Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2017
Farmaci - Tamsulosina Sandoz

Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Sandoz S.p.A.

MARCHIO

Tamsulosina Sandoz

CONFEZIONE

0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

PRINCIPIO ATTIVO
tamsulosina cloridrato

FORMA FARMACEUTICA
capsula a rilascio modificato

GRUPPO TERAPEUTICO
Ipertrofia prostatica benigna

CLASSE
A

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
36 mesi

PREZZO
4,41 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

Trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie (LUTS) associati a iperplasia prostatica benigna (IPB).


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

Ipersensibilità alla tamsulosina, incluso angioedema indotto dal farmaco, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.

Precedenti ipotensione ortostatica (anamnesi di ipotensione ortostatica).

Grave insufficienza epatica.


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

Come con altri antagonisti dell'adrenorecettore α1, in casi individuali può verificarsi una riduzione della pressione sanguigna durante il trattamento con tamsulosina, a seguito della quale può raramente verificarsi sincope. Ai primi segni di ipotensione ortostatica (capogiri, debolezza), il paziente deve sedersi o sdraiarsi fino alla scomparsa dei sintomi stessi.

L'uso concomitante degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (ad esempio sildenafil, tadalafil, vardenafil) e tamsulosina può causare ipotensione sintomatica in alcuni pazienti. Al fine di minimizzare il rischio di sviluppo di ipotensione posturale, il paziente deve essere stabilizzato con una terapia di alfa-bloccanti prima di iniziare l'uso di inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5.

Prima di iniziare la terapia con tamsulosina, il paziente deve essere sottoposto a controlli al fine di escludere la presenza di altre condizioni che possano produrre sintomi simili a quelli dell'iperplasia prostatica benigna. La prostata deve essere controllata per via rettale e, se necessario, si deve determinare la conta del antigene prostatico specifico (APS) prima di iniziare il trattamento e quindi successivamente ad intervalli regolari.

Il trattamento di pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min) deve essere considerato con cautela poichè questi soggetti non sono stati studiati.

In seguito all'utilizzo di tamsulosina, è stato riportato, raramente, angioedema. Il trattamento va immediatamente sospeso, e il paziente deve essere monitorato fino alla scomparsa dell'edema e la tamsulosina non va risomministrata.

Durante l'intervento chirurgico di cataratta e di glaucoma, in alcuni pazienti in corso di trattamento o precedentemente trattati con tamsulosina è stata osservata “Intra-operative Floppy Iris Sindrome“ (IFIS) una variante della Sindrome della pupilla piccola. L'IFIS può aumentare il rischio di complicazioni oculari durante e dopo l'operazione. Non è raccomandato di iniziare la terapia con tamsulosina in pazienti nei quali è programmato un intervento chirurgico di cataratta o di glaucoma.

L'interruzione del trattamento con tamsulosina 1-2 settimane prima dell'intervento chirurgico di cataratta o glaucoma è aneddoticamente considerato utile, tuttavia il beneficio della sospensione del trattamento non è ancora stato stabilito. L'IFIS è stata riportata anche in pazienti che avevano interrotto tamsulosina per un periodo più lungo prima dell'intervento di cataratta o glaucoma.

Durante la valutazione pre-operatoria, l'oftalmologo ed il team chirurgico devono considerare se i pazienti in attesa dell'intervento chirurgico di cataratta o di glaucoma sono in trattamento o sono stati trattati con tamsulosina in modo da assicurare che le appropriate misure possano essere adottate per gestire l'IFIS durante l'intervento.

In pazienti metabolizzatori lenti del fenotipo CYP2D6 tamsulosina non deve essere assunta con inibitori potenti del CYP3A4.

Tamsulosina deve essere utilizzata con cautela in combinazione con inibitori forti e moderati del CYP3A4 .


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

Gli studi di interazione sono stati condotti solo negli adulti.

