Ipotensione arteriosa

29 agosto 2017

Ipotensione arteriosa



Indice scheda

  • Definizione
  • Cause
  • Sintomi
  • Diagnosi
  • Cure
  • Alimentazione

Definizione


Si definisce ipotensione arteriosa una situazione nella quale i valori pressori risultano inferiori a quelli medi di riscontro comune nella popolazione sana (140/90 mmHg). L'ipotensione è così classificata:
- acuta o parossistica
- cronica o permanente.
Le ipotensioni acute della pressione arteriosa possono originare quadri clinici severi come la sincope e lo shock. Le ipotensioni croniche invece assumono particolare rilevanza quando sono secondarie a patologie cardiache o infettive.

Cause


Tra i molti fattori che possono indurre ipotensione, i tre più importanti sono: la riduzione della gittata cardiaca; la riduzione della massa circolante, per esempio in caso di emorragie o di eccessiva perdita di liquidi (vomito, diarrea); la riduzione delle resistenze periferiche, causa frequente di ipotensione ortostatica, calo pressorio repentino che si verifica nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta.

Sintomi


L'ipotensione arteriosa decorre in genere asintomatica, cioè in assenza di sintomi specifici che ne segnalino la presenza, oppure il paziente può avvertire disturbi poco specifici come stanchezza, nausea, debolezza muscolare, cefalea. Quando però la riduzione pressoria avviene rapidamente, facilmente compaiono anche cute fredda, pallida, sudaticcia, oliguria e alterazioni dell'equilibrio metabolico (segni clinici da diminuita perfusione tissutale), o vertigini.

Diagnosi


Per la diagnosi è sufficiente ricorrere alla misurazione della pressione arteriosa: i valori capaci di indurre sintomi possono variare da individuo a individuo, ma a livello internazionale si considera ipoteso un soggetto la cui pressione sistolica non raggiunge il valore di 100 mmHg.


Cure


L'ipotensione di per sé non necessita di cure farmacologiche, mentre è importante individuare, quando esistono, e poi trattare le eventuali cause cardiache, infettive o nervose.
Intervenire stimolando il tono nervoso adrenergico (o vasomotore simpatico) in assenza di una precisa diagnosi non è consigliabile né risolutivo.

Alimentazione


Nella forme croniche ma lievi, in genere poco sintomatiche, l'alimentazione a alcuni accorgimenti comportamentali possono essere d'aiuto. Importantissimo per esempio un corretto apporto di liquidi e sali minerali, che contribuisce a mantenere adeguato il volume sanguigno circolante. Mentre sarebbe meglio evitare pasti eccessivi, sia per quantità che per qualità (grassi, cotture elaborate) dei cibi, perché una digestione troppo impegnativa riduce i livelli pressori.


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