Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018
Farmaci - Carboplatino AHCL

Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml




INDICE SCHEDA




INFORMAZIONI GENERALI



AZIENDA

Accord Healthcare Italia S.r.l.

MARCHIO

Carboplatino AHCL

CONFEZIONE

10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

ALTRE CONFEZIONI DI CARBOPLATINO AHCL DISPONIBILI


PRINCIPIO ATTIVO

carboplatino

FORMA FARMACEUTICA

soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO

Antineoplastici

CLASSE

H

RICETTA

medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA

24 mesi

PREZZO

67,03 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE




A cosa serve Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

Il carboplatino è indicato per il trattamento di:

1. carcinoma dell'ovaio di origine epiteliale in fase avanzata in:

(a) terapia di prima linea

(b) terapia di seconda linea, dopo il fallimento di altri trattamenti.

2. carcinoma del polmone a piccole cellule.


CONTROINDICAZIONI




Quando non dev'essere usato Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

Il carboplatino è controindicato nei pazienti con:

  • ipersensibilità al principio attivo o ad altri composti contenenti platino
  • allattamento
  • mielosoppressione grave
  • tumori con emorragia
  • grave compromissione renale pre-esistente (clearance della creatinina ≤ 20 ml al minuto)



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO




Cosa serve sapere prima di prendere Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

Avvertenze:

Il carboplatino deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico qualificato esperto nell'uso delle terapie antineoplastiche. Strutture diagnostiche e terapeutiche devono essere prontamente disponibili per la gestione della terapia e le possibili complicanze.

La mielosoppressione associata all'uso del carboplatino è strettamente correlata alla clearance renale. Pazienti con un'alterata funzionalità renale osottoposti a terapiaconcomitante con altri farmaci potenzialmente nefrotossic ipossono andare incontro amielotossicità più grave e prolungata. Si devono pertanto valutare attentamente i parametri della funzionalità renale prima, durante e dopo la terapia con carboplatino.

Normalmente, i cicli di infusione del carboplatino non devono essere ripetuti più di una volta al mese. Dopo la somministrazione di carboplatino possono insorgere trombocitopenia, leucopenia e anemia. Si raccomanda un frequente controllo della crasi ematica periferica durante e dopo la terapia con il carboplatino e successivamente ad intervalli settimanali. In questo modo si potrà monitorare la tossicità e aiuterà a determinare il nadir ed il recupero dei parametri ematologici, facilitando i successivi aggiustamenti di dosaggio. I livelli più bassi di piastrine si verificano solitamente tra il 14° e il 21° giorno dall'inizio della terapia. La maggiore riduzione è stata osservata in pazienti che erano stati precedentemente sottoposti ad un'intensiva chemioterapia mielosoppressiva. I livelli più bassi di globuli bianchi si verifica solitamente tra il 14° e il 28° giorno dall'inizio della terapia. Nel caso i livelli dovessero scendere al di sotto di 2000 cellule/mm3 o le piastrine al di sotto di 100.000 cellule/mm3 si deve considerare la necessità di posticipare la terapia a base di carboplatino fino all'evidente recupero del midollo osseo. Questo recupero avviene solitamente in 5-6 settimane. Nei trattamenti successivi può rendersi necessaria una terapia trasfusionale e si consiglia di ridurre i dosaggi.

La terapia con l'associazione di carboplatino ad altri farmaci mielosoppressori deve essere pianificata molto attentamente per quanto riguarda i dosaggi e i tempi di somministrazione, per minimizzare gli effetti additivi. Nei pazienti affetti da grave mielosoppressione può rendersi necessaria una terapia trasfusionale di supporto.

Il carboplatino può causare nausea e vomito. La premedicazione con antiemetici si è dimostrata utile nel ridurre l'incidenza e l'intensità di questi effetti.

