Tumore dell'esofago

29 agosto 2017

Tumore dell'esofago



Definizione


Il tumore dell'esofago è una neoplasia localizzata nel tubo digerente, nel tratto tra la cartilagine cricoide e la giunzione gastroesofagea. Due le forme prevalenti: il carcinoma squamocellulare, che si presenta in genere nel tratto toraco-addominale, nello specifico nel terzo prossimale e nel terzo medio, e l'adenocarcinoma che insorge generalmente nel tratto distale e a livello della giunzione gastroesofagea.

Cause


Sono stati riconosciuti diversi fattori predisponenti l'insorgenza di un tumore all'esofago. In particolare le forme squamocellulari risentono del fumo e del consumo di alcoolici con modalità dose-dipendente, e anche di fattori alimentari quali: ridotto consumo di frutta e verdura, scarso introito di beta-carotene, vitamina E, selenio. Gli adenocarcinomi invece sarebbero collegati a fenomeni d'irritazione cronica della mucosa esofagea, come l'ingestione di sostanze caustiche o il reflusso gastro-esofageo, alla presenza di ernia iatale ed esofago di Barrett. Altri fattori di rischio correlati alle neoplasie esofagee maligne sono obesità, acalasia, tilosi, radioterapia mediastinica o mammaria, presenza di papillomi (lesioni precancerose).

Sintomi


All'inizio i disturbi sono lievi, compaiono disfagia intermittente, con cibi solidi o voluminosi, pirosi dopo deglutizione, bruciore retrosternale dopo ingestione di liquidi caldi. Poi il quadro peggiora e si arriva anche a un calo ponderale significativo e a un corredo di sintomi più ampio e grave. Quando il tumore colpisce il tratto esofageo prossimale prevalgono sintomi come scialorrea, tosse stizzosa, disfonia e disfagia. Quando a essere interessato dalla neoplasia è il tratto distale, predominano invece i disturbi dispeptici, il singhiozzo, la disfagia.

Diagnosi


L'esofago-gastroduodenoscopia è l'esame dirimente che consente di localizzare con precisione la neoplasia, di visualizzarne il grado di ostruzione, la profondità dell'infiltrazione, il coinvolgimento dei linfonodi regionali, e permette di eseguire l'esame citologico. In seguito Tc e Pet con mezzo di contrasto aggiungono dettagli importanti per pianificare gli interventi terapeutici. Non ci sono marcatori tumorali specifici ricercabili nel sangue; è frequente la presenza di anemia sideropenica, e quasi sempre è positiva la ricerca di sangue occulto nelle feci. L'esame radiologico dell'esofago con solfato di bario evidenzia alcune alterazioni anatomiche associabili al tumore, ma si usa sempre meno.

Cure


La chirurgia radicale è il trattamento standard per i primi tre stadi della malattia, mentre quando il cancro è in fase avanzata metastatica si procede in genere con la chemioterapia sistemica. Purtroppo anche quando l'intervento chirurgico è tempestivo e sufficientemente radicale, la sopravvivenza è comunque limitata, anche a causa della complessità e possibili complicanze dell'intervento stesso. Anche il ruolo dei regimi chemio e radioterapici è controverso e oltretutto sono terapie di difficile attuazione in questi pazienti.

Alimentazione


Vista la localizzazione del tumore a livello del tubo digerente, l'alimentazione ha sicuramente un ruolo importante, sia prima che durante. Come prevenzione sono molto importanti le misure dietetiche volte a non eccedere con gli alcoolici, favorire il consumo di frutta e verdura, evitare l'ingestione abituale di cibi o bevande molto caldi. A neoplasia diagnosticata è invece possibile intervenire, già durante l'esofago-gastroduodenoscopia, posizionando un'endoprotesi per palliare la disfagia, e consentire al paziente di continuare a nutrirsi autonomamente.


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