Xeljanz 5 mg 56 compresse rivestite con film

Ultimo aggiornamento: 08 novembre 2017
Farmaci - Xeljanz

Xeljanz 5 mg 56 compresse rivestite con film




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

Pfizer Limited

MARCHIO

Xeljanz

CONFEZIONE

5 mg 56 compresse rivestite con film

PRINCIPIO ATTIVO
tofacitinib

FORMA FARMACEUTICA
compressa rivestita

GRUPPO TERAPEUTICO
Farmaci per il trattamento dell'artrite reumatoide

CLASSE
CN

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti - internista, reumatologo

PREZZO
1975,07 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Xeljanz 5 mg 56 compresse rivestite con film

XELJANZ in associazione con metotrexato (MTX) è indicato per il trattamento dell'artrite reumatoide (AR) in fase attiva da moderata a severa in pazienti adulti che hanno risposto in modo inadeguato o sono intolleranti ad uno o più farmaci antireumatici modificanti la malattia.

XELJANZ può essere somministrato in monoterapia in caso di intolleranza a MTX o quando il trattamento con MTX non è appropriato .


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Xeljanz 5 mg 56 compresse rivestite con film

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.
  • Tubercolosi (TB) attiva, infezioni gravi come sepsi o infezioni opportunistiche .
  • Compromissione epatica severa .
  • Gravidanza e allattamento .



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Xeljanz 5 mg 56 compresse rivestite con film

Associazione con altre terapie per AR

XELJANZ non è stato studiato e deve essere evitato l'uso nei pazienti con AR in associazione a farmaci antireumatici biologici modificanti la malattia (DMARD), come antagonisti del fattore di necrosi tumorale (TNF), antagonisti dell'interleuchina (IL)-1R, antagonisti dell'IL-6R, anticorpi monoclonali anti-CD20, modulatori selettivi della co-stimolazione e immunosoppressori potenti, come azatioprina, ciclosporina e tacrolimus, a causa del possibile aumento dell'immunosoppressione e dell'aumentato rischio di infezione.

Vi è un'incidenza maggiore di eventi avversi per l'associazione di XELJANZ con MTX, rispetto a XELJANZ in monoterapia.

Infezioni gravi

Sono state riportate infezioni gravi e talvolta fatali, causate da batteri, micobatteri, funghi invasivi, virus o altri patogeni opportunisti, in pazienti affetti da AR in trattamento con XELJANZ. Il rischio di infezioni opportunistiche è più alto nelle regioni geografiche dell'Asia .

XELJANZ non deve essere iniziato in pazienti con infezioni attive, incluse le infezioni localizzate.

Devono essere considerati i rischi e i benefici del trattamento prima di iniziare XELJANZ in pazienti:

  • con infezioni ricorrenti,
  • con una storia di infezione grave o opportunistica,
  • che hanno vissuto o viaggiato in aree di micosi endemica,
  • che hanno condizioni di base che possano predisporre all'infezione.
I pazienti devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di segni e sintomi di infezione durante e dopo il trattamento con XELJANZ. Il trattamento deve essere interrotto se un paziente sviluppa un'infezione grave, un'infezione opportunistica o sepsi. Un paziente che sviluppa una nuova infezione durante il trattamento con XELJANZ deve essere sottoposto ad esami diagnostici tempestivi e completi, adeguati al paziente immunocompromesso, deve essere avviata un'appropriata terapia antibiotica e il paziente deve essere attentamente monitorato.

Poiché vi è una maggiore incidenza di infezioni negli anziani e nella popolazione diabetica in generale, si raccomanda cautela nel trattamento degli anziani e dei pazienti diabetici .

Il rischio di infezione può essere più alto con gradi maggiori di linfopenia e deve essere considerata la conta linfocitaria nel valutare il rischio di infezione dei singoli pazienti. I criteri di interruzione e monitoraggio per la linfopenia sono analizzati nel paragrafo (qui non riportato) 4.2.

Tubercolosi

Devono essere considerati i rischi e i benefici del trattamento prima di iniziare XELJANZ in pazienti:

  • che sono stati esposti a TB,
  • che hanno vissuto o viaggiato in aree di TB endemica.
I pazienti devono essere valutati ed esaminati per infezione latente o attiva prima e, secondo le linee guida applicabili, durante la somministrazione di XELJANZ.

I pazienti con TB latente, risultati positivi al test, devono essere trattati con terapia antimicobatterica standard prima della somministrazione di XELJANZ.

