Fenitoina Hikma 50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale

Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2018
Farmaci - Fenitoina Hikma

Fenitoina Hikma 50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Hikma Pharmaceutica S.A.

MARCHIO

Fenitoina Hikma

CONFEZIONE

50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale

PRINCIPIO ATTIVO
fenitoina sodica

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Antiepilettici

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
16,76 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Fenitoina Hikma 50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale

  • Stato di male epilettico e crisi convulsive
  • Profilassi delle convulsioni che si manifestano in occasione di interventi neurochirurgici.

N.B.

La fenitoina non è efficace nello stato di male epilettico non convulsivo o per la profilassi e il trattamento delle convulsioni febbrili.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Fenitoina Hikma 50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale

Fenitoina è controindicata in pazienti che sono ipersensibili alla fenitoina, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1, o ad altre idantoine. La somministrazione intra-arteriosa deve essere evitata a causa dell'elevato pH della preparazione.

Dato il suo effetto sull'automaticità ventricolare, la fenitoina è controindicata in caso di bradicardia sinusale, blocco seno-atriale e blocco A-V di secondo e terzo grado e in pazienti con sindrome di Adams-Stokes.

La co-somministrazione di fenitoina è controindicata con delavirdina a causa della potenziale perdita di risposta virologica e della possibile resistenza alla delavirdina o alla classe degli inibitori della trascrittasi inversa non nucleotidici.

Non somministrare Fenitoina Hikma:

  • se il paziente presenta un danno grave alle cellule ematiche e al midollo osseo
  • nei primi tre mesi dopo un infarto miocardico e in caso di una ridotta gittata cardiaca (frazione di eiezione ventricolare sinistra < 35%).



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Fenitoina Hikma 50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale

La fenitoina non deve essere usata in caso di:

  • Insufficienza cardiaca
  • Funzionalità polmonare alterata
  • Grave ipotensione (pressione sistolica inferiore a 90 mm Hg)
  • Bradicardia (meno di 50 battiti al minuto)
  • Blocco seno-artiale e blocco AV di grado I
  • Fibrillazione atriale e flutter atriale
Generale:

Negli adulti la somministrazione endovenosa non deve superare i 50 mg al minuto. Nei neonati il farmaco deve essere somministrato ad una velocità di 1-3 mg/kg/min.

La fenitoina non è efficace per gli attacchi di assenza (piccolo male). Se sono presenti contemporaneamente attacchi tonico-clonici (grande male) ed assenza (piccolo male), è necessaria una terapia farmacologica combinata.

La fenitoina non è indicata per le crisi epilettiche causate da ipoglicemia o altre cause metaboliche.

I segnali più evidenti di tossicità associata all'uso endovenoso di questo farmaco sono collasso cardiocircolatorio e/o depressione del sistema nervoso centrale. Gravi reazioni cardiotossiche e fatalità dovute a depressione della conduzione atriale e ventricolare e a fibrillazione ventricolare, arresto respiratorio ed attacchi epilettici tonici sono stati segnalati in particolare nella popolazione anziana o nei pazienti gravemente malati, se la preparazione è somministrata troppo rapidamente o in eccesso.

L'ipotensione generalmente si verifica quando il farmaco viene somministrato rapidamente tramite via endovenosa. Irritazione dei tessuti molli e infiammazione si sono verificate nel sito dell'iniezione con e senza stravaso di fenitoina endovenosa. L'irritazione dei tessuti molli può variare da leggera dolenzia a necrosi estesa, desquamazione ed in rari casi ha portato ad amputazione.

L'iniezione sottocutanea o perivascolare deve essere evitata a causa dell'elevata natura alcalina della soluzione.

La fenitoina endovenosa deve essere usata con cautela nei pazienti con ipotensione e grave insufficienza miocardica.

La via di somministrazione intramuscolare non è raccomandata per il trattamento dello stato epilettico a causa del lento assorbimento. I livelli serici di fenitoina nell'intervallo terapeutico non possono essere raggiunti rapidamente tramite questa via.

