Gastroenteriti

29 agosto 2017

Gastroenteriti



Indice scheda

  • Definizione
  • Cause
  • Sintomi
  • Diagnosi
  • Cure
  • Alimentazione

Definizione


Le gastroenteriti sono infezioni molto comuni che riguardano lo stomaco e l'intestino. Possono essere causate da numerosi agenti patogeni e sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito e diarrea che nelle forme più gravi e, soprattutto nel bambino, portano ad una delle conseguenze più temute della malattia: la disidratazione. Nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni a risoluzione spontanea, ma in caso di persistenza dei sintomi per diversi giorni, il medico prescriverà esami specifici ed eventualmente terapie antibiotiche, accanto a quella reidratante.


Cause


La trasmissione dell'infezione può avvenire per contatto diretto via mani-bocca con soggetti malati o portatori, anche animali domestici malati o portatori o, indirettamente, a seguito dell'ingestione di alimenti e/o acqua contaminati. Oppure il contatto può avvenire portando alla bocca cibo contaminato, bicchiere, una stoviglia o una posata.
Le gastroenteriti possono essere causate da: batteri, protozoi, virus. Le forme di gastroenterite virale sono spesso chiamate "influenza intestinale", in modo improprio, in quanto non sono causate dal virus influenzale. Tra le infezioni gastroenteriche trasmesse da alimenti sono da segnalare le salmonellosi associate al consumo di uova e prodotti a base di uova crude o carni poco cotte di pollo e maiale, le campilobatteriosi associate al consumo di pollame e latte non pastorizzato, l'escherichia coli enteroemorragico, associato recentemente al consumo di germogli, e il colera, associato al consumo di frutti di mare crudi o poco cotti.


Sintomi


Diarrea acuta, quando una persona presenta 3 o più scariche diarroiche nell'arco di 24 ore, o diarrea persistente quando gli episodi di diarrea durano oltre 14 giorni. La febbre è spesso presente. Il vomito è frequente nelle forme virali o nelle forme causate da ingestione di tossine batteriche (es. da Staphylococcus aureus). Talora possono presentarsi dolori addominali.


Diagnosi


Nella valutazione iniziale del paziente, il medico terrà conto delle caratteristiche delle scariche diarroiche (entità, frequenza, aspetto, consistenza, presenza o meno di sangue e muco) e degli altri sintomi (febbre, vomito ecc). È importante ricostruire gli avvenimenti delle ore/giorni precedenti alla comparsa dei sintomi (es. se il paziente ha mangiato frutti di mare crudi, se è stato a contatto con altre persone portatrici degli stessi sintomi, se ha fatto viaggi recenti in Paesi con scarse condizioni igieniche ecc.). Molto importante è la ricerca dei segni e sintomi di disidratazione: elevata frequenza del battito cardiaco (maggiore di 90/min); pressione arteriosa bassa con ulteriore caduta della pressione quando ci si mette in piedi; aspetto disidratato della cute e delle mucose; occhi infossati; stato soporoso.
Nei neonati e nei bambini molto piccoli, segni di disidratazione sono: l'infossamento della fontanella sulla sommità del capo, il pianto senza lacrime, l'aspetto disidratato di cute e mucose, il pannolino che rimane asciutto per più di tre ore.


Cure


Nelle forme leggere può essere utile assumere: probiotici, ossia microrganismi, quali il Lactobacillus GG, in grado di migliorare l'equilibrio della microflora endogena e aiutare a combattere la diarrea, e farmaci anti-diarroici che vanno invece assolutamente evitati nelle forme con dolori addominali, o se è presente sangue nelle feci. Nelle forme più gravi con presenza di disidratazione, occorre intervenire subito con la somministrazione di soluzioni reidratanti (contenenti elettroliti) e di abbondanti liquidi o, nei casi più gravi, con il ricovero in ospedale e la somministrazione di soluzioni contenenti elettroliti per via endovenosa. Nei casi più gravi, inoltre, possono essere prescritti antibiotici dal medico così come nelle persone più a rischio (bambini molto piccoli, anziani, soggetti immunocompromessi, ecc).


Alimentazione


Dopo aver provveduto ad una adeguata idratazione, si può riprendere a mangiare, meglio se in pasti piccoli e frazionati (es. 6 pasti al giorno), alimenti solidi, astringenti (es. patate lesse, riso bollito, banane, crackers, pollo). Evitare i succhi di frutta confezionati che possono aggravare la diarrea.
A scopo preventivo invece occorre fare la massima attenzione alla conservazione dei cibi: come regola generale è bene non consumare carne, insalate, salse, che siano state tenute a temperatura ambiente per più di 2 ore. Mantenere la temperatura del frigorifero tra 1 e 4°C; se non si è certi della provenienza, consumare la carne ben cotta ed evitare di consumare uova crude o salse fatte con uova crude; non condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie. Quando si viaggia in zone con scarse condizioni igieniche, bere solo acqua in bottiglia, non consumare verdure crude e frutta sbucciata, evitare il ghiaccio. Osservare sempre alcune semplici misure igieniche: lavare sempre bene le mani dopo essere stati alla toilette e prima di mangiare o manipolare del cibo; pulire la toilette e disinfettare il coperchio e la seduta del water dopo aver utilizzato il bagno, dopo un episodio di vomito o una scarica di diarrea.



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