

2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

ALTRE CONFEZIONI DI BENDAMUSTINA MEDAC DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
bendamustina (cloridrato)

FORMA FARMACEUTICA
Polvere

GRUPPO TERAPEUTICO
Antineoplastici alchilanti

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
311,94 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

Trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica (stadio Binet B o C) nei pazienti per i quali la chemioterapia di combinazione con fludarabina non è appropriata.

Linfoma non-Hodgkin indolente come monoterapia in pazienti che hanno presentato progressione durante o entro 6 mesi dal trattamento con rituximab o con un regime contenente rituximab.

Trattamento di prima linea del mieloma multiplo (stadio II secondo Durie-Salmon con progressione o stadio III) in associazione con prednisone per pazienti di età superiore a 65 anni non idonei al trapianto autologo di cellule staminali e con neuropatia clinica al momento della diagnosi che preclude l'uso di un trattamento a base di talidomide o bortezomib.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.
  • Durante l'allattamento al seno
  • Compromissione epatica grave (bilirubina sierica >3,0 mg/dl)
  • Ittero
  • Grave soppressione midollare e gravi alterazioni della conta ematica (valori dei leucociti e/o delle piastrine rispettivamente <3.000/µl o <75.000/µl)
  • Intervento di chirurgia maggiore meno di 30 giorni prima dell'inizio del trattamento
  • Infezioni, soprattutto con leucopenia
  • Vaccinazione contro la febbre gialla



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

Mielosoppressione

I pazienti trattati con bendamustina cloridrato possono sviluppare mielosoppressione. In caso di mielosoppressione correlata al trattamento, i valori di leucociti, piastrine, emoglobina e neutrofili devono essere monitorati quantomeno su base settimanale. Prima di iniziare il ciclo di terapia successivo, si raccomandano i seguenti parametri: valori dei leucociti e/o delle piastrine rispettivamente >4.000/µl o >100.000/µl.

Infezioni

Si sono verificate infezioni gravi e fatali con bendamustina cloridrato, incluse le infezioni opportunistiche come la polmonite da pneumocystis jiroveci (PJP), il virus della Varicella-Zoster (VZV) e il cytomegalovirus (CMV). I pazienti con neutropenia e/o linfopenia in seguito al trattamento con bendamustina cloridrato sono più sensibili alle infezioni. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi respiratori durante il trattamento. I pazienti devono essere avvisati di segnalare immediatamente nuovi segni di infezione, inclusa febbre o sintomi respiratori.

Riattivazione dell'epatite B

La riattivazione dell'epatite B nei pazienti che sono portatori cronici di questo virus si è verificata dopo che questi pazienti hanno ricevuto bendamustina cloridrato. Alcuni casi hanno portato a insufficienza epatica acuta o un esito fatale. I pazienti devono essere testati per l'infezione da HBV prima di iniziare il trattamento con bendamustina cloridrato. Gli esperti delle malattie epatiche e del trattamento dell'epatite B devono essere consultati prima che il trattamento venga iniziato in pazienti con sierologia positiva all'epatite B (inclusi quelli con malattia in fase attiva) e per i pazienti che risultano positivi all'infezione da HBV durante il trattamento. I portatori di HBV, che richiedono un trattamento con bendamustina cloridrato devono essere attentamente monitorati per segni e sintomi dell'infezione da HBV attiva per tutto il corso della terapia e per alcuni mesi dopo la fine della terapia .

Reazioni cutanee

È stato riportato un certo numero di reazioni cutanee. Questi eventi hanno incluso eruzione cutanea, reazioni tossiche cutanee ed esantema bolloso. Casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN), alcuni di questi fatali, sono stati riportati con l'uso di bendamustina cloridrato. Alcuni eventi si sono manifestati con la somministrazione di bendamustina cloridrato in associazione con altri agenti antineoplastici, pertanto non è chiara l'esatta correlazione. Le eventuali reazioni cutanee possono avere carattere progressivo e aumentare di gravità con l'ulteriore trattamento. In caso di reazioni cutanee progressive, bendamustina cloridrato deve essere sospesa o interrotta. Per reazioni cutanee gravi dove si sospetta una relazione con bendamustina cloridrato il trattamento deve essere interrotto.

