Xalkori 60 capsule 200 mg in flacone

Ultimo aggiornamento: 03 febbraio 2015
Farmaci - Xalkori

Xalkori 60 capsule 200 mg in flacone




INDICE SCHEDA




INFORMAZIONI GENERALI



AZIENDA

Pfizer Italia S.r.l.

MARCHIO

Xalkori

CONFEZIONE

60 capsule 200 mg in flacone

ALTRE CONFEZIONI DI XALKORI DISPONIBILI


PRINCIPIO ATTIVO

crizotinib

FORMA FARMACEUTICA

capsula

GRUPPO TERAPEUTICO

Antineoplastici, inibitori delle proteasi

CLASSE

H

RICETTA

medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, utilizzabile esclusivamente in ambiente ospedaliero o in struttura ad esso assimilabile - vietata la vendita al pubblico

SCADENZA

24 mesi


INDICAZIONI TERAPEUTICHE




A cosa serve Xalkori 60 capsule 200 mg in flacone

XALKORI è indicato per il trattamento di pazienti adulti pretrattati per carcinoma polmonare non a piccole cellule (Non-small Cell Lung Cancer, NSCLC) positivo per ALK (chinasi del linfoma anaplastico) in stadio avanzato.


CONTROINDICAZIONI




Quando non dev'essere usato Xalkori 60 capsule 200 mg in flacone

Ipersensibilità a crizotinib o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.

Compromissione epatica severa .


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO




Cosa serve sapere prima di prendere Xalkori 60 capsule 200 mg in flacone

Epatotossicità

Si sono verificati alcuni casi di epatotossicità indotta dal farmaco con esito fatale. Tali casi sono stati segnalati durante gli studi clinici in meno dell'1% dei pazienti in trattamento con XALKORI. Negli studi clinici sono stati osservati aumenti concomitanti di ALT superiori a 3 volte l'ULN e di bilirubina totale superiori a 2 volte l'ULN, in assenza di aumento di fosfatasi alcalina, in meno dell'1% dei pazienti. Sono stati osservati aumenti dei livelli di ALT fino al Grado 3 o 4 nel 6% dei pazienti dello Studio A e nell'8% dei pazienti dello Studio B. Gli aumenti di Grado 3 e 4 sono stati generalmente asintomatici e reversibili in seguito alla sospensione del trattamento. I pazienti in genere hanno ripreso il trattamento ad una dose inferiore senza la ricomparsa di tossicità; tuttavia, è stata necessaria l'interruzione definitiva del trattamento in 1 paziente dello Studio A (<1%) e in 3 pazienti dello Studio B (1%). Gli aumenti delle transaminasi in genere si sono verificati entro i primi 2 mesi di trattamento.

XALKORI non deve essere usato in pazienti con compromissione epatica grave . I parametri di funzionalità epatica, tra cui i livelli di ALT, AST e bilirubina totale, devono essere monitorati due volte al mese durante i primi 2 mesi di trattamento, successivamente una volta al mese e come clinicamente indicato, con test più frequenti per rilevare eventuali aumenti di Grado 2, 3 o 4. Per i pazienti che sviluppano aumenti delle transaminasi, vedere paragrafo (qui non riportato) 4.2.

Polmonite

Negli studi clinici XALKORI è stato associato a polmonite correlata al trattamento di intensità grave, pericolosa per la vita del paziente o fatale con una frequenza di 4 pazienti su 386 (1%) negli Studi A e B. Tutti questi casi si sono verificati entro 2 mesi dall'inizio del trattamento. I pazienti devono essere monitorati per eventuali sintomi polmonari indicativi di polmonite. Il trattamento con XALKORI deve essere sospeso se si sospetta polmonite. Si devono escludere altre cause di polmonite e si deve interrompere definitivamente XALKORI nei pazienti con diagnosi di polmonite correlata al trattamento .

Prolungamento dell'intervallo QT

È stato osservato prolungamento dell'intervallo QTc, che potrebbe comportare un rischio maggiore di tachiaritmie ventricolari (p. es. torsioni di punta) o morte improvvisa. Il rischio di un prolungamento dell'intervallo QTc può essere maggiore nei pazienti in terapia concomitante con antiaritmici e nei pazienti con rilevante cardiopatia pre-esistente, bradicardia o disturbi degli elettroliti (p.es. secondari a diarrea o vomito). XALKORI deve essere somministrato con cautela in pazienti con storia o predisposizione di prolungamento dell'intervallo QTc, oppure che sono in trattamento con medicinali noti per prolungare l'intervallo QT. In caso di somministrazione di XALKORI in questi pazienti, si deve prendere in considerazione il monitoraggio periodico con elettrocardiogramma ed elettroliti. Per i pazienti che sviluppano prolungamento dell'intervallo QTc, vedere paragrafo (qui non riportato) 4.2.

Effetti visivi

Si sono manifestati disturbi visivi nei pazienti dello Studio A e dello Studio B. Se il disturbo visivo persiste o peggiora in intensità, si deve prendere in considerazione una visita oculistica .

Interazioni farmacologiche

L'uso concomitante di crizotinib con inibitori/induttori potenti del CYP3A4 e con i substrati del CYP3A4 che hanno indici terapeutici ristretti deve essere evitato .

Anziani

Le informazioni relative ai pazienti di età ≥65 anni sono limitate e non sono disponibili informazioni relative ai pazienti di età superiore agli 85 anni.

Istologia non-adenocarcinoma

Sono disponibili limitate informazioni nei pazienti con NSCLC ALK positivo, ad istologia nonadenocarcinoma.

