Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2018
Farmaci - Perjeta

Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Roche S.p.A.

MARCHIO

Perjeta

CONFEZIONE

420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

PRINCIPIO ATTIVO
pertuzumab

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Antineoplastici

CLASSE
H

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
4762,94 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

Carcinoma mammario metastatico

Perjeta è indicato in associazione con trastuzumab e docetaxel in pazienti adulti con carcinoma mammario HER2 positivo, non operabile, metastatico o localmente recidivato, non trattati in precedenza con terapia anti-HER2 o chemioterapia per la malattia metastatica.

Trattamento neoadiuvante del carcinoma mammario

Perjeta è indicato in associazione con trastuzumab e chemioterapia per il trattamento neoadiuvante di pazienti adulti con carcinoma mammario HER2 positivo, localmente avanzato, infiammatorio o allo stadio iniziale ad alto rischio di recidiva .


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo (qui non riportato) 6.1.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

Tracciabilità

Per migliorare la tracciabilità dei prodotti medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere registrati chiaramente.

Disfunzione del ventricolo sinistro (inclusa insufficienza cardiaca congestizia)

Sono state riferite diminuzioni della LVEF con medicinali che bloccano l'attività di HER2, compreso Perjeta. I pazienti trattati in precedenza con antracicline o radioterapia nell'area del torace possono essere a maggior rischio di diminuzione della LVEF. Nello studio registrativo CLEOPATRA condotto in pazienti affette da carcinoma mammario metastatico, Perjeta in associazione con trastuzumab e docetaxel non è stato associato a un aumento dell'incidenza di disfunzione sistolica ventricolare sinistra sintomatica (LVD) o diminuzioni della LVEF rispetto al placebo, trastuzumab e docetaxel .

Nella fase neoadiuvante dello studio NEOSPHERE, l'incidenza di LVD è risultata superiore nei gruppi trattati con Perjeta rispetto a quanto osservato nei gruppi a cui non è stato somministrato il farmaco. È stata inoltre riscontrata una maggiore incidenza di riduzione della LVEF nelle pazienti trattate con Perjeta in associazione con trastuzumab e docetaxel; in tutte le pazienti la LVEF è tornata a valori ≥50%. I risultati sono stati simili in altri studi clinici nel setting neoadiuvante .

Perjeta non è stato valutato in pazienti con: valore pre-trattamento della LVEF ≤50%, anamnesi di insufficienza cardiaca congestizia (CHF), diminuzioni della LVEF fino a <50% durante la terapia adiuvante precedente con trastuzumab o condizioni che potrebbero compromettere la funzionalità del ventricolo sinistro, quali ipertensione non controllata, infarto miocardico recente, grave aritmia cardiaca che necessiti di trattamento o precedente esposizione ad una dose cumulativa di antracicline >360 mg/m2 di doxorubicina o equivalente.

È opportuno valutare la LVEF prima dell'inizio di Perjeta e durante il trattamento con Perjeta (ogni 3 cicli nel setting metastatico e ogni 2 cicli nel setting neoadiuvante) per assicurare che la LVEF rientri entro i limiti normali istituzionali. Se la LVEF è <40% o 40-45% associata a ≥10 punti % al di sotto del valore pre-trattamento, Perjeta e trastuzumab devono essere sospesi e deve essere eseguita una nuova valutazione della LVEF entro circa 3 settimane. Se la LVEF non è migliorata o è ulteriormente peggiorata, si devono sospendere Perjeta e trastuzumab, a meno che si ritenga che i benefici per il singolo paziente superino i rischi .

Il rischio cardiaco deve essere attentamente valutato e bilanciato con la necessità medica del singolo paziente prima di utilizzare Perjeta in associazione con un'antraciclina. I dati di sicurezza disponibili dallo studio TRYPHAENA relativi alla somministrazione sequenziale o concomitante di Perjeta con epirubicina, come parte del regime FEC sono limitati. I dati attinenti alla sicurezza cardiaca ricavati dallo studio BERENICE, nel quale i pazienti sono stati trattati sequenzialmente con epirubicina o doxorubicina seguite da Perjeta e trastuzumab, sono risultati compatibili con i dati precedentemente ottenuti nel setting neoadiuvante .

