Shock anafilattico

29 agosto 2017

Shock anafilattico



Definizione


Lo shock anafilattico o anafilassi è una reazione allergica acuta, mediata dalle immunoglobuline E (IgE), molto grave. Insorge rapidamente dopo contatto con dosi anche minime di un antigene verso il quale il soggetto si era in precedenza sensibilizzato. I sintomi sono sia locali che sistemici e possono progredire fino a condurre alla morte del paziente per blocco respiratorio o collasso cardiocircolatorio.

Cause


Nel corso della vita, in occasione del primo incontro con una specifica sostanza che funge da allergene si creano le basi per la successiva risposta di tipo I, o reazione immediata. Accade che le citochine prodotte dai linfociti T helper2 stimolano i linfociti B a produrre IgE specifiche per quell'allergene: in questo modo a un futuro contatto con l'antigene le IgE innescano immediatamente la cascata di reazioni che libera i mediatori dell'anafilassi (istamina, eparina, leucotrieni, citochine, prostaglandine.
Le sostanze che possono causare una reazione anafilattica sono moltissime, per esempio ormoni ricombinanti, enzimi, estratti di pollini, alimenti, anticorpi monoclonali, veleni d'insetti, lattice, antibiotici, conservanti, farmaci. Spesso poi a provocare lo shock anafilattico non è nemmeno la sostanza originaria ma un suo metabolita.
La gravità della reazione dipende da una predisposizione soggettiva.

Sintomi


Compaiono entro pochi secondi o minuti, iniziando con manifestazioni cutanee come prurito diffuso, ed eritema generalizzato. Seguono poi i sintomi a carico delle vie aeree: dispnea, senso di soffocamento, raucedine, costrizione toracica, broncospasmo, edema della glottide. Possono presentarsi anche crampi addominali, vomito e diarrea.
I casi potenzialmente fatali sono quelli in cui l'edema della glottide o l'ostruzione bronchiale sono talmente seri da indurre insufficienza respiratoria acuta, oppure la reazione anafilattica procede fino a provocare collasso cardiovascolare.

Diagnosi


La diagnosi è fondamentalmente clinica, dipende cioè dall'analisi che il medico fa dei sintomi e della storia del paziente. Non ci sono esami di laboratorio che siano sufficientemente affidabili ed è sconsigliata l'esecuzione di test cutanei che, in corso di anafilassi, potrebbero peggiorare il quadro clinico.

Cure


Il trattamento farmacologico della reazione anafilattica prevede la somministrazione, il più possibile tempestiva, di farmaci capaci di antagonizzare le manifestazioni sintomatiche dell'anafilassi. Il medicinale più importante, specie nei casi gravi, è l'adrenalina, mentre per dare sollievo ai disturbi cutanei si possono impiegare anche antistaminici, e aminofillina e steroidi per contrastare il broncospasmo.

Alimentazione


Una reazione anafilattica grave può comparire anche a distanza di molti anni da quello che era stato il primo contatto con l'allergene. Quindi sarebbe buona norma evitare per tutta la vita la sostanza, chimica o alimentare, che ha già dato origine a una reazione anafilattica.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier


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