Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018
Farmaci - Clivoten

Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Italfarmaco S.p.A.

MARCHIO

Clivoten

CONFEZIONE

14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

PRINCIPIO ATTIVO
isradipina

FORMA FARMACEUTICA
capsula a rilascio modificato

GRUPPO TERAPEUTICO
Calcioantagonisti

CLASSE
A

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
6,84 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

Ipertensione arteriosa.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

Ipersensibilità al principio attivo, ad altri calcio antagonisti diidropiridinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Angina pectoris instabile.

Infarto del miocardio acuto o nel corso del mese precedente.

Stenosi aortica.

Insufficienza cardiaca non compensata.

Shock cardiogeno.

Gravidanza e allattamento.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

Utilizzare con estrema cautela in pazienti con scompenso cardiaco congestizio (specialmente in terapia di combinazione con i betabloccanti) o compromissione renale.

È possibile un'esacerbazione dell'angina all'inizio del trattamento e nel corso dell'incremento del dosaggio.

Isradipina, come altri dilatatori arteriolari, può in casi rari far precipitare uno stato ipotensivo che, in soggetti sensibili, potrebbe indurre una ischemia miocardica. Usare con cautela nei soggetti ipotesi.

Particolare cautela è necessaria nel trattamento di pazienti con sindrome del nodo del seno accertata o presunta, non portatori di pacemaker.

L'impiego di farmaci diidropiridinici in pazienti con stenosi aortica serrata richiede estrema cautela.

Reazioni cutanee persistenti indotte dai calcioantagonisti sono progredite, in alcuni casi, fino ad una dermatite esfoliativa o ad un eritema multiforme. Pertanto, in queste situazioni, interrompere la terapia.

Nei soggetti con disfunzione renale o epatica e negli anziani si raccomanda un'attenta individualizzazione della dose.

Monitorare la funzionalità epatica nel corso delle prime tre settimane di trattamento.

Usare con cautela in pazienti con ipermotilità gastrointestinale e ostruzione gastrointestinale.

Può comparire angina pectoris prevalentemente in pazienti con patologia coronarica preesistente. In pazienti con angina pectoris preesistente, la frequenza, durata e gravità di attacchi di angina può aumentare in seguito ad incrementi rapidi dei dosaggi o all'inizio del trattamento.

In caso di eventi da ipersensibilità, CLIVOTEN deve essere interrotto.

La somministrazione concomitante di rifampicina o di altri farmaci induttori enzimatici deve essere evitata .

La somministrazione concomitante con anticoagulanti richiede particolare cautela.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

Interazioni da uso concomitante non raccomandato

Effetti di altri farmaci/sistemi enzimatici su isradipina

Farmaci anticonvulsivanti

La somministrazione concomitante di rifampicina riduce notevolmente le concentrazioni plasmatiche di isradipina.

Pertanto deve essere evitata la somministrazione concomitante con rifampicina o con altri farmaci induttori enzimatici (ad es. antiepilettici come carbamazepina e fenobarbital).

Sulla base di dati disponibili e di rischi noti conseguenti alla concomitante somministrazione di fenitoina con calcioantagonisti, la somministrazione concomitante di fenitoina deve essere evitata.

Interazioni da considerare

Farmaci antimicrobici

Sono stati segnalati aumenti dei livelli plasmatici, potenziamento dell'attività farmacologica ed effetti indesiderati (edema periferico) durante la somministrazione contemporanea di diidropiridinici ed inibitori del citocromo P450 3A. La rilevanza di tali interazioni è minima, ma deve essere adottata cautela in caso di somministrazione contemporanea di CLIVOTEN e di forti inibitori del citocromo CYP3A come gli antibiotici macrolidi (es.: eritromicina, claritromicina, troleandomicina), inibitori della proteasi HIV (es.: ritonavir, indinavir, nelfinavir) o inibitore della trascrittasi inversa (es.: delavirdina) ed antimicotici azolinici (es.: ketoconazolo, itraconazolo, voriconazolo).