Pazienti con disturbi cardiaci

Durante il trattamento con bendamustina cloridrato, deve essere strettamente monitorata la concentrazione di potassio nel sangue, devono essere somministrati integratori di potassio in presenza di valori di K+ <3,5 mEq/l e vanno eseguite registrazioni ECG.

Nausea, vomito

Per il trattamento sintomatico di nausea e vomito è possibile somministrare un antiemetico.

Sindrome da lisi tumorale

Nell'ambito di studi clinici, il trattamento con bendamustina cloridrato è stato associato a sindrome da lisi tumorale (TLS). Questo disturbo insorge generalmente entro 48 ore dalla prima dose di bendamustina cloridrato e, in assenza di interventi, può condurre a insufficienza renale acuta e morte. Misure preventive come una adeguata idratazione, lo stretto monitoraggio degli esami ematochimici, in particolare potassiemia ed uricemia, e l'uso di farmaci ipouricemici (allopurinolo e rasburicase) dovrebbe essere considerato prima di iniziare la terapia. Quando bendamustina e allopurinolo vengono somministrati in concomitanza, sono stati segnalati alcuni casi di sindrome di Stevens-Johnson e di necrolisi epidermica tossica.

Anafilassi

Negli studi clinici si sono verificate comunemente reazioni all'infusione di bendamustina cloridrato. I sintomi sono generalmente lievi e includono febbre, brividi, prurito ed eruzione cutanea. In rari casi si sono verificate reazioni anafilattiche e anafilattoidi serie. Dopo il primo ciclo di terapia occorre chiedere ai pazienti se abbiano avuto sintomi indicativi di reazioni da infusione. Per i pazienti che in precedenza hanno manifestato reazioni da infusione occorre prendere in considerazione nei cicli successivi misure per la prevenzione di reazioni gravi, inclusi antistaminici, antipiretici e corticosteroidi.

In genere, i pazienti che hanno manifestato reazioni di tipo allergico di grado 3 o superiore non sono stati ritrattati.

Contraccezione

Bendamustina cloridrato è teratogena e mutagena.

Durante il trattamento le donne non devono intraprendere una gravidanza. I pazienti di sesso maschile non devono concepire un figlio durante il trattamento e fino a 6 mesi dopo la sua conclusione e prima del trattamento con bendamustina cloridrato devono richiedere una consulenza sulla conservazione dello sperma a causa della possibilità di infertilità irreversibile.

Stravaso

Un'iniezione extravasale deve essere interrotta immediatamente. L'ago deve essere rimosso dopo una breve aspirazione, quindi l'area tissutale interessata deve essere raffreddata e il braccio sollevato. Trattamenti aggiuntivi, come l'uso di corticosteroidi, non apportano evidenti benefici.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

Non stati effettuati studi d'interazione in vivo.

Quando bendamustina cloridrato è somministrata in combinazione con agenti mielosoppressori, l'effetto sul midollo osseo di bendamustina cloridrato e/o dei medicinali co-somministrati potrebbe essere potenziato. Qualsiasi trattamento che riduca lo stato funzionale del paziente o che peggiori la funzione midollare può aumentare la tossicità di bendamustina cloridrato.

L'associazione di bendamustina cloridrato con ciclosporina o tacrolimus può produrre un'immunosoppressione eccessiva con rischio di linfoproliferazione.

In seguito a vaccinazione con virus vivi i citostatici possono ridurre la formazione di anticorpi e aumentare il rischio di infezioni con esito fatale. Il rischio aumenta nei soggetti già immunodepressi dalla malattia preesistente.

Il metabolismo di bendamustina coinvolge l'isoenzima 1A2 del citocromo P450 (CYP) . Pertanto, esiste un potenziale di interazione con gli inibitori del CYP1A2 come fluvoxamina, ciprofloxacina, aciclovir e cimetidina.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

Posologia

Monoterapia per la leucemia linfatica cronica

100 mg/m2 di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2; ogni 4 settimane.

