Xtandi 40 mg 112 capsule

Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2016
Farmaci - Xtandi

Xtandi 40 mg 112 capsule




INDICE SCHEDA




INFORMAZIONI GENERALI



AZIENDA

Astellas Pharma S.p.A.

MARCHIO

Xtandi

CONFEZIONE

40 mg 112 capsule

PRINCIPIO ATTIVO

enzalutamide

FORMA FARMACEUTICA

capsula molle

GRUPPO TERAPEUTICO

Antineoplastici

CLASSE

H

RICETTA

medicinale soggetto a prescrizione medica limitativa, da rinnovare volta per volta, vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti - oncologo, radioterapista, urologo

SCADENZA

24 mesi

PREZZO

5619,83 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE




A cosa serve Xtandi 40 mg 112 capsule

Xtandi è indicato per il trattamento di soggetti adulti maschi con cancro della prostata metastatico resistente alla castrazione nei quali la patologia è progredita durante o al termine della terapia con docetaxel.


CONTROINDICAZIONI




Quando non dev'essere usato Xtandi 40 mg 112 capsule

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.

Donne che sono o potrebbero essere in stato di gravidanza .


AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO




Cosa serve sapere prima di prendere Xtandi 40 mg 112 capsule

Rischio di convulsioni

Deve essere usata cautela nella somministrazione di Xtandi in pazienti con pregressi episodi convulsivi o altri fattori predisponenti, compresi, ma non limitati a, danni cerebrali sottostanti, ictus, tumori cerebrali primari o metastasi cerebrali, o alcolismo. Il rischio di convulsioni può essere inoltre incrementato in pazienti che assumono contemporaneamente medicinali che abbassano la soglia convulsiva.

Uso concomitante con altri medicinali

Enzalutamide è un potente induttore degli enzimi e può portare alla perdita di efficacia di molti medicinali usati comunemente (verdere esempi nel paragrafo (qui non riportato) 4.5). All'inizio del trattamento con enzalutamide deve quindi essere fatta una valutazione dei medicinali somministrati contemporaneamente. L'uso concomitante di enzalutamide con medicinali che sono substrati sensibili di molti enzimi metabolizzatori o trasportatori deve generalmente essere evitato se il loro effetto terapeutico è di grande importanza per il paziente, e se l'aggiustamento della dose non può essere effettuato con facilità, sulla base del monitoraggio dell'efficacia o delle concentrazioni plasmatiche.

Deve essere evitata la co-somministrazione con warfarin e anticoagulanti cumarinici. Se Xtandi è somministrato contemporaneamente ad un anticoagulante metabolizzato dal CYP2C9 (come warfarin o acenocumarolo), deve essere eseguito un monitoraggio dell'INR (International Normalised Ratio) addizionale .

Compromissione renale

Deve essere usata cautela in pazienti con grave compromissione renale poichè enzalutamide non è stata studiata in questa popolazione di pazienti.

Compromissione epatica

Deve essere usata cautela in pazienti con moderata compromissione epatica (Classe Child-Pugh B) poichè i dati nella compromissione epatica moderata non sono pienamente conclusivi . Poiché non vi sono dati in pazienti con grave compromissione epatica ed enzalutamide è prevalentemente eliminata per via epatica, Xtandi non è raccomandato in pazienti con grave compromissione epatica (Classe Child-Pugh C).

Recenti malattie cardiovascolari

Dallo studio AFFIRM sono stati esclusi i pazienti con recente infarto miocadico (negli ultimi 6 mesi) o con angina instabile (negli ultimi 3 mesi), con scompenso cardiaco di classe III o IVdella New York Heart Association (NYHA) ad eccezione dei casi in cui la Frazione di Eiezione Ventricolare Sinistra (Left Ventricular Ejection Fraction, LVEF) era ≥ 45%, QT lungo, QTcF > 470 ms, bradicardia o ipertensione incontrollata. Se Xtandi viene prescritto in questi pazienti queste informazioni devono essere tenute in considerazione.

Uso durante chemioterapia

Non sono state stabilite la sicurezza e l'efficacia di un uso concomitante di Xtandi con chemioterapici citotossici.

Eccipienti

Xtandi contiene sorbitolo (E420). I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale.


INTERAZIONI




Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Xtandi 40 mg 112 capsule

Potenziale interferenza di altri medicinali sull'esposizione a enzalutamide

Inibitori e induttori del CYP2C8

Il CYP2C8 svolge un ruolo importante nell'eliminazione di enzalutamide e nella formazione del suo metabolita attivo. In seguito a somministrazione orale del potente inibitore del CYP2C8 gemfibrozil (600 mg due volte al giorno) in soggetti maschi sani, l'AUC di enzalutamide è aumentata del 326%, mentre la Cmax di enzalutamide è diminuita del 18%. Sommando enzalutamide non legata con il metabolita attivo non legato, l'AUC risulta aumentata del 77% mentre la Cmax è diminuita del 19%. I potenti inibitori (p. es. gemfibrozil) o induttori (p. es. rifampicina) del CYP2C8 devono essere evitati o usati con cautela durante il trattamento con enzalutamide. Se il paziente deve essere trattato contemporaneamente con un potente inibitore del CYP2C8, la dose di enzalutamide deve essere ridotta a 80 mg una volta al giorno .

