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Domanda di: Mente e cervello

23/05/2006 18:27:33

CONTRADDIZIONI

Mio padre ha 75 anni, fisicamente ne dimostra 20 in meno: è dritto, longilineo, molto agile e di aspetto curato. E’ un musicista, ex insegnante, la sua vita è il suo violino.
Come tutti gli artisti, o perlomeno secondo il luogo comune che li accompagna, è sempre stato distratto, concentrato solo sulla musica e quindi spesso “lontano” con la mente.
Oggi le sue distrazioni non fanno più sorridere come in passato, non riesce a concentrarsi a lungo sulle cose, è pieno di paure: paura della tecnologia, paura delle malattie, paura di non ricordare nomi, strade, situazioni.. e allora scrive tutto ma perde il senso ricercando la sintesi. E’ sempre stato un passionale, ma ora la passionalità è, ai miei occhi, irascibilità.
Le sue paure hanno un origine vera: suo padre ha avuto la malattia di alzhaimer.
Lo vedo che si sforza di seguire i discorsi e fa fatica e così si innervosisce, si dice confuso, si intristisce e si ar Rabbia col mondo, con se stesso, e così facendo diventa un peso insopportabile.
Ha sempre sofferto di Depressione ciclica, ma ora gli sbalzi di umore fanno pensare al peggio, non che si tolga la vita, ma che ci sia lo spettro dell’ alzhaimer.
Non so cosa voglio da Voi.. forse volevo solo comunicare qualcosa che mi sta schiacciando giorno dopo giorno. Insomma c’è il fattore ereditario, c’è la predisposizione (con la Depressione e la “passionalità “ che ha sempre avuto), c’è la distrazione che lo ha sempre simpaticamente contraddistinto..
E’ possibile che un uomo che fisicamente dimostra 20anni meno di quelli che ha (anche gli esami del sangue sono ok) possa avere il cervello compromesso da una malattia che è la più distruttiva di un apparato familiare?
Datemi statistiche, valori, consigli, rimedi.. ditemi dove posso cogliere informazioni ed eventualmente come approcciare con lui per farsi fare una visita specialistica, il che non sarebbe difficile con una persona dal carattere differente.


Grazie,
MMMilano


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Risposte:


Risposta del27/05/2006

la prima cosa sarebbe parlarne con il medico di base che invii suo padre (è lui che dovrebbe convincerlo)a fare una visita psicogeriatrica. Se è in una fase iniziale la malattia si può rallentare con farmaci adatti. potrebbe comunque trattarsi anche di uno stato depressivo che nell'anziano si manifesta anche con calo della concentrazione e della memoria. anche in questo caso può rispondere agli antidepressivi.

Dott. Gaspare Palmieri
Casa di cura convenzionata
Specialista attività privata
Specialista in Psichiatria
MODENA (MO)


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