La compromissione della funzionalità renale ed epatica può insorgere con il carboplatino. Dosi altissime di carboplatino (≥ 5 volte la dose consigliata dell'agente singolo) hanno prodotto gravi alterazioni della funzionalità epatica e/o renale. Non è chiaro se un programma appropriato di idratazione possa ovviare gli effetti sulla funzionalità renale. La riduzione della dose o l'interruzione della terapia è richiesta se è presente un'alterazione da moderata a grave dei test di funzionalità renale o epatica. (Vedere paragrafo (qui non riportato) 4.8).

L'incidenza e la gravità della nefrotossicità possono aumentare nei pazienti che hanno una funzionalità renale compromessa prima della terapia con il carboplatino. Una compromissione della funzionalità renale è inoltre più probabile nei pazienti che sono stati affetti precedentemente da nefrotossicità a causa della terapia con il cisplatino. Sebbene non sia stata raccolta alcuna evidenza clinica sulla nefrotossicità combinata, si consiglia di non associare il carboplatino con amminoglicosidici o altri composti nefrotossici.

Sono state segnalate non frequentemente reazioni allergiche al carboplatino, ad es. reazione cutanea eritematosa, febbre senza alcuna causa apparente o prurito. Si sono verificati raramente anafilassi, angioedema e reazioni anafilattoidi, inclusi broncospasmo, orticaria e edema facciale. Queste reazioni sono simili a quelle osservate dopo la somministrazione di altri composti contenenti platino e possono verificarsi entro alcuni minuti. L'incidenza di reazioni allergiche può aumentare con l'esposizione precedente alla terapia con platino; sono state tuttavia osservate reazioni allergiche all'esposizione iniziale al carboplatino. I pazienti devono essere osservati attentamente per possibili reazioni allergiche e gestiti con la terapia di supporto appropriata, comprendente antiistaminici, adrenalina e/o glucocorticoidi.

La valutazione neurologica e un accertamento dell'udito devono essere effettuati regolarmente, particolarmente nei soggetti che ricevono carboplatino a dosi elevate. La neurotossicità, come parestesia, riduzione dei riflessi tendinei profondi, e l'ototossicità sono osservate con maggiore probabilità nei pazienti precedentemente trattati con cisplatino,altre terapie a base di platino e altri agenti ototossici.

Il potenziale cancerogeno del carboplatino non è stato studiato, ma composti con meccanismi d'azione e mutagenicità simili sono stati riportati come cancerogeni (Vedere paragrafo (qui non riportato) 5.3)

La sicurezza e l'efficacia della somministrazione di carboplatino nei bambini non sono state dimostrate.

Durante la preparazione e la somministrazione del carboplatino non devono essere utilizzate apparecchiature che contengono alluminio (Vedere paragrafo (qui non riportato) 6.2).


INTERAZIONI




Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

La terapia concomitante con farmaci nefrotossici o ototossici come amminoglicosidici, vancomicina, capreomicina e diuretici non è raccomandata, poichè questo potrebbe portare ad un aumento o ad un'esacerbazione della tossicità a causa dei cambiamenti nella clearance renale di queste sostanze indotti dal carboplatino.

Quando il carboplatino viene somministrato in associazione ad altri composti mielosoppressivi, l'effetto mielosoppressivo del carboplatino e/o degli altri composti può essere più pronunciato. È probabile che i pazienti che ricevono la terapia concomitante con altri agenti nefrotossici siano affetti da mielotossicità più grave e prolungata a causa della riduzione della clearance renale del carboplatino.

È necessario esercitare cautela quando il carboplatino viene utilizzato contemporaneamente al warfarin, poichè sono stati segnalati casi di aumento dell'INR

Una riduzione dei livelli sierici di fenitoina è stata osservata nel caso di somministrazione concomitante di carboplatino e fenitoina. Questo può portare alla ricomparsa di crisi convulsive e può richiedere un aumento dei dosaggi di fenitoina.