La fenitoina può precipitare o aggravare gli attacchi di assenza e le convulsioni miocloniche.

I farmaci antiepilettici non devono essere interrotti improvvisamente a causa della possibilità di aumento della frequenza degli attacchi, compreso lo stato epilettico. Quando, a giudizio del medico, emerge la necessità di riduzione del dosaggio, interruzione o sostituzione con un farmaco antiepilettico alternativo, questo deve avvenire in modo graduale. Comunque in caso di reazione allergica o ipersensibilità, la rapida sostituzione con una terapia alternativa può rendersi necessaria. In questo caso la terapia alternativa deve essere un farmaco antiepilettico non appartenente alla classe chimica delle idantoine.

L'assunzione alcolica acuta può aumentare i livelli serici di fenitoina mentre l'uso cronico di alcol può ridurre i livelli serici.

Le preparazioni erboristiche contenenti l'Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) non devono essere usate mentre si assume fenitoina a causa del rischio di riduzione delle concentrazioni plasmatiche e degli effetti clinici di fenitoina .

La fenitoina è ampiamente legata alle proteine ed estensivamente metabolizzata nel fegato.

Il dosaggio di mantenimento ridotto per prevenire l'accumulo e la tossicità può quindi essere necessario in pazienti con funzionalità epatica compromessa. Dove il legame con le proteine è ridotto, come nell'uremia, i livelli totali di fenitoina nel siero saranno ridotti conseguentemente.

Comunque, è improbabile che sia alterata la concentrazione di farmaco libero farmacologicamente attiva. Di conseguenza, in queste circostanze un controllo terapeutico può essere raggiunto con livelli di fenitoina totale al di sotto del normale intervallo di 10-20 mg/l. Il dosaggio non deve superare il minimo necessario per controllare le convulsioni.

Suicidio:

Ideazione e comportamenti suicidari sono stati riportati in pazienti trattati con sostanze anti-epilettiche in diverse indicazioni.

Una meta-analisi di studi clinici randomizzati controllati verso placebo condotti con farmaci anti-epilettici hanno inoltre mostrato un leggero aumento di rischio di ideazione e comportamento suicidari.

Il meccanismo di questo rischio è sconosciuto e i dati disponibili non escludono la possibilità di un aumentato rischio per fenitoina sodica.

Quindi i pazienti dovrebbero essere monitorati in relazione a segnali di ideazione e comportamenti suicidari e dovrebbe essere preso in considerazione un appropriato trattamento.

Ai pazienti (e a coloro i quali si prendono cura dei pazienti) dovrebbe essere raccomandato di chiedere un parere medico nel caso in cui segnali di ideazione o comportamento suicidari dovessero emergere.

Effetto cardiovascolare

Gravi reazioni cardiovascolari e fatalità sono state segnalate con depressione atriale e ventricolare e fibrillazione ventricolare. Complicazioni gravi sono più comunemente riscontrate negli anziani o nei pazienti gravemente malati.

Tossicità Locale (inclusa Purple Glove Syndrome):

Irritazione dei tessuti molli ed infiammazione si sono verificati al sito dell'iniezione con e senza stravaso di fenitoina sodica.

Edema, scolorimento e dolore distale dal sito dell'iniezione (descritta come “purple glove syndrome“) sono stati segnalati a seguito di iniezione endovenosa periferica di fenitoina. L'irritazione dei tessuti molli può variare da leggera dolenzia a necrosi estesa e desquamazione della cute. La sindrome può non svilupparsi per diversi giorni dopo l'iniezione. Sebbene la risoluzione dei sintomi possa essere spontanea, si sono verificate necrosi della cute e ischemia agli arti e hanno richiesto interventi come fasciotomie, innesti di cute ed, in rari casi, amputazione.

La somministrazione impropria compresa l'iniezione sottocutanea o perivascolare deve essere evitata.

Sindrome di ipersensibilità/reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (HSS/DRESS):

La sindrome da ipersensibilità (HSS) o la Reazione al Farmaco con Eosinofilia e Sintomi Sistemici (DRESS) è stata segnalata in pazienti che prendevano farmaci anticonvulsivanti, compresa la fenitoina. Alcuni di questi eventi hanno avuto un esito fatale o hanno messo in pericolo la sopravvivenza.