Sebbene non riportato nello studio TRYPHAENA, sulla base delle attività farmacologiche di pertuzumab ed antracicline, l'uso concomitante di questi farmaci potrebbe portare ad un aumento del rischio di tossicità cardiaca rispetto all'uso sequenziale. In questo studio sono stati trattati con una bassa dose cumulativa di epirubicina, (vale a dire fino a 300 mg / m2) soltanto pazienti naïve alla chemioterapia, non sottoposti a chemioterapia aggiuntiva dopo l'intervento chirurgico.

Reazioni all'infusione

Perjeta è stato associato a reazioni correlate all'infusione . Si raccomanda l'attenta osservazione del paziente durante la prima infusione di Perjeta e nei 60 minuti successivi, nonché durante le infusioni seguenti di Perjeta e nei 30-60 minuti successivi. Se si verifica una reazione all'infusione significativa, l'infusione deve essere rallentata o interrotta e devono essere somministrate terapie mediche appropriate. I pazienti devono essere sottoposti ad attenta valutazione clinica ed essere strettamente monitorati fino alla completa risoluzione dei segni e dei sintomi. Nei pazienti che manifestano gravi reazioni all'infusione occorre prendere in considerazione l'interruzione permanente del trattamento. La valutazione clinica deve fondarsi sulla gravità della precedente reazione e sulla risposta alla terapia somministrata per la reazione avversa .

Reazioni di ipersensibilità/anafilassi

I pazienti devono essere sottoposti a stretta osservazione al fine di rilevare l'insorgenza di reazioni di ipersensibilità. In studi clinici condotti con Perjeta è stata riscontrata ipersensibilità grave, anafilassi compresa . I medicinali per il trattamento di tali reazioni devono essere pertanto sempre disponibili per l'uso immediato, unitamente alle attrezzature di emergenza. La somministrazione di Perjeta deve essere definitivamente interrotta in caso di reazioni di ipersensibilità di grado 4 NCI-CTCAE (anafilassi), broncospasmo o sindrome da distress respiratorio acuto .

Neutropenia febbrile

I pazienti trattati con Perjeta, trastuzumab e docetaxel sono a maggior rischio di sviluppare neutropenia febbrile rispetto ai pazienti trattati con placebo, trastuzumab e docetaxel, soprattutto durante i primi 3 cicli di trattamento . Nello studio CLEOPATRA condotto sul carcinoma mammario metastatico, la conta dei neutrofili al nadir era simile nei pazienti del gruppo trattato con Perjeta e nei pazienti del gruppo trattato con placebo. La più alta incidenza di neutropenia febbrile nei pazienti trattati con Perjeta era associata ad una più elevata incidenza di mucosite e diarrea in questi pazienti. Deve essere considerato un trattamento sintomatico per la mucosite e la diarrea. Non è stato riferito alcun evento di neutropenia febbrile dopo l'interruzione del trattamento con docetaxel.

Diarrea

Pertuzumab può indurre diarrea severa. In caso di insorgenza di diarrea severa dev'essere istituito un trattamento con antidiarroico e, in caso di mancato miglioramento, deve essere considerata l'interruzione del trattamento. Quando la diarrea è sotto controllo, il trattamento con pertuzumab può essere ripristinato.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

In un sottostudio dello studio registrativo randomizzato CLEOPATRA nel carcinoma mammario metastatico, condotto su 37 pazienti, non sono state osservate interazioni farmacocinetiche tra pertuzumab e trastuzumab o tra pertuzumab e docetaxel. Inoltre, l'analisi farmacocinetica di popolazione non ha mostrato evidenza di interazione farmacologica tra pertuzumab e trastuzumab o tra pertuzumab e docetaxel. L'assenza di interazioni farmacologiche è stata confermata dai dati farmacocinetici dello studio NEOSPHERE nel setting neoadiuvante.

In quattro studi sono stati valutati gli effetti di pertuzumab sulla farmacocinetica di farmaci citotossici somministrati in concomitanza, docetaxel, gemcitabina, erlotinib e capecitabina. Non si è evidenziata alcuna interazione farmacocinetica tra pertuzumab e questi farmaci. La farmacocinetica di pertuzumab in questi studi è risultata sovrapponibile a quella osservata negli studi che prevedevano trattamenti in monoterapia.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

Perjeta è soggetto a prescrizione medica specialistica e la terapia deve essere iniziata solo sotto la supervisione di un medico esperto nella somministrazione di farmaci antitumorali. Perjeta deve essere somministrato da personale sanitario preparato a gestire l'anafilassi e in un ambiente in cui siano immediatamente disponibili le apparecchiature per la rianimazione.