Inibitori e induttori del CYP3A4

Il CYP3A4 ha un ruolo minore nel metabolismo di enzalutamide. In seguito a somministrazione orale del potente inibitore del CYP3A4 itraconazolo (200 mg una volta al giorno) in soggetti maschi sani, l'AUC di enzalutamide è aumentata del 41% mentre la Cmax è rimasta invariata. Sommando enzalutamide non legata con il metabolita attivo non legato, l'AUC risulta aumentata del 27% mentre la Cmax rimane invariata. Non è necessario alcun aggiustamento della dose quando Xtandi è somministrato insieme ad inibitori o induttori del CYP3A4.

Potenziale interferenza di enzalutamide sull'esposizione ad altri medicinali

Induzione enzimatica

Enzalutamide è un potente induttore degli enzimi e aumenta la sintesi di molti enzimi e trasportatori, pertanto è prevedibile l'interazione con medicinali molto comuni che sono substrati di questi enzimi o trasportatori. La riduzione delle concentrazioni plasmatiche può essere sostanziale, e portare a perdita o a riduzione dell'effetto clinico. Vi è anche un aumentato rischio di formazione di metaboliti attivi. Gli enzimi che possono essere indotti includono il CYP3A nel fegato e nell'intestino, il CYP2C9, il CYP2C19, il CYP1A2 e l'uridina 5'-difosfoglucuronosiltransferasi (UGTs – glucuronide legata ad enzimi). Anche la proteina di trasporto P-gp può essere indotta e probabilmente possono esserlo anche altri trasportatori, ad esempio la proteina 2 associata alla multi resistenza ai farmaci (multidrug resistance-associated protein 2 MRP2), la proteina resistente del tumore mammario (breast cancer resistant protein BCRP) e il polipeptide di trasporto di anioni organici 1B1 (organic anion transporting polypeptide 1B1 OATP1B1).

Studi in vivo hanno mostrato che enzalutamide è un potente induttore del CYP3A4 e un moderato induttore del CYP2C9 e del CYP2C19. La cosomministrazione di enzalutamide (160 mg una volta al giorno) con dosi orali singole di substrati del CYP sensibili in pazienti con cancro alla prostata ha determinato una riduzione dell'86% dell'AUC di midazolam (substrato del CYP3A4), una riduzione del 56% dell'AUC di S-warfarin (substrato del CYP2C9) e una riduzione del 70% dell'AUC di omeprazolo (substrato del CYP2C19). Anche l'UGT1A1 potrebbe essere stata indotta.

Sono attese interazioni con alcuni medicinali che sono eliminati attraverso metabolizzazione o con trasporto attivo. Se il loro effetto terapeutico è di grande importanza per il paziente, e non sono facili da eseguire aggiustamenti della dose sulla base del monitoraggio dell'efficacia o delle concentrazioni plasmatiche, questi farmaci devono essere evitati o utilizzati con cautela. Il rischio di danno epatico dopo somministrazione di paracetamolo si sospetta essere più elevato in pazienti che assumono induttori enzimatici.

I gruppi di medicinali che possono essere coinvolti includono, ma non sono limitati a:

  • Analgesici (p. es. fentanyl, tramadolo)
  • Antibiotici (p. es. claritromicina, doxiciclina)
  • Farmaci antineoplastici (p. es. cabazitaxel)
  • Anticoagulanti (p. es. acenocumarolo, warfarin)
  • Antiepilettici (p. es. carbamazepina, clonazepam, fenitoina, primidone, valproato)
  • Antipsicotici (p. es. aloperidolo)
  • Betabloccanti (p. es. bisoprololo, propranololo)
  • Calcioantagonisti (p. es. diltiazem, felodipina, nicardipina, nifedipina, verapamil)
  • Glicosidi cardiaci (p. es. digossina)
  • Corticosteroidi (p. es. desametasone, prednisolone)
  • Antivirali HIV (p. es. indinavir, ritonavir)
  • Ipnotici (p. es. diazepam, midazolam, zolpidem)
  • Statine metabolizzate dal CYP3A4 (p. es. atorvastatina, simvastatina)
  • Farmaci tiroidei (p. es. levotiroxina).
Il potenziale di induzione completo di enzalutamide potrebbe non evidenziarsi fino a circa un mese dall'inizio del trattamento, quando le concentrazioni plasmatiche di enzalutamide hanno raggiunto lo steady-state, anche se alcuni effetti di induzione possono manifestarsi prima. I pazienti che assumono medicinali che sono substrati di CYP3A4, CYP2C9, CYP2C19, CYP1A2 o UGT1A1 devono essere valutati per un'eventuale perdita di effetti farmacologici (o aumento degli effetti nei casi in cui si formino metaboliti attivi) nel primo mese di trattamento con enzalutamide, e deve essere considerato un appropriato aggiustamento della dose. In considerazione della lunga emivita di enzalutamide , gli effetti sugli enzimi possono protrarsi per un mese o più dopo il termine del trattamento con enzalutamide. Quando il trattamento con enzalutamide viene interrotto, potrebbe essere necessaria una graduale riduzione della dose dei medicinali somministrati contemporaneamente.