Tipicamente HSS/DRESS, sebbene non solamente, si presenta con febbre, eruzione e/o linfadenopatia, in associazione con il coinvolgimento di altri organi, come epatiti, nefriti, anomalie ematologiche, miocarditi, miositi o polmoniti. I sintomi iniziali possono assomigliare ad un'infezione virale acuta. Altre manifestazioni comuni comprendono artralgie, ittero, epatomegalia, leucocitosi ed eosinofilia. Il meccanismo non è noto. L'intervallo tra la prima esposizione al farmaco ed i sintomi è generalmente di 2-4 settimane, ma è stata segnalata in individui in trattamento con anticonvulsivanti da 3 mesi o più. La fenitoina deve essere interrotta se non può essere individuata un'eziologia alternativa per tali segni e sintomi.

I pazienti a più alto rischio di sviluppare HSS/DRESS comprendono pazienti neri, pazienti che hanno avuto questa sindrome in passato (con fenitoina o altri farmaci anticonvulsivanti), pazienti che hanno una storia familiare di questa sindrome e pazienti immuni-soppressi. La sindrome è più grave nei soggetti precedentemente sensibilizzati.

Gravi reazioni della pelle:

Le reazioni cutanee pericolose per la vita Sindrome di Steven-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN) sono state segnalate con l'uso di fenitoina. Sebbene reazioni cutanee gravi si possono verificare senza preavviso, i pazienti devono essere avvisati sui segni sintomi della HSS/DRESS , il verificarsi di eruzione deve essere attentamente monitorata per le reazioni cutanee. I pazienti devono chiedere un consulto al loro medico qualora osservano ogni segnale indicativo o sintomi. Il più alto rischio che si presenti SJS o TEN è entro le prime settimane di trattamento.

Se i sintomi o i segni di SJS o TEN (es. progressiva eruzione cutanea spesso con bolle o lesioni mucose) sono presenti, il trattamento con fenitoina deve essere interrotto. I migliori risultati nella gestione della SJS e della TEN vengono da una diagnosi precoce e da un'immediata interruzione di qualsiasi farmaco sospetto. L'interruzione precoce è associata ad una diagnosi migliore. Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l'uso di fenitoina, la fenitoina non deve essere ripresa da questo paziente in nessun altro momento.

Se l'eruzione è di tipo moderato (morbilliforme o scarlattiniforme), la terapia può essere ripresa dopo che l'eruzione è completamente sparita. Se l'eruzione si ripresenta a seguito della ripresa della terapia, è controindicata un'ulteriore terapia con fenitoina. Il rischio di gravi reazioni cutanee e altre reazioni di ipersensibilità alla fenitoina può essere più elevato nei pazienti neri.

Studi in pazienti di discendenza cinese hanno evidenziato una forte associazione tra il rischio di sviluppare SJS/TEN e la presenza di HLA-B*1502, una variante allelica ereditaria del gene HLA-B, in pazienti che usavano carbamazepina. Un'evidenza limitata suggerisce che HLA-B*1502 può essere un fattore di rischio per lo sviluppo della SJS/TEN in pazienti di discendenza Asiatica che assumono farmaci associati a SJS/TEN, compresa la fenitoina.

Va preso in considerazione di evitare l'uso di farmaci associati a SJS/TEN, inclusa la fenitoina, in pazienti positivi per HLA-B*1502 quando sono disponibili terapie alternative.

Segnalazioni di letteratura suggeriscono che la combinazione di fenitoina, irradiamento cranico e la graduale riduzione di corticosteroidi può essere associata a sviluppo di eritema multiforme e/o SJS e/o TEN.

Danno epatico:

Il fegato è il sito principale di biotrasformazione della fenitoina.

Epatiti tossiche e danno epatico sono state segnalate e possono, in rari casi, essere fatali.

