Insufficienza renale cronica

29 agosto 2017

Insufficienza renale cronica



Definizione


L'insufficienza renale cronica è sinonimo di incapacità progressiva del rene a svolgere le sue funzioni depurative, da non confondere con la fisiologica riduzione del volume di filtrazione glomerulare che accompagna l'invecchiamento.

Cause


Molte malattie renali, genetiche o acquisite, provocano, nel tempo, la distruzione di una porzione di parenchima renale tale da compromettere la funzione dell'organo; la più importante epidemiologicamente sembra essere la nefropatia ischemica, tuttavia una nefropatia non si accompagna obbligatoriamente a insufficienza renale. Ci sono, infatti, cause extrarenali come il diabete e altre malattie croniche, come insufficienza cardiaca, aritmie, ma anche l'uso di certi farmaci, come gli antipertensivi, che possono portare all'insufficienza renale.

Sintomi


I nefroni rimanenti tendono a compensare il lavoro di quelli persi, quindi l'insufficienza renale cronica decorre silente per molti anni, anche se procede verso il peggioramento.
I sintomi compaiono invece prima nei casi di comorbilità con scompenso cardiaco o insufficienza ventricolare sinistra, perché si manifestano in anticipo la ritenzione di liquidi o l'anemia.

Diagnosi


Spesso l'insufficienza renale cronica viene scoperta nel corso di analisi di laboratorio di routine o di altre indagini dalle quali emergono accumulo di metaboliti azotati, ritenzione idrica, alterazioni elettrolitiche, acidosi metabolica, anemia e/o malattia ossea dovute a un difetto funzionale del rene. I diversi stadi della malattia sono classificati con la scala K/DOQI sulla base del volume di filtrazione glomerulare, lo stadio finale è caratterizzato dalla comparsa di uremia. L'individuazione della malattia di base che, a monte, ha causato l'insufficienza renale è però un fattore critico perché permette di conoscere meglio la prognosi, cioè quanto rapida sarà l'evoluzione verso lo stadio finale.

Cure


Nelle prime fasi della malattia si attua una terapia conservativa, basata su dieta, modificazioni dello stile di vita e farmaci, diuretici e antipertensivi, impiegati per mantenere sotto controllo l'evoluzione dell'insufficienza renale cronica. Quando la funzione renale residua non è più sufficiente a coprire le necessità dell'organismo si ricorre alla terapia sostitutiva: emodialisi, in ospedale 3 volte la settimana per circa 4 ore per depurare il sangue, oppure dialisi peritoneale, variante più fisiologica della precedente, che si può effettuare durante il riposo notturno, necessita però di una certa collaborazione del paziente, difficile nei soggetti anziani o defedati.
Infine l'ultimo rimedio è il trapianto di rene.

Alimentazione


Una dieta particolare è uno dei punti cardine della terapia conservativa, quella che si effettua quando è ancora possibile conservare, appunto, il più a lungo possibile la funzione renale. Ai malati si consiglia una dieta ipoproteica-ipofosforica, con 0,6-0,8 mg/kg di proteine nobili, soprattutto di origine animale, anche leggermente iposodica e ipercalorica.

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier



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