Pediculosi

29 agosto 2017

Pediculosi



Definizione


La pediculosi è l'infestazione del cuoio capelluto da parte di pidocchi: la semplice presenza di uova (lendini) non è necessariamente indice di infestazione in atto. La certezza dell'infestazione si ha solo quando si trova il pidocchio vivo, in quanto la lendine può anche non essere vitale (ossia, contenente il parassita).


Cause


I pidocchi sono parassiti (organismi che vivono "a carico" di altri organismi) e si nutrono pungendo la parte del corpo colpita (cuoio capelluto, corpo o pube), depositando un liquido che causa intenso prurito. Il pidocchio è un ospite specifico, cioè vive quasi esclusivamente sul corpo umano, poiché non può vivere a lungo lontano dall'ospite. Gli animali domestici non rappresentano una fonte di trasmissione per l'uomo, così come i pidocchi umani non vengono trasmessi agli animali.
Contrariamente a quanto si tende a credere, i pidocchi "non saltano" da una testa all'altra. Il contagio avviene fra persona e persona, sia per contatto diretto, che attraverso lo scambio di effetti personali quali: pettini, spazzole, fermagli, sciarpe, cappelli, asciugamani, cuscini, biancheria da letto ecc.
Altro pregiudizio è credere che i pidocchi infestino solo le persone sporche. Qualsiasi individuo può essere infestato, indipendentemente dalla sua igiene. Quando c'è un caso in famiglia tutti si dovrebbero controllare a vicenda.
L'infestazione è più frequente nelle scuole, nelle colonie, negli oratori, nelle palestre, in cui vi sono molte occasioni di contatto.
Il pidocchio del capo (Pediculus humanus capitis) che causa la maggior parte delle infestazioni ha colore grigiastro, spesso si mimetizza con il colore dei capelli dell'ospite, si ritrova sulla testa e in particolare nelle zone della nuca e dietro le orecchie. L'insetto è munito di zampette uncinate, che si ancorano ai capelli; le uova sono attaccate alla radice del capello con una loro colla naturale, difficilissima da sciogliere, sono opalescenti, lunghe circa 1 mm e di forma allungata. Le uova vengono deposte 24 o 48 ore dopo l'accoppiamento, a seconda della temperatura più o meno favorevole. L'insetto adulto femmina è più grande del maschio, depone circa 5 uova al giorno, che maturano e si schiudono in 7 giorni, alla temperatura ottimale di 32°C.


Sintomi


Le prime punture del pidocchio non si sentono perché nella saliva c'è una sostanza che toglie la sensibilità. Dopo qualche settimana, la persona inizia a provare prurito locale, avvertendo così la presenza del parassita. Il prurito è, dapprima, localizzato alle zone di deposizione delle lendini e, in seguito, alla nuca e alla parte alta del tronco. È causato da una reazione allergica alla saliva dell'insetto e, pertanto, tra l'infestazione e la comparsa dei sintomi trascorre un periodo di latenza, durante il quale è facile la trasmissione del parassita. Il grattamento può essere causa di lesioni escoriative, impetiginizzazione e ingrossamento locale dei linfonodi.


Diagnosi


La diagnosi si basa sull'intensa sintomatologia pruriginosa al capo e sul ritrovamento dell'insetto adulto e delle lendini, specialmente all'altezza della nuca o dietro le orecchie, che appaiono come puntini bianchi o marrone chiaro, di forma allungata, traslucidi, poco più piccoli di una capocchia di spillo. Si differenziano dalla forfora in quanto le lendini non si staccano dal capello quando lo si fa scorrere tra le dita, essendo tenacemente attaccate ad esso da una particolare sostanza adesiva. La forfora, al contrario, è facilmente asportabile. Il miglior sistema di diagnosi, il "wet combing" (pettinare con un pettine a denti fitti tutti i capelli, dalla radice alla punta, dopo averli cosparsi con abbondante balsamo, fino a che non si raccolgono più insetti), è anche un'ottima terapia. Tutti i familiari conviventi devono essere sottoposti a un'accurata ispezione del capo, magari con l'aiuto di una lente d'ingrandimento in un ambiente intensamente illuminato, per individuare e rimuovere manualmente pidocchi e uova.