La somministrazione concomitante di carboplatino e agenti chelanti deve essere evitata in quanto teoricamente può causare una riduzione dell'effetto antineoplastico del carboplatino. Tuttavia l'effetto antineoplastico del carboplatino non è stato influenzato dal dietilditiocarbammato negli esperimenti sugli animali o nell'uso clinico.


SOVRADOSAGGIO




Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

Sintomi del sovradosaggio

Il carboplatino è stato somministrato per via endovenosa in studi di Fase I ad un dosaggio fino a 1600 mg/m2e.v. per ciclo. A questo dosaggio, sono stati osservati effetti collaterali ematologici con pericolo di vita, con granulocitopenia, trombocitopenia e anemia. I nadir di granulociti, trombociti ed emoglobina sono stati osservati tra il 9° e il 25° giorno (mediana: giorni 12-17). I granulociti hanno raggiunto valori di ≥ 500/mcl dopo 8-14 giorni (mediana: 11) e valori di trombociti di ≥ 25.000/mcl dopo 3-8 giorni (mediana: 7).

Si sono inoltre verificati i seguenti effetti collaterali non ematologici: disturbi della funzionalità renale con una diminuzione del 50% del tassodi filtrazione glomerulare, neuropatia, ototossicità, perdita di vista, iperbilirubinemia, mucosite, diarrea, nausea e vomito con cefalea, alopecia, eritema e grave infezione. Nella maggior parte dei casi le disturbi dell'udito sono stati transitori e reversibili.

Trattamento del sovradosaggio

Non sono noti antidoti per il sovradosaggio da carboplatino. Le complicanze previste del sovradosaggio sarebbero correlate alla mielosoppressione e alla compromissione della funzionalità epatica e renale. Il trapianto del midollo osseo e trasfusioni (trombociti, sangue) possono essere misure efficaci di gestione degli effetti collaterali ematologici.


EFFETTI INDESIDERATI




Quali sono gli effetti collaterali di Carboplatino AHCL 10 mg/ml concentrato per soluz. per inf. 1 flac. 15 ml

Le incidenze delle reazioni avverse riportate qui sono basate sui dati cumulativi ottenuti in un ampio gruppo di pazienti con diverse caratteristiche prognostiche prima del trattamento.

Sono state utilizzate le seguenti frequenze:

Molto comune (≥1/10)

Comune (≥1/100, <1/10)

Non comune (≥1/1.000, ≤1/100)

Raro (≥1/10.000, ≤1/1.000)

Molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie cardiache

Molto raro: Eventi cardiovascolari (insufficienza cardiaca, embolia) oltre a eventi cerebrovascolari (apoplessia) sono stati segnalati in singoli casi (il rapporto causale con il carboplatino non è stato stabilito). Sono stati segnalati singoli casi di ipertensione.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune: La mielosoppressione rappresenta l'effetto tossico dose-limitante del carboplatino. La mielosoppressione può essere più grave e prolungata nei pazienti con funzionalità renale compromessa, trattamento massivo precedente, performance status scadente ed età superiore a 65 anni. La mielosoppressione è inoltre aggravata dalla terapia con associazione di carboplatino ad altri composti mielosoppressori. In genere la mielosoppressione è reversibile e non cumulativa quando il carboplatino è usato in monoterapia e ai dosaggi e alle frequenze di somministrazione raccomandati.

Ai massimi dosaggi tollerati di carboplatino somministrato in monoterapia, la trombocitopenia si verifica in circa un terzo dei pazienti con conte piastriniche di nadir inferiori a 50 x 109/l. In genere il nadir si verifica tra il 14° e il 21° giorno, con recupero entro 35 giorni dall'inizio della terapia.