Posologia

I pazienti trattati con Perjeta devono presentare uno stato di tumore HER2 positivo, definito da un punteggio all'immunoistochimica (IHC) di 3+ e/o un rapporto ≥ 2,0 secondo la valutazione mediante ibridazione in situ (ISH) eseguita con un test convalidato.

Per garantire il raggiungimento di risultati accurati e riproducibili, i test devono essere eseguiti in un laboratorio specializzato, che può assicurare la validazione delle procedure d'analisi. Per le istruzioni complete sull'esecuzione e interpretazione dei test fare riferimento al foglio illustrativo dei test HER2 validati.

La dose di carico iniziale raccomandata di pertuzumab è di 840 mg da somministrare per infusione endovenosa in 60 minuti, seguita successivamente da una dose di mantenimento di 420 mg somministrata ogni 3 settimane nell'arco di 30-60 minuti.

Per quanto riguarda il trastuzumab da somministrare in combinazione con pertuzumab, la dose di carico iniziale raccomandata di trastuzumab è di 8 mg/kg di peso corporeo somministrato per infusione endovenosa seguita successivamente da una dose di mantenimento di 6 mg/kg di peso corporeo ogni 3 settimane.

Per quanto riguarda il docetaxel da somministrare in combinazione con pertuzumab, la dose iniziale raccomandata di docetaxel è di 75 mg/m2, da somministrare successivamente ogni 3 settimane. La dose di docetaxel può essere aumentata progressivamente fino a 100 mg/m2 nei cicli successivi, se la dose iniziale è ben tollerata (se docetaxel è usato in associazione a carboplatino, trastuzumab e pertuzumab, la dose del farmaco non deve essere incrementata progressivamente).

I medicinali devono essere somministrati in sequenza e non miscelati nella stessa sacca di infusione. Perjeta e trastuzumab possono essere somministrati in qualsiasi ordine. Quando il paziente viene trattato con docetaxel, questo deve essere somministrato dopo Perjeta e trastuzumab. Si raccomanda un periodo di osservazione di 30-60 minuti dopo ogni infusione di Perjeta e prima dell'inizio delle successive infusioni di trastuzumab o docetaxel .

Carcinoma mammario metastatico

I pazienti devono essere trattati con Perjeta e trastuzumab fino alla progressione della malattia o allo sviluppo di tossicità non gestibile.

Trattamento neoadiuvante del carcinoma mammario

Perjeta deve essere somministrato da 3 a 6 cicli in associazione con trastuzumab e chemioterapia nell'ambito di un regime neoadiuvante per il trattamento del carcinoma mammario in fase iniziale. Dopo l'intervento chirurgico i pazienti devono essere sottoposti a terapia adiuvante a base di trastuzumab per completare 1 anno di trattamento ..

Dosi ritardate/omesse

Se il periodo di tempo trascorso tra due infusioni successive è inferiore a 6 settimane, la dose da 420 mg di pertuzumab deve essere somministrata appena possibile senza considerare la successiva dose pianificata.

Se il periodo di tempo trascorso tra due infusioni successive è di 6 settimane o superiore, deve essere somministrata nuovamente la dose di carico iniziale di 840 mg di pertuzumab in infusione endovenosa da 60 minuti, seguita successivamente da una dose di mantenimento di 420 mg somministrata ogni 3 settimane nell'arco di 30-60 minuti.

Adattamento della dose

Per Perjeta non sono raccomandate riduzioni della dose.

I pazienti possono continuare la terapia durante i periodi di mielosoppressione reversibile indotta da chemioterapia ma devono essere attentamente monitorati per potenziali complicanze neutropeniche che potrebbero insorgere in questo lasso di tempo. Per le modifiche della dose di docetaxel e di altri chemioterapici, vedere il relativo riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP).

Per trastuzumab non sono raccomandate riduzioni della dose; vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) di trastuzumab.