Substrati del CYP2C8

Enzalutamide (160 mg una volta al giorno) non ha causato un cambiamento clinicamente significativo dell'AUC o della Cmax del pioglitazone (substrato del CYP2C8). L'AUC del pioglitazone è aumentata del 20% mentre la Cmax è diminuita del 18%. Quando un substrato del CYP2C8 è co-somministrato con Xtandi, non sono indicati aggiustamenti della dose.

Substrati del P-gp

Dati in vitro indicano che enzalutamide può essere un inibitore del trasportatore di efflusso P-gp. L'effetto di enzalutamide sui substrati del P-gp non è stato valutato in vivo; tuttavia, nelle condizioni di uso clinico, enzalutamide può essere un induttore del P-gp attraverso l'attivazione del recettore nucleare pregnano (nuclear pregnane receptor) PXR. I medicinali con un intervallo terapeutico ristretto che sono substrati della P-gp (p. es. colchicina, dabigatran etexilato, digossina) devono essere utilizzati con cautela quando vengono somministrati contemporaneamente a Xtandi e possono richiedere un aggiustamento della dose per mantenere concentrazioni plasmatiche ottimali.

Substrati di BCRP, MRP2 e OAT3 e OCT1

Sulla base dei dati in vitro, l'inibizione di BCRP, di MRP2 (nell'intestino) e del trasportatore di anioni organici 3 (OAT3) e del trasportatore di cationi organici 1 (OCT1) (a livello sistemico) non può essere esclusa. Teoricamente, quindi, l'induzione di questi trasportatori è possibile e al momento l'effetto non è noto.

Effetto del cibo sull'esposizione a enzalutamide

Il cibo non ha effetti clinicamente significativi sulla portata dell'esposizione a enzalutamide. Negli studi clinici Xtandi è stato somministrato senza alcun accorgimento rispetto all'assunzione di cibo.


POSOLOGIA E MODO DI SOMMINISTRAZIONE




Come si usa Xtandi 40 mg 112 capsule

Posologia

La dose raccomandata è 160 mg di enzalutamide (4 capsule da 40 mg) in singola dose orale giornaliera.

Se il paziente dimentica di assumere Xtandi all'ora consueta, la dose prescritta deve essere assunta il più vicino possibile all'orario previsto. Se il paziente ha dimenticato la dose per un'intera giornata, il trattamento deve essere ripreso il giorno successivo con la dose giornaliera abituale.

Se il paziente manifesta tossicità di grado ≥3 o una reazione avversa intollerabile, la dose deve essere sospesa per una settimana o fino a quando i sintomi non migliorano fino a un grado ≤2, quindi riprendere con la dose abituale o ridotta (120 mg o 80 mg) se giustificato.

Uso concomitante con potenti inibitori del CYP2C8

Se possibile, l'uso concomitante di potenti inibitori del CYP2C8 deve essere evitato. Se i pazienti devono essere trattati contemporaneamente con un potente inibitore del CYP2C8, la dose di enzalutamide deve essere ridotta a 80 mg una volta al giorno. Se la cosomministrazione di un potente inibitore del CYP2C8 viene interrotta, la dose di enzalutamide deve essere riportata a quella precedente l'inizio del trattamento con il potente inibitore del CYP2C8 .

Pazienti anziani

In pazienti anziani non è necessario un aggiustamento della dose .

Compromissione epatica

In pazienti con compromissione epatica lieve (Classe Child-Pugh A) non è necessario l'aggiustamento della dose. Deve essere usata cautela nei pazienti con moderata compromissione epatica (Classe Child-Pugh B). Xtandi non è raccomandato nei pazienti con grave compromissione epatica (Classe Child-Pugh C) .

Compromissione renale

In pazienti con compromissione renale lieve o moderata non è necessario l'aggiustamento della dose . Deve essere usata cautela in pazienti con grave compromissione renale o con malattia renale allo stadio finale .

Popolazione pediatrica

Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di enzalutamide nella popolazione pediatrica per l'indicazione del trattamento di soggetti adulti maschi con cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione nei quali la patologia è progredita durante o al termine della terapia con docetaxel.

Modo di somministrazione

Xtandi è per uso orale. Le capsule devono essere deglutite intere con acqua e possono essere assunte con o senza cibo.


SOVRADOSAGGIO




Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Xtandi 40 mg 112 capsule

Non vi sono antidoti per enzalutamide. In caso di sovradosaggio, il trattamento con enzalutamide deve essere interrotto e devono essere iniziate misure generali di supporto tenendo conto dell'emivita di 5,8 giorni. I pazienti possono trovarsi in una situazione di aumentato rischio di convulsioni in seguito a sovradosaggio.


CONSERVAZIONE




Non sono richieste particolari condizioni di conservazione.


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