Sindrome dell'intestino irritabile

29 agosto 2017

Sindrome dell'intestino irritabile



Definizione


La sindrome dell'intestino irritabile una volta veniva definita "colite spastica" o "colon irritabile". Le donne ne soffrono il doppio rispetto agli uomini, la qualità di vita dei pazienti è ridotta e spesso accompagnata da debolezza e affaticamento. La malattia è cronica con andamento fluttuante, nel corso degli anni le riacutizzazioni possono essere concomitanti a eventi stressanti, sia di tipo fisico (es. interventi chirurgici, infezioni virali o batteriche), che di tipo psichico (es. stress, separazioni, lutti).

Cause


Le cause sono molteplici e, nello stesso individuo, non è riconoscibile un singolo fattore scatenante. Da un lato vi sono fattori psico-sociali, come il comportamento verso le malattie, aspetti cognitivi ed emotivi; dall'altro fattori biologici, come la predisposizione e la suscettibilità individuale, alterazioni della motilità del tratto digestivo, la sensibilità dei visceri, la percezione soggettiva del dolore, la flora batterica ed infezioni intestinali.
Intolleranze e allergie alimentari, l'utilizzo cronico di farmaci (es anti-infiammatori, antibiotici) e lo stress possono perpetuare la presenza dei sintomi.
La Sindrome dell'intestino irritabile è spesso associata ad altri disturbi gastrointestinali come dispepsia, malattia da reflusso gastroesofageo, celiachia.

Sintomi


Si presenta tipicamente con fastidio o dolore addominale, che migliora dopo l'evacuazione; l'intestino può essere stitico, diarroico oppure di tipo misto, ossia con alternanza fra stipsi e diarrea. I sintomi tipici sono definiti da criteri diagnostici internazionali (criteri di Roma). Il dolore o fastidio addominale (insorto almeno sei mesi prima della diagnosi) deve essere presente per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi, in associazione a 2 o più dei seguenti sintomi:

  1. Migliora dopo l'evacuazione
  2. Inizialmente è associato con modificazioni della frequenza delle evacuazioni
  3. Inizialmente è associato con modificazioni dell'aspetto delle feci


Altri sintomi possono essere:

  • Anomala frequenza di evacuazioni (maggiore di 3 al giorno o meno di 3 alla settimana)
  • Alterata consistenza delle feci
  • Evacuazione difficoltosa (spinta eccessiva, sensazione di urgenza e di evacuazione incompleta)
  • Passaggio di muco
  • Gonfiore o distensione addominale, talvolta alternati

Infine un'alta percentuale dei pazienti presenta anche cefalea, dolori alla schiena, insonnia, debolezza, fibromialgia, dolore pelvico cronico, e dolore all'articolazione temporo-mandibolare.


Diagnosi


La diagnosi di esclusione si basa sulla classificazione sintomatologica e procede escludendo malattie organiche che presentano gli stessi sintomi. Se sono invece presenti anche sintomi "di allarme", è necessario procedere con indagini più approfondite. I sintomi di allarme generalmente sono:

  • insorgenza dopo i 50 anni di età
  • dimagrimento inspiegabile
  • anemia
  • febbre
  • sangue nelle feci
  • dolore che non migliora dopo l'evacuazione

Fra gli esami da eseguire per escludere altre cause dei sintomi vi sono:
- colonscopia, che consente di esaminare l'intero colon attraverso l'introduzione di uno strumento flessibile con incorporata una telecamera e con un sottile canale attraverso il quale passare la pinza bioptica per eseguire piccoli prelievi di mucosa (biopsie) o per asportare polipi;
- tomografia computerizzata;
- breath test al lattosio (o test del respiro): serve a verificare la presenza di lattasi, enzima necessario per digerire gli zuccheri (lattosio) presenti nei prodotti caseari (latticini). Se l'enzima è assente, l'ingestione di latticini può essere la causa di sintomi tipici della Sindrome dell'Intestino Irritabile e l'eliminazione degli alimenti contenenti lattosio può risolvere i problemi;
- esami del sangue per la malattia celiaca che si può presentare con sintomi simili alla Sindrome dell'Intestino Irritabile.

Se i sintomi peggiorano in seguito all'ingestione di certi alimenti, sono indicati test diagnostici per escludere allergie oppure un malassorbimento.


Cure


La strategia terapeutica principale consiste nel trattamento dei sintomi riferiti dal paziente, accompagnato da adeguate educazione alimentare e dello stile di vita, corretta idratazione ed attività fisica appropriata. Allo scopo possono essere impiegate diverse categorie di farmaci, a seconda dei sintomi.

- Farmaci anti-infiammatori intestinali (es. mesalazina).
- Farmaci antidiarroici: i farmaci da banco come la loperamide devono essere utilizzati, con cautela e sotto controllo medico, nei casi di diarrea.
- Farmaci antispastici (o anticolinergici): questa classe di farmaci viene utilizzata per alleviare i dolori e gli spasmi intestinali. Esercitano anche azione anti-gonfiore ma, se assunti ad alto dosaggio, possono peggiorare la stipsi.
- Farmaci antidepressivi: se i sintomi si accompagnano ad una riduzione del tono dell'umore, questi farmaci sono efficaci, in quanto aumentano i livelli disponibili di serotonina, che è il neurotrasmettitore maggiormente coinvolto nell'asse cervello-intestino, modulando sia la motilità che l'umore.
- Farmaci ansiolitici: sei i sintomi si accompagnano ad uno stato ansioso, ci sono farmaci a base di benzodiazepine con o senza associazione di un antispastico. Solitamente vengono utilizzati nei casi di dolore spastico (crampi) intestinale aggravato da stress psico-fisici. Le benzodiazepine inoltre esercitano un effetto rilassante la muscolatura intestinale.
- Nei casi di meteorismo ed eccesso di gas intestinali sono utili enzimi digestivi, integratori a base di probiotici, piante carminative (es. camomilla, melissa, cumino).
- Integratori a base di fibre e lassativi osmotici: sia le fibre solubili (es. psyllium, glucomannano) o insolubili (es crusca) che gli osmotici (es. macrogol) sono utili nei casi di associata stipsi e gonfiore. 
- Antibiotici non riassorbibili: sono antibiotici che non hanno un'azione sistemica (ovvero sull'intero organismo), ma solo a livello intestinale. Sono utilizzati per contrastare una contaminazione batterica del piccolo intestino che spesso può essere alla base di sintomi quali gonfiore, dolore e meteorismo.

Cure alternative


Diverse terapie non convenzionali, come l'agopuntura, la terapia cognitivo comportamentale e le tecniche di rilassamento, si sono dimostrate efficaci nella cura della Sindrome dell'intestino irritabile.


Alimentazione


Se il sintomo principale è il meteorismo e gonfiore con distensione addominale, è consigliabile la riduzione di alimenti che fermentano come le bevande gassate, l'insalata a foglia larga (es. lattuga), gli ortaggi (es. cavolfiore, piselli, broccoli), i legumi (es. fagioli, ceci, lenticchie), masticare chewing-gum, e la frutta dopo i pasti (è preferibile consumarla lontano).



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