La terapia antitubercolare deve essere anche considerata prima della somministrazione di XELJANZ in pazienti che risultino negativi al test per TB, ma che abbiano una storia pregressa di TB latente o attiva, e ove non possa essere confermato un adeguato percorso terapeutico; oppure per i pazienti risultati negativi al test, ma che presentano fattori di rischio per l'infezione tubercolare. Si consiglia il consulto di un medico con esperienza nel trattamento della TB per decidere se sia opportuno iniziare la terapia antitubercolare per ogni singolo paziente. I pazienti devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di segni e sintomi di TB, compresi i pazienti che sono risultati negativi al test per l'infezione tubercolare latente prima di iniziare la terapia.

Riattivazione virale

Riattivazione virale e casi di riattivazione di herpes virus (ad esempio, herpes zoster) sono stati osservati in studi clinici con XELJANZ. Nei pazienti trattati con XELJANZ, l'incidenza di herpes zoster sembra essere aumentata nei pazienti giapponesi e coreani, così come nei pazienti con AR di lunga durata, che hanno assunto precedentemente due o più DMARD biologici. I pazienti con una conta linfocitaria assoluta (ALC – Absolute Lymphocyte Count) inferiore a 1.000 cellule/mm3 possono presentare un rischio aumentato di herpes zoster .

Non è noto l'effetto di XELJANZ sulla riattivazione dell'epatite virale cronica. I pazienti con screening positivo per l'epatite B o C sono stati esclusi dagli studi clinici. Lo screening per l'epatite virale deve essere eseguito in conformità con le linee guida cliniche prima di iniziare la terapia con XELJANZ.

Tumore maligno e disordini linfoproliferativi

I rischi e i benefici del trattamento con XELJANZ devono essere considerati prima di iniziare la terapia nei pazienti con tumore maligno in corso o con una storia di tumore maligno diverso da cancro della pelle non-melanoma trattato con successo (NMSC – Non- Melanoma Skin Cancer), o nel valutare la prosecuzione di XELJANZ in pazienti che sviluppano un tumore maligno. Esiste la possibilità che XELJANZ influenzi le difese dell'ospite contro i tumori maligni.

In pazienti trattati con XELJANZ sono stati osservati linfomi. I pazienti con AR, in particolare quelli con malattia altamente attiva, possono essere a più alto rischio (fino a diverse volte) di sviluppo del linfoma rispetto alla popolazione generale. L'effetto di XELJANZ sullo sviluppo del linfoma è incerto.

Sono stati osservati altri tumori maligni in studi clinici e nella fase post-commercializzazione, tra cui, ma non solo, cancro del polmone, cancro al seno, melanoma, cancro della prostata e cancro del pancreas.

L'effetto di XELJANZ sullo sviluppo e sulla progressione dei tumori maligni non è noto.

Tumore cutaneo non-melanoma

In pazienti trattati con XELJANZ sono stati riportati casi di NMSC. Esami cutanei periodici sono raccomandati per i pazienti che presentano un rischio maggiore di tumore cutaneo .

Malattia polmonare interstiziale

Si raccomanda cautela anche nei pazienti con una storia di malattia polmonare cronica, in quanto tali pazienti potrebbero essere più soggetti alle infezioni. Casi di malattia polmonare interstiziale (alcuni dei quali hanno avuto un esito fatale) sono stati riportati in pazienti trattati con XELJANZ negli studi clinici e nella fase successiva alla commercializzazione, sebbene il ruolo dell'inibizione della Janus chinasi (JAK) in questi eventi non sia noto. È noto che i pazienti asiatici affetti da artrite reumatoide sono a più alto rischio di malattia polmonare interstiziale, quindi si deve usare cautela nel trattamento di questi pazienti.

Perforazioni gastrointestinali

Negli studi clinici sono stati riportati eventi di perforazione gastrointestinale, sebbene il ruolo dell'inibizione di JAK in questi eventi non sia noto.

XELJANZ deve essere usato con cautela nei pazienti che possono presentare un aumentato rischio di perforazione gastrointestinale (ad esempio, pazienti con una storia di diverticolite, pazienti in trattamento con corticosteroidi e/o farmaci antinfiammatori non steroidei). I pazienti che presentano segni e sintomi addominali di nuova insorgenza devono essere valutati tempestivamente per l'individuazione precoce di perforazione gastrointestinale.

Rischio cardiovascolare

I pazienti affetti da AR presentano un aumentato rischio di disturbi cardiovascolari e i relativi fattori di rischio (ad esempio, ipertensione, iperlipidemia) devono essere gestiti come parte della consueta prassi clinica.