Casi di epatotossicità acuta, compresi casi non frequenti di insufficienza epatica acuta, sono stati segnalati con fenitoina. Questi fatti generalmente si verificano entro i primi 2 mesi di trattamento e possono essere associati a HSS/DRESS .

Pazienti con funzionalità epatica compromessa, pazienti anziani o quelli che sono gravemente malati possono mostrare precoci segnali di tossicità.

Il decorso clinico dell'epatotossicità acuta da fenitoina varia dalla guarigione rapida all'esito fatale. In questi pazienti con epatotossicità acuta, la fenitoina deve essere immediatamente interrotta e non risomministrata.

Il rischio di epatotossicità ed altre reazioni di ipersensibilità alla fenitoina può essere più elevato nei pazienti neri.

Sistema ematopoietico:

Complicazioni ematopoietiche, alcune fatali, sono state occasionalmente segnalate in associazione con la somministrazione di fenitoina. Queste hanno compreso trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e pancitopenia con o senza soppressione del midollo osseo.

Effetto sul sistema nervoso centrale:

Livelli serici di fenitoina mantenuti al di sopra dei range ottimali possono produrre stati confusionali riferiti come “delirio“, “psicosi“ o “encefalopatia“, o raramente disfunzione cerebellare irreversibile. Di conseguenza, al primo segno di tossicità acuta, si raccomanda la determinazione del livello di farmaco nel siero. Una riduzione del dosaggio della fenitoina durante la terapia è indicata se i livelli serici sono eccessivi; se i sintomi persistono, si raccomanda l'interruzione della terapia con fenitoina.

Effetto metabolico:

La fenitoina può influenzare il metabolismo del glucosio ed inibire il rilascio di insulina.

È stata segnalata iperglicemia. Si consiglia cautela nel trattare i pazienti diabetici. A seguito di isolate segnalazioni associate a fenitoina con esacerbazione della porfiria, va posta cautela nell'utilizzare questo medicinale in pazienti che soffrono di questa patologia.

Test di laboratorio:

Possono essere necessarie determinazioni dei livelli sierici di fenitoina per raggiungere il dosaggio ottimale.

Informazioni importanti riguardo al trattamento

I pazienti affetti da idrossilazione lenta geneticamente determinata possono sviluppare segni di sovradosaggio anche a dosi moderate. Si raccomanda di ridurre la dose e di controllare le concentrazioni plasmatiche di fenitoina.

Questo prodotto contiene un certo numero di eccipienti noti per avere un'azione o effetto noti. Questi sono:

  • Sodio:
    Fenitoina Hikma contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per fiala, cioè è sostanzialmente “privo di sodio“.
  • Glicole propilenico
    Può causare sintomi alcol-simili.
  • Etanolo
Questo medicinale contiene etanolo (alcool etilico) 10 % in volume, cioè fino a 394 mg per dose, equivalenti a 10 ml di birra o 4,17 ml di vino per dose.

Nocivo per i soggetti affetti da alcolismo.

Questo dato deve essere tenuto presente per le donne in gravidanza o durante l'allattamento, i bambini e le categorie di soggetti ad alto rischio, quali i pazienti con patologie epatiche o epilessia.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Fenitoina Hikma 50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale

Sintomi del sovradosaggio

La dose letale nei bambini non è nota. La dose letale media per gli adulti è stimata tra i 2 g ed i 5 g. I sintomi precoci comprendono nistagmo, diplopia, tremore, capogiri, nausea, problemi di stomaco, atassia cerebellare e disartria. Il sovradosaggio prolungato si può manifestare con sguardo fisso, perdita dell'appetito, vomito, perdita di peso, apatia, sedazione, disturbo della percezione e/o della coscienza, crisi epilettiche. Si può manifestare danno cerebellare irreversibile. Il paziente di conseguenza entra in coma, le pupille non rispondono agli stimoli e si ha ipotensione seguita da depressione respiratoria ed apnea. La morte è causata da depressione respiratoria e circolatoria.