Il beneficio clinico in questo sottogruppo può essere inferiore, e bisogna tenerne conto prima di prendere decisioni sui trattamenti individuali .


INTERAZIONI




Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Xalkori 60 capsule 200 mg in flacone

Interazioni farmacocinetiche

Agenti che potrebbero aumentare le concentrazioni plasmatiche di crizotinib

La co-somministrazione di crizotinib con inibitori potenti del CYP3A può determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di crizotinib. La co-somministrazione di una singola dose da 150 mg per via orale di crizotinib e ketoconazolo (200 mg due volte al giorno), un potente inibitore del CYP3A, ha determinato aumenti dell'esposizione sistemica di crizotinib, con valori di AUCinf e Cmax di crizotinib che sono stati rispettivamente di circa 3,2 e 1,4 volte superiori a quelli osservati quand crizotinib è stato somministrato da solo.

L'uso concomitante di inibitori potenti del CYP3A (alcuni inibitori della proteasi quali atazanavir, indinavir, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, e alcuni antimicotici azolici quali itraconazolo, ketoconazolo e voriconazolo, alcuni macrolidi quali claritromicina, telitromicina e troleandomicina) deve essere evitato. Anche il pompelmo e il succo di pompelmo possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di crizotinib e devono quindi essere evitati . Inoltre, non è stato stabilito l'effetto degli inibitori del CYP3A sull'esposizione a crizotinib allo steady-state.

Agenti che potrebbero ridurre le concentrazioni plasmatiche di crizotinib

La co-somministrazione di una dose singola di 250 mg di crizotinib e rifampicina (600 mg/die), un potente induttore del CYP3A4, ha determinato riduzioni dell'82% e del 69% rispettivamente nell'AUCinf e nella Cmax di crizotinib, rispetto a quando crizotinib è stato somministrato da solo. La cosomministrazione di crizotinib con potenti induttori del CYP3A può ridurre le concentrazioni  plasmatiche di crizotinib. L'uso concomitante di induttori potenti del CYP3A, tra cui, ma non solo, carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina, rifabutina, rifampicina ed erba di San Giovanni deve essere evitato . Inoltre, non è stato stabilito l'effetto degli induttori del CYP3A sull'esposizione a crizotinib allo steady-state.

Agenti le cui concentrazioni plasmatiche potrebbero essere alterate da crizotinib

In seguito alla somministrazione per 28 giorni di crizotinib 250 mg due volte al giorno in pazienti oncologici, l'AUC di midazolam per via orale è stata 3,7 volte quella osservata quando midazolam è stato somministrato da solo, il che suggerisce che crizotinib è un inibitore moderato del CYP3A.

Pertanto, deve essere evitata la co-somministrazione di crizotinib con i substrati del CYP3A con indici terapeutici ristretti, tra cui alfentanil, cisapride, ciclosporina, derivati dell'ergotamina, fentanil, pimozide, chinidina, sirolimus e tacrolimus . Nel caso in cui la cosomministrazione di questi medicinali si renda necessaria, si dovrà effettuare un attento monitoraggio clinico.

Da uno studio in vitro sugli epatociti umani è emerso che crizotinib potrebbe indurre gli enzimi regolati dal PXR (pregnane X receptor) (tra i quali CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, UGT1A1, ad eccezione del CYP3A4). Crizotinib deve quindi essere somministrato con cautela in associazione a medicinali che sono metabolizzati prevalentemente da questi enzimi. È importante inoltre notare che in caso di co-somministrazione, l'efficacia dei contraccettivi orali potrebbe essere alterata.

L'effetto inibitorio di crizotinib sugli enzimi UGT, in particolare sull'UGT1A1, non è stato stabilito.

Bisogna pertanto procedere con cautela nell'uso concomitante di crizotinib con i substrati degli enzimi UGT, quali paracetamolo, morfina o irinotecan.

Sulla base di uno studio in vitro, si evince che crizotinib può inibire la P-gp intestinale. Pertanto, la somministrazione di crizotinib con i medicinali che sono substrati della P-gp (p. es. digossina, dabigatran, colchicina, pravastatina) può incrementare il loro effetto terapeutico e le relative reazioni avverse. In caso di somministrazione di crizotinib con questi medicinali, si raccomanda un'attenta sorveglianza clinica.

Interazioni farmacodinamiche

Negli studi clinici è stato osservato un prolungamento dell'intervallo QT con crizotinib. Si deve pertanto valutare attentamente l'uso concomitante di crizotinib con i medicinali noti per prolungare l'intervallo QT oppure con i medicinali in grado di indurre torsione di punta (p.es. medicinali di classe IA [chinidina, disopiramide] o di classe III [p.es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide], metadone, cisapride, moxifloxacina, antipsicotici, ecc.). In caso di co-somministrazione di tali medicinali, è necessario il monitoraggio dell'intervallo QT .

Nel corso degli studi clinici è stata segnalata bradicardia; pertanto, si deve usare crizotinib con cautela a causa del rischio di eccessiva bradicardia in caso di co-somministrazione con altri agenti che inducono bradicardia (p.es. bloccanti dei canali del calcio non diidropiridinici come verapamil e diltiazem, beta-bloccanti, clonidina, guanfacina, digossina, meflochina, anticolinesterasici, pilocarpina).


SOVRADOSAGGIO




Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Xalkori 60 capsule 200 mg in flacone

Non sono noti casi di sovradosaggio con XALKORI. In caso di sovradosaggio devono essere adottate le misure generali di supporto. Non c'è un antidoto specifico per il sovradosaggio con XALKORI.


CONSERVAZIONE




Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.






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