Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018
Farmaci - Tobramicina Ibi

Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Ibi Istituto Biochimico Italiano Giovanni Lorenzini S.p.A.

MARCHIO

Tobramicina Ibi

CONFEZIONE

im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

ALTRE CONFEZIONI DI TOBRAMICINA IBI DISPONIBILI

PRINCIPIO ATTIVO
tobramicina solfato

FORMA FARMACEUTICA
soluzione (uso interno)

GRUPPO TERAPEUTICO
Antibatterici aminoglicosidici

CLASSE
A

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
3,96 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

La Tobramicina è particolarmente indicata nella terapia delle infezioni delle vie urinarie, del torrente circolatorio (setticemia), delle ossa, della pelle e dei tessuti molli, dell'apparato gastro-intestinale, del sistema nervoso centrale (meningite) e del tratto respiratorio inferiore, provocate da ceppi di microrganismi sensibili. È considerato farmaco di 2° impiego nelle infezioni da E. Coli e da stafilococco.




CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

Tobramicina IBI è controindicata in quei soggetti che hanno dimostrato un'ipersensibilità verso il prodotto od uno dei suoi componenti, o ad altri aminoglicosidi. Gravidanza ed allattamento.




AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

I pazienti trattati con tobramicina o con altri aminoglicosidi devono essere mantenuti sotto stretta osservazione medica, a causa dell'intrinseco potenziale nefro ed ototossico di questi antibiotici. L'interessamento dell'ottavo paio dei nervi cranici si può sviluppare principalmente nei soggetti che hanno un'insufficienza renale, od anche nei soggetti ai quali l'aminoglicoside è stato somministrato ai dosaggi più elevati e per una durata superiore a quella raccomandata.

Altre manifestazioni neurotossiche comprendono intorpidimento, senso di formicolio cutaneo, scosse muscolari e convulsioni. Il rischio della perdita dell'udito indotta da aminoglicosidi aumenta in proporzione diretta all'esposizione od agli alti picchi sierici od agli alti livelli sierici basali dell'aminoglicoside.

I pazienti che vanno incontro al danno cocleare possono non avere sintomi a carico dell'udito nel corso della terapia, ma questi possono manifestarsi e continuare ad evolvere dopo che la somministrazione del farmaco è stata interrotta. Le manifestazioni nefrotossiche raramente divengono manifeste nei primi giorni di terapia e sono generalmente reversibili.

La funzionalità renale e dell'ottavo paio dei nervi cranici devono essere strettamente monitorizzate nei pazienti in cui sia nota o si sospetti un'insufficienza renale od in coloro in cui, pur avendo all'inizio una funzionalità normale, possono sviluppare segni d'interessamento renale nel corso della terapia.

Si consiglia di controllare periodicamente i picchi sierici ed i livelli sierici basali nel corso della terapia per evitare livelli potenzialmente tossici e garantire contemporaneamente un dosaggio adeguato

L'esame delle urine deve essere eseguito per mettere in evidenza una eventuale diminuzione dei valori del peso specifico, un aumento della proteinuria e della escrezione di cellule e di cilindri. L'azotemia, la creatininemia e la clearance creatininica devono essere misurate periodicamente. Se possibile si dovrebbero eseguire audiogrammi in serie, particolarmente nei pazienti a rischio. Se si dovessero manifestare segni d'interessamento otovestibolare o renale la somministrazione del farmaco deve essere interrotta.

La tobramicina deve essere somministrata con cautela nei prematuri e nell'età neonatale, per la immaturità renale di questi soggetti ed il conseguente prolungamento dell'emivita del farmaco.

L'uso concomitante o sequenziale di altri antibiotici neuro e nefrotossici (in particolare Amikacina, Streptomicina, Neomicina, Kanamicina, Gentamicina e Paromomicina), Cefaloridina, Viomicina, Polimixina B, Colistina, Cisplatino e Vancomicina deve essere evitato.

Gli aminoglicosidi non vanno somministrati insieme a diuretici come la furosemide e l'acido etacrinico.

Alcuni diuretici sono intrinsecamente ototossici, e somministrati per via endovenosa possono potenziare la tossicità degli aminoglicosidi alterando la concentrazione degli antibiotici nel siero e nei tessuti.

Il prodotto contiene metabisolfito di sodio: tale sostanza può provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico ed attacchi asmatici gravi.

Gli aminoglicosidi possono causare danno al feto se somministrati durante la gravidanza.