Se il trattamento con trastuzumab viene interrotto si deve sospendere anche la terapia con Perjeta.

Se viene interrotto il trattamento con docetaxel, il trattamento con Perjeta e trastuzumab può continuare fino alla progressione della malattia o allo sviluppo di tossicità non gestibile nel setting metastatico.

Disfunzione del ventricolo sinistro

Il trattamento con Perjeta e trastuzumab deve essere sospeso per almeno 3 settimane in caso di:

  • segni e sintomi suggestivi di insufficienza cardiaca congestizia (il trattamento con Perjeta deve essere interrotto se l'insufficienza cardiaca congestizia viene confermata)
  • una diminuzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) fino a meno del 40%
  • LVEF di 40%-45% associata a una diminuzione di ≥10 punti % al di sotto dei valori pre-trattamento.
La somministrazione di Perjeta e trastuzumab può essere ripresa se la LVEF è ritornata a >45% o 40-45% associata ad una riduzione di <10 punti % al di sotto del valore pre-trattamento.

Se dopo una nuova valutazione entro circa 3 settimane, la LVEF non è migliorata o è ulteriormente peggiorata, occorre prendere in seria considerazione la sospensione di Perjeta e trastuzumab, a meno che si ritenga che i benefici per il singolo paziente superino i rischi .

Pazienti anziani

Sono disponibili dati limitati sulla sicurezza e l'efficacia di Perjeta in pazienti di età ≥65 anni. Non sono state osservate differenze significative nella sicurezza e nell'efficacia di Perjeta tra i pazienti anziani di età compresa tra i 65 e i 75 anni e i pazienti adulti di età <65 anni. Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti anziani di età ≥65 anni. I dati in pazienti di età >75 anni sono molto limitati.

Funzionalità renale compromessa

Non sono necessari aggiustamenti della dose di pertuzumab in pazienti con compromissione della funzionalità renale lieve o moderata. Non è possibile fornire raccomandazioni per la dose in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale a causa dei limitati dati farmacocinetici disponibili .

Funzionalità epatica compromessa

La sicurezza e l'efficacia di Perjeta non sono state studiate in pazienti con compromissione della funzionalità epatica. Non è possibile fornire specifiche raccomandazioni per la dose.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l'efficacia di Perjeta non sono state stabilite nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. Non vi è un impiego rilevante di Perjeta nella popolazione pediatrica per il trattamento del carcinoma mammario.

Modo di somministrazione

Perjeta deve essere somministrato mediante infusione endovenosa. Non deve essere somministrato in push o bolo endovenoso. Per le istruzioni sulla diluizione di Perjeta prima della somministrazione, vedere paragrafo (qui non riportato) 6.2 e 6.6.

Per la dose iniziale, la durata di infusione raccomandata è di 60 minuti. Se la prima infusione è ben tollerata, quelle successive possono essere somministrate nell'arco di 30-60 minuti .

Reazioni all'infusione

Se il paziente sviluppa una reazione all'infusione, è possibile rallentare la velocità di infusione o sospendere l'infusione . L'infusione può essere ripresa una volta che i sintomi si siano placati. Anche il trattamento con ossigeno, beta agonisti, antistaminici, somministrazione rapida di liquidi per via e.v. e antipiretici può contribuire ad alleviare i sintomi.

Reazioni di ipersensibilità/anafilassi

Se il paziente manifesta una reazione di grado 4 secondo i Criteri comuni di terminologia per gli eventi avversi del National Cancer Institute (NCI-CTCAE) (anafilassi), broncospasmo o sindrome da distress respiratorio acuto, l'infusione deve essere interrotta immediatamente e in via definitiva .


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Perjeta 420 mg concentrato per soluzione per infusione 30 mg/ml 1 flaconcino 14 ml

La dose massima tollerata di pertuzumab non è stata determinata. Nel corso di studi clinici non sono state valutate dosi singole maggiori di 25 mg/kg (1727 mg).

In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere monitorati attentamente per individuare segni o sintomi di reazioni avverse e deve essere iniziato un trattamento sintomatico appropriato.


CONSERVAZIONE



Conservare in frigorifero (2°C-8°C).

Non congelare.

Conservare il flaconcino nell'astuccio esterno per proteggerlo dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione vedere paragrafo (qui non riportato) 6.3.


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