Tentativi di relazionare i livelli di farmaco agli effetti tossici hanno mostrato un'ampia variabilità tra i pazienti. Nistagmo allo sguardo laterale si verifica di solito a 20 mg/l ed atassia a 30 mg/l, disartria e letargia compaiono quando la concentrazione nel siero è > 40 mg/l, ma è stata segnalata una concentrazione di 50 mg/l senza evidenza di tossicità.

È stata assunta fino a 25 volte la dose terapeutica, che ha portato ad una concentrazione nel siero di 100 mg/l, con ripresa completa.

Trattamento del sovradosaggio

Il trattamento è non-specifico dal momento che non esiste un antidoto noto.

L'adeguatezza dei sistemi respiratorio e circolatorio deve essere attentamente monitorata ed impiegate le adeguate misure di supporto.

L'emodialisi può essere presa in considerazione dal momento che la fenitoina non è completamente legata alle proteine plasmatiche. La trasfusione completa è stata usata nel trattamento di gravi intossicazioni nei bambini.

Nel sovradosaggio acuto, deve essere presa in considerazione la possibilità della presenza di altri depressivi del SNC, incluso l'alcool.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Fenitoina Hikma 50 mg/ml soluzione iniettabile 5 fiale

I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati con fenitoina (frequenza non nota – non può essere stimata sulla base dei dati disponibili):

Segnali di tossicità sono associati a depressione cardiovascolare e del sistema nervoso centrale.

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Complicazioni ematopoietiche, alcune fatali, sono state occasionalmente segnalate in associazione alla somministrazione di fenitoina. Queste hanno compreso trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia, agranulocitosi e pancitopenia con o senza soppressione del midollo osseo ed anemia aplastica.

Quando si sono verificate macrocitosi e anemia megaloblastica, queste condizioni generalmente hanno risposto alla terapia con acido folico.

Una serie di segnalazioni suggeriscono una relazione tra fenitoina e lo sviluppo di linfadenopatia (locale o generalizzata) compresa iperplasia benigna linfonodale, pseudolinfoma, linfoma e patologia di Hodgkin. Sebbene una relazione causa-effetto non sia stata stabilita, il presentarsi di linfoadenopatia indica la necessità di differenziare tale condizione dagli altri tipi di patologie dei linfonodi. Il coinvolgimento dei linfonodi si può avere con o senza sintomi ed i segni sembrano quelli della malattia da siero es: febbre, rash e coinvolgimento epatico.

In tutti i casi di linfadenopatia, è indicato un follow-up di osservazione per un periodo prolungato ed ogni sforzo deve essere fatto per raggiungere un controllo degli attacchi epilettici usando farmaci antiepilettici alternativi.

Durante il trattamento con fenitoina devono essere condotti frequenti emocromi.

Reazioni del sistema immunitario:

Reazione anafilattoide e anafilassi.

È stata segnalata sindrome da ipersensibilità/reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici e può in rari casi essere fatale (la sindrome può comprendere, ma non essere limitata a, sintomi come artralgie, eosinofilia, febbre, disfunzione epatica, linfoadenopatia o rash), si possono verificare lupus sistemico eritematoso, poliartrite nodosa ed anomalie delle immunoglobuline.

Diverse segnalazioni individuali suggeriscono che ci può essere un aumentata incidenza, sebbene rara, di reazioni di ipersensibilità, compresa eruzione cutanea ed epatotossicità, nei pazienti neri.

Patologie endocrine

Si possono verificare disturbi della funzionalità della tiroide, in particolare nei bambini.

Patologie del sistema nervoso:

Reazioni avverse in questo sistema corporeo sono comuni e generalmente dose-dipendenti. Le reazioni comprendono nistagmo, diplopia, atassia, biascicamento, riduzione della coordinazione, confusione mentale, disturbo della memoria, disordine cognitivo, parestesia, sonnolenza, vertigini e ottundimento. Sono anche stati segnalati capogiri, insonnia, nervosismo transitorio, aumento dell'irritabilità, spasmi motori, alterazione del gusto e cefalea.

Ci sono anche state rare segnalazioni di discinesia indotta dalla fenitoina, inclusa corea, distonia, tremore, ed asterixi simili a quelli indotti dalla fenotiazina e da altri farmaci neurolettici.