Monoterapia per il linfoma non-Hodgkin indolente refrattario a rituximab

120 mg/m2 di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2; ogni 3 settimane.

Mieloma multiplo

120–150 mg/m2 di superficie corporea di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2, 60 mg/m2 di superficie corporea di prednisone per via EV o per os nei giorni da 1 a 4; ogni 4 settimane.

Il trattamento deve essere interrotto o ritardato in presenza di valori di leucociti e/o piastrine rispettivamente <3.000/µl o <75.000/µl. Il trattamento può proseguire dopo che i valori dei leucociti sono aumentati >4.000/µl e i livelli delle piastrine >100.000/µl.

Il Nadir dei leucociti e delle piastrine si raggiunge dopo 14-20 giorni, con rigenerazione dopo 3-5 settimane. Durante gli intervalli liberi dalla terapia si raccomanda un attento monitoraggio della conta ematica .

In caso di tossicità non ematologica, le riduzioni della dose devono basarsi sul grado peggiore secondo i Criteri Comuni di Tossicità (CTC) osservato nel ciclo precedente. In caso di tossicità di grado 3 secondo i CTC si raccomanda una riduzione della dose del 50%. In caso di tossicità di grado 4 secondo i CTC si raccomanda l'interruzione del trattamento.

Se un paziente richiede una modifica della dose, la dose ridotta calcolata individualmente deve essere somministrata nei giorni 1 e 2 del rispettivo ciclo di trattamento.

Compromissione epatica

Sulla base dei dati farmacocinetici, non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina sierica <1,2 mg/dl). Nei pazienti con compromissione epatica moderata (bilirubina sierica 1,2-3,0 mg/dl) si raccomanda una riduzione della dose del 30%.

Non ci sono dati disponibili nei pazienti con compromissione epatica grave (bilirubina sierica >3,0 mg/dl) .

Compromissione renale

Sulla base dei dati farmacocinetici, non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con clearance della creatinina >10 ml/min. L'esperienza nei pazienti con compromissione renale grave è limitata.

Popolazione pediatrica

Non ci sono esperienze con bendamustina cloridrato nei bambini e negli adolescenti.

Pazienti anziani

Non esistono evidenze della necessità di aggiustamenti della dose nei pazienti anziani .

Modo di somministrazione

Per infusione endovenosa della durata di 30-60 minuti .

L'infusione deve essere somministrata sotto la supervisione di un medico qualificato ed esperto nell'uso di agenti chemioterapici.

Un'alterata funzione del midollo osseo è correlata a un'aumentata tossicità ematologica indotta da chemioterapia. Il trattamento non deve essere iniziato se i livelli dei leucociti e/o delle piastrine scendono rispettivamente <3.000/µl o <75.000/µl .

Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale

Per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo (qui non riportato) 6.6.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Bendamustina Medac 2,5 mg/ml polvere per concentrato per soluz. per infusione 5 flac.ni 25 mg

A seguito di un'infusione di 30 minuti di bendamustina cloridrato una volta ogni 3 settimane, la dose massima tollerata (MTD) è risultata pari a 280 mg/m2. Si sono manifestati eventi cardiaci di grado 2 secondo i CTC, compatibili con alterazioni ischemiche all'ECG, che sono stati considerati dose limitanti.

In un studio successivo con un'infusione di 30 minuti di bendamustina cloridrato nei giorni 1 e 2 a intervalli di 3 settimane, la MTD è risultata pari a 180 mg/m2. La tossicità dose limitante è stata la trombocitopenia di grado 4. Con questo schema terapeutico la tossicità cardiaca non è risultata dose limitante.

Contromisure

Non esiste un antidoto specifico. Come contromisure efficaci nel controllo degli effetti collaterali ematologici possono essere effettuati il trapianto di midollo osseo e trasfusioni (piastrine, eritrociti concentrati) oppure possono essere somministrati fattori di crescita ematologici.

Bendamustina cloridrato e i suoi metaboliti sono dializzabili in misura ridotta.


CONSERVAZIONE



Conservare il flaconcino nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione o la diluizione vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3.






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