Enzimi epatici

Il trattamento con XELJANZ è stato associato ad un aumento dell'incidenza di innalzamento degli enzimi epatici in alcuni pazienti . Si deve usare cautela nel considerare l'inizio del trattamento con XELJANZ in pazienti con elevati livelli di alanina aminotransferasi (ALT) o aspartato aminotransferasi (AST), in particolare quando si inizia il trattamento in associazione con medicinali potenzialmente epatotossici, come il metotrexato. Dopo l'inizio del trattamento, si consiglia il monitoraggio di routine dei test epatici e una tempestiva indagine sulle cause di eventuali innalzamenti degli enzimi epatici osservati, al fine di identificare potenziali casi di danno epatico indotto dal farmaco. Se si sospetta un danno epatico farmaco-indotto, la somministrazione di XELJANZ deve essere interrotta fino a quando non sia stata esclusa questa diagnosi.

Parametri di laboratorio

Linfociti

Il trattamento con XELJANZ è stato associato ad un aumento dell'incidenza di linfopenia rispetto al placebo. Una conta linfocitaria inferiore a 750 cellule/mm3 è stata associata ad un aumento dell'incidenza di infezioni gravi. Si sconsiglia di iniziare o continuare il trattamento con XELJANZ nei pazienti con una conta linfocitaria confermata inferiore a 750 cellule/mm3. I linfociti devono essere monitorati al basale e ogni 3 mesi successivi. Per le modifiche raccomandate sulla base della conta linfocitaria, vedere paragrafo (qui non riportato) 4.2.

Neutrofili

Il trattamento con XELJANZ è stato associato ad un aumento dell'incidenza di neutropenia (meno di 2.000 cellule/mm3) rispetto al placebo. Si sconsiglia di iniziare il trattamento con XELJANZ nei pazienti con un ANC inferiore a 1.000 cellule/mm3. L'ANC deve essere monitorata al basale, dopo 4-8 settimane di trattamento e, successivamente, ogni 3 mesi. Per le modifiche raccomandate in base all'ANC, vedere paragrafo (qui non riportato) 4.2.

Emoglobina

Il trattamento con XELJANZ è stato associato a riduzione dei livelli di emoglobina. Si sconsiglia di iniziare il trattamento con XELJANZ nei pazienti con un valore di emoglobina inferiore a 9 g/dl. L'emoglobina deve essere monitorata al basale, dopo 4-8 settimane di trattamento e, successivamente, ogni 3 mesi. Per le modifiche raccomandate in base al livello di emoglobina, vedere paragrafo (qui non riportato) 4.2.

Monitoraggio dei lipidi

Il trattamento con XELJANZ è stato associato ad aumenti dei parametri lipidici, quali colesterolo totale, colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) e colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità). Effetti massimi sono stati osservati generalmente entro 6 settimane. La valutazione dei parametri lipidici deve essere eseguita dopo 8 settimane dall'inizio della terapia con XELJANZ. I pazienti devono essere trattati secondo le linee guida cliniche per la gestione dell'iperlipidemia. Gli aumenti del colesterolo totale e LDL associati a XELJANZ possono essere ridotti ai livelli pre-trattamento con statine.

Vaccinazioni

Prima di iniziare il trattamento con XELJANZ, si raccomanda che tutti i pazienti abbiano completato tutte le vaccinazioni, in accordo con le linee guida vigenti sull'immunizzazione. Si consiglia di non somministrare vaccini vivi in concomitanza con XELJANZ. La decisione di utilizzare vaccini vivi prima del trattamento con XELJANZ deve tener conto del grado di immunocompetenza di un dato paziente.

In base alle linee guida sulla vaccinazione, deve essere presa in considerazione la vaccinazione profilattica per zoster. Va prestata particolare attenzione ai pazienti con AR di lunga durata che hanno assunto precedentemente due o più DMARD biologici. Se viene somministrato vaccino vivo per lo zoster, deve essere somministrato solo a pazienti con una storia nota di varicella o a pazienti sieropositivi per il virus della varicella zoster (VZV). Se l'anamnesi di varicella è incerta o inattendibile si raccomanda di testare gli anticorpi contro VZV.

La vaccinazione con vaccini vivi deve essere eseguita almeno 2 settimane prima, ma preferibilmente 4 settimane prima di iniziare XELJANZ o in conformità con le linee guida attuali sulla vaccinazione in merito ai medicinali immunomodulanti. Non sono disponibili dati sulla trasmissione secondaria di infezione da vaccini vivi a pazienti che ricevono XELJANZ.

Anziani

La popolazione anziana in generale presenta un rischio aumentato di reazioni avverse, di maggiore gravità; si raccomanda cautela negli anziani, vedere paragrafo (qui non riportato) 4.8.