La leucopenia è stata inoltre osservata nel 20% circa dei pazienti, ma la sua regressione dal giorno di nadir (tra il 14° e il 28° giorno) può essere più lenta e in genere avviene entro 42 giorni dall'inizio della terapia. La neutropenia con conte granulocitiche inferiori a 1 x 109/l si verifica in circa un quinto dei pazienti. I valori di emoglobina inferiori a 9,5 mg/100 ml sono stati osservati nel 48% dei pazienti con valori basali normali. L'anemia si verifica spesso e può essere cumulativa.

Comune: Sono state segnalate anche complicanze emorragiche, in genere minori.

Non comune: Sono state segnalate occasionalmente complicanze infettive.

Raro: Sono stati segnalati casi di neutropenia febbrile. Si sono verificati singoli casi di infezioni e emorragia con pericolo di vita.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto raro: Fibrosi polmonare manifestata da oppressione toracica e dispnea. Questa deve essere considerata se si esclude uno stato di ipersensibilità polmonare .

Patologie del sistema nervoso

Comune: L'incidenza delle neuropatie periferiche dopo il trattamento con il carboplatino è del 6%. Nella maggioranza dei pazienti la neurotossicità è limitata alla parestesia ed alla riduzione dei riflessi tendinei profondi. La frequenza e l'intensità di questo effetto collaterale aumenta nei pazienti anziani e in quelli precedentemente trattati con il cisplatino. La parestesia presente prima di iniziare la terapia con il carboplatino, particolarmente se correlata a precedente terapia con il cisplatino, può persistere o aggravarsi durante il trattamento con il carboplatino. (Vedere Precauzioni).

Non comune: Sono stati segnalati sintomi nervosi centrali che risultano però spesso attribuiti alla terapia antiemetica concomitante.

Patologie dell'occhio

Raro: Sono stati riferiti raramente con la terapia a base di platino, dei disturbi transitori della vista, talvolta comprendenti perdita transitoria della vista, in genere associati alla terapia con alti dosaggi nei pazienti con compromissione renale. Nella sorveglianza post marketing è stata segnalata la neurite ottica.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Molto comune: La diminuzione subclinica dell'acuità uditiva, con perdita uditiva delle alte frequenze (4000-8000 Hz) documentata dall'audiogramma, è stata riferita nel 15% dei pazienti trattati con il carboplatino.

Comune: Ototossicità clinica. Solo l'1% dei pazienti presenta una sintomatologia clinica, che si manifesta nella maggior parte dei casi sotto forma di tinnito. Nei pazienti che sono stati precedentemente trattati con il cisplatino e hanno sviluppato ipoacusia correlata a questa terapia, può verificarsi una persistenza o peggioramento della compromissione dell'udito.

A dosi superiori a quelle raccomandate e in associazione ad altri farmaci ototossici, è stata segnalata una perdita significativa dell'udito in pazienti pediatrici ai quali è stato somministrato il carboplatino.

Patologie gastrointestinali

Molto comune: La nausea senza vomito si verifica in circa un quarto dei pazienti che assumono il carboplatino; il vomito è stato riferito in oltre la metà dei pazienti e circa un terzo di questi sono affetti da vomito grave. La nausea e il vomito sono in genere ritardati fino a 6-12 ore dopo la somministrazione del carboplatino, spariscono in genere entro 24 ore dal trattamento e rispondono in genere ai (e possono essere prevenuti dai) farmaci antiemetici. Un quarto dei pazienti sono affetti da nausea o vomito. Il vomito non controllabile con farmaci è stato osservato soltanto nell'1% dei pazienti. Sembra che il vomito si verifichi più frequentemente in pazienti precedentemente trattati, particolarmente in pazienti precedentemente trattati con il cisplatino.

Patologie gastrointestinali dolorose si sono verificate nel 17% dei pazienti.

Comune: Diarrea (6%), stipsi (4%), mucosite.

Raro: Alterazione del gusto. Sono stati riportati casi di anoressia.