Monitoraggio dei livelli sierici

Durante la terapia i picchi ed i livelli sierici basali debbono essere monitorizzati particolarmente nei soggetti con insufficienza renale. Si debbono evitare picchi sierici superiori ai 12 mcg/ml che si prolunghino nel tempo. Livelli sierici basali che tendono ad aumentare superando i 2 mcg/ml possono essere indicativi di un accumulo tissutale. Questa tendenza all'accumulo, l'età avanzata e il dosaggio totale possono contribuire all'ototossicità ed alla nefrotossicità.

In via indicativa i livelli ematici possono essere determinati dopo la seconda o terza dose e successivamente, ad intervalli di 3-4 giorni durante la terapia, o più frequentemente in caso di alterazioni della funzionalità renale. In tale maniera è possibile controllare le dosi di mantenimento particolarmente nei soggetti gravemente ammalati con funzionalità renale in progressivo deterioramento, od in quelli con patologie infettive sostenute da microrganismi scarsamente sensibili od in coloro che ricevono i più alti dosaggi.

Soggetti ustionati

Nei pazienti con ustioni estese, la farmacocinetica degli aminoglicosidi è modificata. In questi pazienti è opportuno monitorizzare i livelli ematici della tobramicina, per calcolare il dosaggio necessario.

Soggetti anestetizzati

Apnea secondaria o prolungata può verificarsi somministrando tobramicina a pazienti anestetizzati con agenti che provocano un blocco neuromuscolare come succinilcolina, tubocurarina, decametonio, o dosi massive di sangue citrato. L'eventuale blocco neuromuscolare può essere risolto con la somministrazione di sali di calcio.




INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

Deve essere evitata la somministrazione contemporanea di diuretici potenti quali furosemide ed acido etacrinico per la loro potenziale ototossicità.

L'associazione della tobramicina con altri farmaci potenzialmente ototossici e nefrotossici quali la streptomicina, la kanamicina, la gentamicina, la cefaloridina, la polimixina B e la colistina può dar luogo ad una sommazione della tossicità.




POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE



Come si usa Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

La tobramicina può essere somministrata intramuscolo ed endovena.

Somministrazione intramuscolare:

Adulti: nei pazienti con funzione renale normale il dosaggio consigliato di tobramicina è di 1 mg/kg ogni otto ore. La durata abituale del trattamento è di 7-10 giorni. Dosi fino a 5 mg/kg al giorno possono essere richieste da pazienti con infezioni molto gravi. Questo dosaggio dovrà essere ridotto a 3 mg/kg al giorno non appena possibile.

Bambini: da 3 a 5 mg/kg al giorno divisi in dosi uguali ogni 8-12 ore.

Neonati: 2 mg/kg ogni 12 ore, per soggetti di peso variabile da 1.500 a 2.500 gr.

Somministrazione endovenosa

Si raccomanda la somministrazione endovenosa della tobramicina quando quella intramuscolare non è possibile. La concentrazione non dovrebbe abitualmente superare 1 mg di tobramicina per ml (0,1%). La durata della somministrazione dovrebbe essere di 1-2 ore. Il dosaggio endovenoso è uguale a quello intramuscolare. Non si consigliano associazioni estemporanee di tobramicina ad altri farmaci. Nei pazienti con funzione renale ridotta la posologia deve essere adattata al grado di compromissione.




SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

In caso di superdosaggio o di reazioni tossiche, una emodialisi o una dialisi peritoneale ridurrà i livelli sierici.




EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Tobramicina Ibi im ev 1 fiala 100 mg/2 ml

Mentre il rischio di effetti collaterali è basso nei pazienti con normale funzionalità renale, quando non si prolunga la durata della terapia e non si superano i dosaggi raccomandati, esso risulta maggiore negli anziani, nei pazienti con ridotta funzionalità renale o in coloro che vengono trattati con dosaggi maggiori di quelli consigliati.

Sono state riferite reazioni caratteristiche da antibiotici aminoglicosidici sulle branche vestibolari ed uditive dell'8° nervo, quali vertigine, nistagmo, ronzio auricolare e diminuzione dell'udito. Sono state riferite aumento dell'azotemia e oliguria.

Altri. Altre reazioni avverse probabilmente attribuibili alla tobramicina comprendono: anemia, granulocitopenia, trombocitopenia, febbre, rash, prurito, orticaria, nausea, vomito, diarrea, cefalea, letargia, confusione mentale e disorientamento, dolore in sede d'iniezione.

Anomalie che possono essere riferite alla tobramicina comprendono: aumento delle transaminasi sieriche (SGOT-SGPT) e della deidrogenasi lattica, una diminuzione del calcio, del magnesio, del sodio e potassio sierici, leucopenia, leucocitosi ed eosinofilia.




CONSERVAZIONE



Nessuna speciale precauzione per la conservazione.




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