Lattosio

XELJANZ contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Xeljanz 5 mg 56 compresse rivestite con film

Possibilità da parte di altri medicinali di influenzare la farmacocinetica (PK) di XELJANZ

Poiché XELJANZ è metabolizzato da CYP3A4, è probabile che si verifichi l'interazione con medicinali che inibiscono o inducono CYP3A4. L'esposizione a XELJANZ è aumentata quando co-somministrato con potenti inibitori di CYP3A4 (ad esempio, ketoconazolo)o quando la co-somministrazione di uno o più medicinali determina sia l'inibizione moderata di CYP3A4, sia l'inibizione potente di CYP2C19 (ad esempio, fluconazolo).

L'esposizione a XELJANZ è ridotta quando co-somministrato con potenti induttori del CYP (ad esempio, rifampicina). È improbabile che gli inibitori del solo CYP2C19 o della glicoproteina-P alterino significativamente la PK di XELJANZ.

La co-somministrazione con ketoconazolo (forte inibitore di CYP3A4), fluconazolo (inibitore moderato di CYP3A4 e potente di CYP2C19), tacrolimus (inibitore lieve di CYP3A4) e ciclosporina (inibitore moderato di CYP3A4) ha aumentato l'AUC di XELJANZ, mentre la rifampicina (potente induttore di CYP) ha diminuito l'AUC di XELJANZ. La co-somministrazione di XELJANZ con potenti induttori di CYP (ad esempio, rifampicina) può comportare una riduzione o la perdita della risposta clinica . Si sconsiglia la co-somministrazione di potenti induttori di CYP3A4 con XELJANZ. La co-somministrazione con ketoconazolo e fluconazolo ha aumentato la Cmax di XELJANZ, mentre tacrolimus, ciclosporina e rifampicina hanno ridotto la Cmax di XELJANZ. La co-somministrazione di MTX 15-25 mg una volta alla settimana non ha avuto alcun effetto sulla PK di XELJANZ in pazienti affetti da AR.

Figura 1. Impatto di altri farmaci sulla PK di XELJANZ

 

Nota: il gruppo di riferimento è la somministrazione di XELJANZ in monoterapia

Possibilità di XELJANZ di influenzare la PK di altri medicinali

Studi in vitro indicano che tofacitinib non inibisce o non induce in modo significativo l'attività dei principali CYP umani farmaco-metabolizzanti (CYP1A2, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 e CYP3A4) a concentrazioni superiori rispettivamente 160 volte lo steady state totale e 268 volte la Cmax libera di un dosaggio di 5 mg due volte al giorno in pazienti con AR. Questi risultati in vitro sono stati confermati da uno studio sull'interazione farmacologica nell'uomo che non ha mostrato alcuna variazione nella PK di midazolam, un substrato di CYP3A4 altamente sensibile, quando co-somministrato con XELJANZ.

Studiin vitro indicano che tofacitinib non inibisce in modo significativo l'attività delle principali uridina difosfoglucuronosiltransferasi (UGT) umane farmaco-metabolizzanti (UGT1A1, UGT1A4, UGT1A6, UGT1A9 e UGT2B7) a concentrazioni superiori rispettivamente 535 e 893 volte lo steady state totale e la Cmax libera di un dosaggio di 5 mg due volte al giorno in pazienti con AR.

Dati in vitro indicano che la possibilità che XELJANZ a concentrazioni terapeutiche inibisca trasportatori come la glicoproteina-P, il polipeptide trasportatore di anioni organici, i trasportatori di anioni o cationi organici, è anch'essa bassa.

La co-somministrazione di XELJANZ in volontarie sane non ha avuto effetti sulla PK di contraccettivi orali, levonorgestrel ed etinilestradiolo.

In pazienti con AR, la co-somministrazione di XELJANZ con MTX 15-25 mg una volta alla settimana ha diminuito l'AUC e la Cmax di MTX del 10% e 13%, rispettivamente. L'entità della riduzione dell'esposizione a MTX non giustifica modifiche al dosaggio personalizzato di MTX.

La co-somministrazione di XELJANZ non ha avuto effetto sulla PK della metformina, indicando che XELJANZ non interferisce con il trasportatore dei cationi organici (OCT2 - organic cationic transporter) in volontari sani.



SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Xeljanz 5 mg 56 compresse rivestite con film

In caso di sovradosaggio, si raccomanda di monitorare il paziente per segni e sintomi di reazioni avverse. Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio con XELJANZ. Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto.

I dati farmacocinetici, fino ad una singola dose di 100 mg, in volontari sani indicano che oltre il 95% della dose somministrata dovrebbe essere eliminata entro 24 ore.


CONSERVAZIONE



Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.

Conservare nel flacone e/o blister originali per proteggere il medicinale dall'umidità.


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