Patologie renali e urinarie

Molto comune: In genere la nefrotossicità non è dose-limitante nei pazienti che assumono carboplatino, né richiede accorgimenti preventivi come l'idratazione con alti volumi di fluidi o la diuresi forzata. Possono tuttavia verificarsi aumenti dei livelli ematici di azoto ureico e di acido urico o dei livelli sierici di creatinina.

Comune: si può anche osservare una compromissione della funzionalità renale, definita mediante una riduzione della clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min. L'incidenza e la gravità della nefrotossicità possono aumentare nei pazienti che hanno una funzionalità renale compromessa prima della terapia con il carboplatino. La compromissione della funzionalità renale è più probabile in pazienti che hanno precedentemente manifestato nefrotossicità in seguito a terapia con cisplatino.

Non è chiaro se un adeguato programma d'idratazione possa ovviare a questo effetto, ma la riduzione della dose o la sospensione della terapia è necessaria in presenza di funzionalità renale moderatamente alterata (clearance della creatinina da 41 a 59 ml/min) o di una compromissione renale grave (clearance della creatinina da 21 a 40 ml/min). Il carboplatino è controindicato nei pazienti con una clearance della creatinina uguale a o inferiore a 20 ml/min.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: Alopecia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune: Dopo il trattamento con il carboplatino sono state riportate diminuzioni degli elettroliti del siero (sodio, magnesio, potassio e calcio); questi casi non sono tuttavia di gravità tale da causare la comparsa di segni o sintomi clinici.

Raro: Sono stati riportati casi di iponatriemia.

Tumori benigni, maligni e non specificati (compresi cisti e polipi)

Non comune: Malignità secondarie (inclusa la leucemia promielocitica che si è verificata 6 anni dopo la monoterapia con il carboplatino e precedente l'irradiazione) sono state riportate dopo la somministrazione di carboplatino in monoterapia o in associazione (rapporto causale non stabilito).

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: L'iperuricemia viene osservata in circa un quarto dei pazienti. I livelli sierici di acido urico possono essere diminuiti da allopurinolo. Astenia.

Comune: Malessere, orticaria, sindrome simil-influenzale, eruzione cutanea eritematosa, prurito.

Non comune: Febbre e brividi senza evidenza di infezione; reazioni nel sito dell'iniezione, come dolore, eritema, gonfiore, orticaria e necrosi.

Raro: Sindrome uremica emolitica.

Disturbi del sistema immunitario

Comune: Sono state riportate reazioni allergiche alcarboplatino in meno del 2% dei pazienti, ad es. reazione cutanea, orticaria, reazione cutanea eritematosa e febbre senza causa apparente o prurito. Queste reazioni sono simili a quelle osservate dopo la somministrazione di altri composti contenenti platino e devono essere gestite con l'appropriata terapia di supporto.

Raro: Si sono verificati anafilassi, shock anafilattico, angioedema e reazioni anafilattoidi, incluso broncospasmo, orticaria, edema facciale e vampate alla faccia, dispnea, ipotensione, capogiri, mancanza di respiro e tachicardia (Vedere paragrafo (qui non riportato) 4.4).Queste reazioni sono state simili a quelle osservate dopo la terapia con cisplatino ma in alcuni casi non è stata presente reattività crociata.

Patologie epatobiliari

Molto comune: Anormalità dei test della funzionalità epatica (in genere da lievi a moderate) sono state riportate con il carboplatino in circa un terzo dei pazienti con valori basali normali. Aumenti dei livelli di fosfatasi alcalina sono stati osservati più frequentemente rispetto ai valori di SGOT, SGPT e bilirubina totale. La maggior parte di queste anormalità regredisce spontaneamente durante il corso del trattamento.

Raro: La disfunzione epatica grave (inclusa la necrosi epatica acuta) è stata riportata dopo la somministrazione di dosi di carboplatino superiori a quelle consigliate.


CONSERVAZIONE




Conservare a temperatura inferiore a 25°C. Non refrigerare o congelare.

Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito, vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3


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