Malattia da reflusso gastroesofageo

29 agosto 2017

Malattia da reflusso gastroesofageo



Indice scheda

  • Definizione
  • Cause
  • Sintomi
  • Diagnosi
  • Cure
  • Alimentazione

Definizione




La malattia da reflusso gastroesofageo è una condizione causata dall'eccessiva risalita spontanea del contenuto gastrico nell'esofago. Episodi sporadici di reflusso sono un fenomeno fisiologico, che avviene in particolare dopo i pasti, con sintomi occasionali che non rappresentano una condizione patologica, poiché esistono diversi sistemi di controllo che garantiscono la difesa dell'esofago. Se, invece, si presentano con una certa frequenza e con sintomi rilevanti e complicanze allora si è in presenza di malattia.

Cause


La causa più frequente è un funzionamento alterato dello sfintere esofageo inferiore, che rappresenta una barriera protettiva, anatomica e funzionale, tra stomaco ed esofago. Se questa sorta di valvola non funziona in modo corretto il contenuto gastrico, che è acido, risale verso l'alto e danneggia l'esofago. Anche il ritardo dello svuotamento gastrico favorisce l'insorgenza di reflusso, sia per la prolungata stimolazione alla secrezione acida a opera del contenuto dello stomaco che ristagna, sia per la prolungata distensione dello stomaco, che a sua volta induce il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore. Inoltre, anche lo stesso esofago può presentare problemi di motilità che alterano la sua capacità di far arrivare il cibo allo stomaco. Può contribuire allo sviluppo del disturbo il sovrappeso e l'obesità, il fumo di sigaretta, le bevande alcoliche e il consumo di pasti abbondanti e ricchi di grassi. È nota una maggiore incidenza tra le donne in gravidanza sia per motivi meccanici legati alla compressione da parte del pancione, sia per alterazioni della motilità dello sfintere esofageo inferiore dovuto a fattori ormonali.

Sintomi


La sintomatologia varia in modo considerevole e può essere caratterizzata da sintomi gastroenterici ma anche a carico di altri organi e apparati. I sintomi tipici sono la pirosi e il rigurgito. La pirosi è il senso di bruciore o calore a livello dell'esofago e può essere irradiato verso l'alto o lungo l'esofago o posteriormente, a livello dorsale e interscapolare. Il rigurgito è la risalita spontanea di contenuto orale verso l'alto. Ambedue i sintomi peggiorano dopo i pasti, in particolare inchinandosi in avanti o mettendosi distesi. I sintomi atipici sono molto numerosi, e sono rappresentati da dolore toracico non cardiaco, necessità di schiare la voce, raucedine, laringiti, otiti, tosse stizzosa.

Diagnosi


La diagnostica della malattia da reflusso gastroesofageo si fonda sulla valutazione dei sintomi. Può essere sufficiente un'anamnesi, in particolare se sono presenti sintomi tipici. In presenza di sintomi atipici può rendersi necessario ricorrere a esami strumentali. Il più mirato è la misurazione del pH a vari livelli nell'esofago nelle 24 ore. L'endoscopia, dal canto suo, è utile per evidenziare eventuali danni all'esofago o complicazioni.

Cure


La terapia si basa prevalentemente su farmaci inibitori della secrezione acida gastrica da assumere secondo schemi di 4-8 settimane o più prolungati. Oltre ai farmaci va modificata l'alimentazione, abolito il fumo e ridotto il peso corporeo. Va, inoltre, evitato di indossare abiti e cinture stretti in vita e di eseguire movimento che richiedono un piegamenti in avanti. Infine è bene non sdraiarsi subito dopo i pasti. Si ricorre alla chirurgia solo nei pazienti che non rispondono alle terapie.

Alimentazione


Nella dieta vanno inclusi alimenti integrali, frutta e verdura e non meno di 1 litro e mezzo di liquidi, per favorire la motilità complessiva del tratto gastroenterico. I liquidi per dissetarsi vanno sorseggiati nel corso della giornata, evitando l'assunzione di abbondanti quantità degli stessi durante i pasti. È meglio mangiare poco e spesso, privilegiando cibi poveri di grassi ed evitando cibi troppo freddi o troppo caldi. Va inoltre moderato il consumo di alimenti e bevande dolci. In particolare, gli alimenti che possono aumentare l'acidità gastrica: caffè, tè, cioccolato, agrumi, pomodoro e latte. E quelli che possono contribuire al rilascio dello sfintere esofageo inferiore: alcolici, bibite addizionate con anidride carbonica, cibi molto grassi, menta, pepe prezzemolo, basilico, origano, aglio, cipolla.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier


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