Non è stata osservata alcuna interazione in caso di associazione tra la tamsulosina e l'atenololo, l'enalapril o la teofillina. La concentrazione plasmatica di tamsulosina viene incrementata dall'assunzione contemporanea di cimetidina e viene ridotta da quella di furosemide. Tuttavia, poichè la concentrazione di tamsulosina rimane entro il range normale, non occorre modificarne la posologia.

In vitro, né diazepam né propranololo, triclormetiazide, clormadinone, amitriptilina, diclofenac, glibenclamide, simvastatina e warfarin alterano la frazione libera di tamsulosina nel plasma umano. Né tamsulosina altera la frazione libera di diazepam, propranololo, triclormetiazide e clormadinone.

Negli studi condotti in vitro su frazioni microsomiali epatiche (che rappresentano il sistema enzimatico del citocromo P450) non sono state osservate interazioni tra tamsulosina e amitriptilina, salbutamolo, glibenclamide o finasteride.

Il diclofenac e il warfarin possono determinare un incremento del tasso di eliminazione della tamsulosina.

La somministrazione concomitante di tamsulosina con un forte inibitore del CYP3A4 può provocare un aumento dell'esposizione alla tamsulosina. La somministrazione concomitante con ketoconazolo (noto forte inibitore del CYP3A4) ha determinato un aumento dell'AUC e della Cmax della tamsulosina di un fattore pari a 2,8 e 2,2 rispettivamente.

In pazienti metabolizzatori lenti del fenotipo CYP2D6 la tamsulosina non deve essere assunta in combinazione con inibitori potenti del CYP3A4 (per es. ketoconazolo).

Tamsulosina deve essere utilizzata con cautela in combinazione con inibitori forti (per es. ketoconazolo) e moderati (per es. eritromicina) del CYP3A4.

La somministrazione concomitante di tamsulosina con paroxetina, un potente inibitore del CYP2D6, ha determinato un aumento della Cmax e della AUC di tamsulosina di un fattore pari a 1,3 e 1,6 rispettivamente, ma questi aumenti non sono considerati clinicamente rilevanti.

La somministrazione contemporanea con un altro antagonista dell'adrenorecettore α1 può portare a effetti ipotensivi.

L'uso concomitante di inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (ad esempio sildenafil, tadalafil, vardenafil) e tamsulosina può causare ipotensione sintomatica in alcuni pazienti .


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

Una capsula al giorno dopo la colazione o dopo il primo pasto della giornata.

La capsula deve essere deglutita intera con un bicchiere d'acqua in posizione seduta o eretta (non da sdraiati). La capsula non deve essere frantumata o masticata perchè questo potrebbe interferire sul rilascio del principio attivo ad azione prolungata. 

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l'efficacia di tamsulosina non è stata stabilita nei bambini < 18 anni. Attualmente i dati disponibili sono descritti nel paragrafo (qui non riportato) 5.1.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Tamsulosina Sandoz 0,4 mg 20 capsule rigide a rilascio modificato

Sintomi

Il sovradosaggio con tamsulosina può provocare gravi effetti ipotensivi. Sono stati osservati gravi effetti ipotensivi a differenti livelli di sovradosaggio.

Trattamento

In caso di ipotensione acuta insorta dopo un sovradosaggio è necessario ricorrere a misure di sostegno di tipo cardiovascolare. La pressione sanguigna può essere ristabilita e la frequenza cardiaca riportata alla normalità facendo sdraiare il paziente.

Se questo non aiuta allora possono essere utilizzati espansori di volume e, ove necessario, vasopressori. La funzionalità renale dovrà essere monitorata e si dovranno applicare misure generali di supporto.

La dialisi è improbabile che possa essere di aiuto in quanto tamsulosina si lega fortemente alle proteine plasmatiche.

Per impedire l'assorbimento si possono adottare misure come l'emesi. In caso di assunzione di elevate quantità del medicinale può essere praticata lavanda gastrica e si possono somministrare carbone attivo e un lassativo osmotico, come il solfato di sodio.


CONSERVAZIONE



Blister: conservare nella confezione originale.

Contenitore delle compresse: tenere il contenitore ben chiuso.


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