Cure


È importante sottolineare che i prodotti contro la pediculosi vanno utilizzati per il trattamento dell'infestazione da pidocchi e non per prevenirla.
La permetrina risulta il prodotto più efficace contro i pidocchi. Si tratta di un piretroide sintetico che uccide sia i pidocchi che le uova, che si mantiene a lungo dopo l'applicazione e che rende in genere sufficiente un solo trattamento. L'emulsione all'1% si può impiegare in tutti i tipi di pediculosi, applicando sui capelli puliti e sulla pelle un sottile strato di prodotto da lasciare agire per 10 minuti e da rimuovere con abbondante risciacquo. La permetrina è ben tollerata, anche se sono possibili reazioni cutanee locali; è sconsigliato l'uso di questo prodotto sotto i 6 mesi di età.
Un trattamento di seconda scelta, da utilizzare solo nei casi in cui si sospetta una resistenza alla permetrina o alle piretrine, è il malathion, un antiparassitario organofosforico rapidamente attivo contro pidocchi e lendini. Il gel allo 0,5% deve essere spalmato in modo uniforme sui capelli asciutti e sulla pelle sottostante e lasciato in sede per almeno 10 minuti; dopo va asportato con un accurato lavaggio. Nella maggior parte dei casi non è necessario ripetere l'applicazione. In altri casi ripetere il trattamento dopo 8 giorni. Va evitato il contatto con mucose e occhi. Il prodotto non è stato testato in bambini di età inferiore ai 6 anni, per cui si tende a raccomandarne l'uso solo dopo questa età.
Sono disponibili in commercio anche le piretrine naturali, controindicate negli allergici al crisantemo, sebbene le moderne tecniche di estrazione minimizzino questa possibilità. Sono disponibili solo sotto forma di shampoo e di mousse. Non uccidono però tutte le uova e, per tale ragione, dopo 7-10 giorni è consigliabile ripetere l'applicazione. Va evitato il contatto con gli occhi.
Dopo il trattamento i capelli devono essere lavati e pettinati con un pettine a denti fitti, possibilmente in acciaio (i pettini in plastica tendono a deformarsi facilmente) per asportare le uova e i pidocchi morti pettinando accuratamente ciocca per ciocca partendo dalla radice del capello. La rasatura non è in genere necessaria. L'eliminazione delle uova è facilitata se si bagna il pettine o meglio la capigliatura con una soluzione al 50% in acqua di aceto, in grado di diminuire l'adesione delle uova al capello.
Se la localizzazione è tra le ciglia o le sopracciglia, non si possono utilizzare gli shampoo specifici, perché tossici, ma si ricorre ad un unguento all'ossido giallo di mercurio. Ancora più efficace è l'applicazione di vaselina bianca con un bastoncino cotonato, strisciato dalla base verso il bordo del ciglio. Questo trattamento non elimina le uova, che si schiudono dopo 7-8 giorni. Pertanto va ripetuto 3 volte al dì per 10 giorni.
Occorre inoltre disinfettare le lenzuola e gli abiti, che vanno lavati in acqua a 60°C o a secco (in particolare i cappelli), oppure lasciare gli abiti all'aria aperta per 48 ore; lasciare all'aria aperta o conservare in un sacchetto di plastica ben chiuso per 2 settimane gli oggetti o i giocattoli venuti a contatto con la persona infestata.


Cure alternative


Il trattamento dell'infestazione può fallire per diversi motivi: in primo luogo a causa di un uso scorretto del prodotto, ma, più spesso a causa di una reinfestazione, contratta con la vicinanza di persone, che presentano ancora il problema. È quindi necessario osservare alcuni accorgimenti e sfatare alcuni miti:

  • è importante ispezionare giornalmente il cuoio capelluto e rimuovere meccanicamente le uova con un pettinino a denti fitti; un pettine normale non basta, poiché i denti sono troppo distanti per strappare le uova dal capello;
  • applicare il prodotto seguendo rigorosamente le istruzioni scritte nella confezione, quindi fare particolare attenzione al tempo di posa e alle modalità di risciacquo;
  • prodotti naturali come l'aceto, la maionese e altri rimedi popolari non sono efficaci nel debellare la pediculosi; l'aceto può essere utile solo per "scollare" più facilmente le uova.


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