Farmaci antiipertensivi

Come con tutti gli antiipertensivi, il trattamento concomitante con baclofene per via orale può ulteriormente accentuare un possibile calo pressorio. Può essere quindi necessario monitorare la pressione arteriosa ed aggiustare il dosaggio dell'antiipertensivo conseguentemente.

Cimetidina

La somministrazione concomitante di cimetidina incrementa la biodisponibilità di isradipina di circa il 50% .

FANS

La concentrazione plasmatica al picco dell'isradipina aumenta di circa il 20% in caso di somministrazione contemporanea di diclofenac, ma ciò non è da considerarsi clinicamente significativo, poichè l'esposizione allo stato stazionario rimane invariata.

La farmacocinetica di isradipina non è alterata dalla somministrazione concomitante di digossina, propranololo, warfarin, idroclorotiazide o ciclosporina.

Effetti di israpidina su altri farmaci/sistemi enzimatici

Isradipina non sembra inibire in modo clinicamente significativo gli enzimi del citocromo P450, in particolare CYP3A4.

Isradipina non influenza la farmacocinetica di digossina, warfarin, idroclorotiazide, diclofenac, teofillina, triazolam o ciclosporina, ma induce un piccolo aumento nella biodisponibilità (AUC) del propranololo. La rilevanza clinica di ciò non è nota.

La somministrazione contemporanea di isradipina con amiodarone deve essere evitata in soggetti con sindrome del nodo del seno e blocco atrioventricolare parziale.

Ciò in quanto può insorgere un ulteriore rallentamento del ritmo sinusale o peggioramento del blocco atrioventricolare.

Sono stati segnalati casi di grave ipertensione con uso concomitante di un beta-bloccante e di un calcio-antagonista durante anestesia con fentanil.

Interazioni con il cibo

L'assunzione concomitante di succo di pompelmo può aumentare la biodisponibilità di isradipina.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

La posologia raccomandata è di una capsula rigida a rilascio prolungato da 5 mg una volta al giorno.

Le capsule devono essere deglutite intere.

In caso di risposta non soddisfacente dopo 4 settimane di trattamento con una capsula rigida a rilascio prolungato da 5 mg una volta al giorno, si consiglia di associare un altro farmaco antiipertensivo (preferibilmente un diuretico tiazidico, un ACE inibitore o un betabloccante).

CLIVOTEN può anche essere aggiunto ad un trattamento antiipertensivo preesistente.

In caso di somministrazione concomitante di cimetidina, la dose di CLIVOTEN dovrebbe essere ridotta del 50% .

Pazienti anziani o con alterazioni della funzione epatica o renale.

In soggetti anziani o in caso di alterazioni della funzione epatica o renale può essere opportuno avviare il trattamento con una capsula rigida a rilascio prolungato da 2,5 mg una volta al giorno.

I pazienti al di sopra dei 65 anni e i pazienti con alterazioni a livello epatico possono presentare concentrazioni plasmatiche elevate di isradipina.

Popolazione pediatrica

Non sono stati eseguiti studi clinici con calcioantagonisti nei bambini. Nonostante siano disponibili alcuni dati retrospettivi nella popolazione pediatrica, CLIVOTEN non è raccomandato in questi pazienti.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Clivoten 14 capsule rigide a rilascio prolungato 5 mg

Segni e sintomi

L'esperienza di sovradosaggio con CLIVOTEN è limitata, i dati disponibili suggeriscono che questo può indurre una ipotensione marcata e prolungata, tale da richiedere una terapia di supporto (somministrazione endovenosa di fluidi o plasma expanders) con monitoraggio sia della funzione cardiorespiratoria che della volemia.

Trattamento

Possono essere di beneficio sostanze ad attività vasocostrittrice, a patto che il loro uso non sia controindicato. Può anche essere utilizzata l'infusione endovenosa di calcio.


CONSERVAZIONE



Nessuna.


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