Ci sono segnalazioni occasionali di disfunzione cerebellare irreversibile associata a grave sovradosaggio da fenitoina o concentrazioni plasmatiche prolungate di fenitoina al di sopra di 25 µg/ml. Una polineuropatia periferica prevalentemente sensoriale è stata osservata in pazienti che ricevevano terapia con fenitoina per lungo tempo.

Il trattamento a lungo termine con fenitoina concomitante ad altri farmaci anticonvulsivanti, in particolare acido valproico, può portare a segni di encefalopatia: aumento della frequenza delle crisi epilettiche, svogliatezza, torpore, ipotonia muscolare, discinesia coreiforme e gravi modifiche generali del EEG.

Sono anche state segnalate convulsioni toniche.

Patologie cardiache:

Rari: Asistolia dovuta a inibizione del nodo del seno, blocco della conduzione e soppressione del ritmo di fuga ventricolare in pazienti con blocco AV totale, in particolare in caso di somministrazione endovenosa di fenitoina. Possono verificarsi effetti proaritmici in forma di alterazioni o aumento delle aritmie cardiache, che possono indurre gravi squilibri dell'attività cardiaca o anche arresto cardiaco. Soprattutto in caso di somministrazione endovenosa possono verificarsi riduzione della pressione arteriosa e peggioramento di un'insufficienza cardiaca e respiratoria preesistente. In casi isolati è stata indotta fibrillazione ventricolare. La fenitoina non ha effetti terapeutici sulla fibrillazione e sul flutter atriale. Tuttavia, dal momento che il periodo refrattario del nodo AV può essere ridotto, è possibile che si verifichi un aumento della frequenza ventricolare.

Gravi reazioni cardiotossiche e decessi sono stati segnalati con depressione della conduzione atriale e ventricolare e con fibrillazione ventricolare. Gravi complicazioni si riscontrano più comunemente in pazienti anziani o pazienti gravemente malati.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Si possono verificare alterazioni della funzionalità respiratoria incluso arresto respiratorio.

Polmoniti.

Patologie gastrointestinali:

Insufficienza epatica acuta, epatite tossica, danno epatico, vomito, nausea, costipazione.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

manifestazioni dermatologiche talvolta accompagnate da febbre hanno compreso eruzioni scarlattiniformi o morbilliformi. Un'eruzione morbilliforme è la più comune. Altri tipi di dermatiti si sono manifestate più raramente. Altre forme più gravi che possono essere fatali comprendono dermatiti bollose, esfoliative o purpuree, lupus eritematoso.

Gravi reazioni avverse cutanee (SCARs): sindrome di Steven-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN) sono state segnalate molto raramente .

Iperpigmentazione (cloasma).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

ci sono state segnalazioni di ridotta densità minerale ossea, osteopenia, osteoporosi e fratture in pazienti in terapia a lungo termine con fenitoina. Il meccanismo tramite il quale la fenitoina colpisce il metabolismo osseo non è stata identificata.

Ingrossamento dei tratti facciali, allargamento delle labbra, iperplasia gengivale, irsutismo, ipertricosi, malattia di Peyronie e contrattura di Dupuytren si possono verificare raramente.

Poliartropatia.

Patologie renali ed urinarie

Nefriti interstiziali

Patologie sistemiche e condizioni relative al sito di somministrazione:

Irritazione locale, infiammazione, rammollimento, necrosi e desquamazione della cute sono state segnalate con o senza stravaso di fenitoina endovenosa. Sono anche stati segnalati edema, scolorimento e dolore distale al sito di iniezione (descritto come “purple glove syndrome“) .

Esaurimento.

Popolazione pediatrica:

Il profilo degli eventi avversi della fenitoina è generalmente similare tra i bambini e gli adulti. L'iperplasia gengivale si verifica più frequentemente nei pazienti pediatrici ed in pazienti con scarsa igiene orale.

Segnalazione delle sospette reazioni avverse

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse


CONSERVAZIONE



Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.


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