Mieloma multiplo

29 agosto 2017

Mieloma multiplo



Definizione


Il mieloma multiplo, o mieloma plasmacellulare, è una neoplasia maligna caratterizzata da accumulo di plasmacellule a livello del midollo osseo, che proliferano fino ad invadere l'osso adiacente. Colpisce tipicamente i soggetti anziani e, generalmente, ha un decorso infausto.


Cause


Le cause sono tuttora sconosciute.


Sintomi


Ipercalcemia, insufficienza renale, anemia, dolori alle ossa da lesioni osteolitiche, deficit immunitario e conseguente maggior suscettibilità alle infezioni. Nelle fasi precoci della malattia prevalgono le infezioni respiratorie, nelle fasi avanzate quelle del tratto urinario e le setticemie.


Diagnosi


Le plasmacellule, spesso differenziate, producono una immunoglobulina monoclonale, o parti di essa, che possono essere identificate nel siero o nelle urine del paziente. Questo riscontro avviene già in pazienti asintomatici e, per conferma, si esegue l'elettroforesi delle proteine che evidenzia un picco monoclonale, quasi sempre in regione gamma.
Il percorso diagnostico prevede poi valutazioni citologiche ed istologiche del midollo, per inquadrare stadio e tipologia della neoplasia.
Lo studio radiografico dello scheletro evidenzia, quando la perdita di osso trabecolare supera il 50%, lesioni osteoporotiche, crolli vertebrali, più tipica una lesione osteolitica priva di orletto osteoaddensante radiopaco.


Cure


L'approccio terapeutico dipende dallo stadio della malattia e dall'età del paziente: in stadio avanzato e con sintomi clinici è necessario iniziare una terapia, mentre nei soggetti asintomatici in fase iniziale questa non darebbe alcun beneficio. Anche quando la malattia risponde bene alle terapie, va però tenuto conto che sono frequenti le ricadute.
Nei giovani la strategia sarà più aggressiva per ottenere una remissione prolungata, chemioterapia tradizionale ad alte dosi più nuove molecole come bortezomib, talidomide, lenalidomide seguita da trapianto autologo di cellule staminali.
Negli anziani con comorbilità il trattamento è volto a stabilizzare la malattia, contenendo gli effetti collaterali delle cure, con melphalan associato a prednisone e ad una delle nuove molecole (bortezomib, talidomide, lenalidomide).

Fonte: Rugarli. Medicina Interna sistematica. Sesta edizione - 2010 Elsevier



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