L'esperto risponde
Domanda di: Mente e cervello
08/03/2008 17:58:55
mi rivolgo a voi per un ulteriore parere, perchè non so veramente che cosa fare.
Sono una donna di 47 anni. Circa sette anni fa, a causa della morte di mio padre per tumore, ebbi un forte crollo, che il mio neurologo di allora curò, devo dire molto bene, con una terapia a base di Diapatol (3 capsule al giorno) + 1/2 compressa di Control 2,5 alla sera. Dopo circa 5 mesi e con una sospensione graduale dei farmaci, mi rimisi completamente. Successivamente, a causa di un periodo di insonnia, iniziai nuovamente (da sola) a riprendere il Control, passando da mezza a una una pastiglia... Da allora non sono più riuscita a smettere, nonostante innumerevoli tentatvi...
E purtroppo la situazione, come voi potrete immaginare, si sta aggravando perchè la mia insonnia persiste nonostante il Control ed è anche subentrato uno stato d'ansia (forte nodo alla gola e dolore al petto). Ovviamente mi sono un po' documentata su internet ed ho scoperto che la dipendenza da benzodiazepine è una vera e propria piaga sociale nel mondo, anche se non se ne parla molto... Ho letto la monografia della dott. Ashton su www.benzo.org che mi è stata molto utile. Comunque mi sono rivolta al neurologo (non lo stesso di 7 anni fa)che mi ha dignosticato in effetti una tolleranza al farmaco e mi ha prescritto la seguente terapia: ore 8 e 13 - 6 gocce di Alprazig 0,75; prima di dormire 1 compressa di Remeron + 1/2 Control 2,5. Ora io mi chiedo: se devo dimimuire le benzodiazepine, perchè lui me le aumenta, oltretutto introducendo l'alprazolam, che è molto più forte del lorazepam? Inoltre, visto che il Remeron è un antidepressivo, non potrei riprendere il Diapatol, che è proprio l'associazione di un antidepressivo e di un ansiolitico, visto che non mi aveva dato problemi? Tra l'altro il Remeron ha tra i tantissimi effetti collaterali l'aumento di peso e non vorrei ritrovarmi poi ad essere depressa per il mio peso eccessivo!!
Comunque, grazie per il parere che vorrete darmi.
Cordiali saluti.
rita r
Dipendenza da benzodiazepine
Egregi dottori,mi rivolgo a voi per un ulteriore parere, perchè non so veramente che cosa fare.
Sono una donna di 47 anni. Circa sette anni fa, a causa della morte di mio padre per tumore, ebbi un forte crollo, che il mio neurologo di allora curò, devo dire molto bene, con una terapia a base di Diapatol (3 capsule al giorno) + 1/2 compressa di Control 2,5 alla sera. Dopo circa 5 mesi e con una sospensione graduale dei farmaci, mi rimisi completamente. Successivamente, a causa di un periodo di insonnia, iniziai nuovamente (da sola) a riprendere il Control, passando da mezza a una una pastiglia... Da allora non sono più riuscita a smettere, nonostante innumerevoli tentatvi...
E purtroppo la situazione, come voi potrete immaginare, si sta aggravando perchè la mia insonnia persiste nonostante il Control ed è anche subentrato uno stato d'ansia (forte nodo alla gola e dolore al petto). Ovviamente mi sono un po' documentata su internet ed ho scoperto che la dipendenza da benzodiazepine è una vera e propria piaga sociale nel mondo, anche se non se ne parla molto... Ho letto la monografia della dott. Ashton su www.benzo.org che mi è stata molto utile. Comunque mi sono rivolta al neurologo (non lo stesso di 7 anni fa)che mi ha dignosticato in effetti una tolleranza al farmaco e mi ha prescritto la seguente terapia: ore 8 e 13 - 6 gocce di Alprazig 0,75; prima di dormire 1 compressa di Remeron + 1/2 Control 2,5. Ora io mi chiedo: se devo dimimuire le benzodiazepine, perchè lui me le aumenta, oltretutto introducendo l'alprazolam, che è molto più forte del lorazepam? Inoltre, visto che il Remeron è un antidepressivo, non potrei riprendere il Diapatol, che è proprio l'associazione di un antidepressivo e di un ansiolitico, visto che non mi aveva dato problemi? Tra l'altro il Remeron ha tra i tantissimi effetti collaterali l'aumento di peso e non vorrei ritrovarmi poi ad essere depressa per il mio peso eccessivo!!
Comunque, grazie per il parere che vorrete darmi.
Cordiali saluti.
rita r
Sei un medico e vuoi dare una risposta? Clicca qui
Risposte:
Risposta del14/03/2008
E' difficile entrare nel merito di una caso senza conoscere molti altri aspetti che non posono emergere da una semplice lettera. Le consiglio però di valutare una eventuale psicoterapia di tipo cognitivo. Si tratta di una tecnica che insegna a modificare i propri atteggiamenti mentali nei confronti di un problema (in questo caso l'insonnia). E' un percorso che può essere anche lungo, ma solitamente dà buoni risultati.
Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)
E' difficile entrare nel merito di una caso senza conoscere molti altri aspetti che non posono emergere da una semplice lettera. Le consiglio però di valutare una eventuale psicoterapia di tipo cognitivo. Si tratta di una tecnica che insegna a modificare i propri atteggiamenti mentali nei confronti di un problema (in questo caso l'insonnia). E' un percorso che può essere anche lungo, ma solitamente dà buoni risultati.
Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)
Altre risposte di mente-e-cervello
- Affrontare un volo con una valvola all'idrocefalo?
- Memoria labile
- Calcificazione grande falce cerebrale da formazione osteomatosa
- Cefalea tensiva con origine ansiosa cronica
- Ansia, assunzione farmaco e aumento di peso
- Depressione, ansia
- Pillole antidepressive
- Rinite e sertralina
- Ansia post lite
- Binge eating disorder
- Sclerosi multipla
- Panico? ansia? stress? o pazzo?
- Sonno continuo
- Depressione
- Farmaco per depressione bipolare 1
- Problemi con il cibo
- Distrurbo Bipolare
- Demenza senile
- Depressione
- Disturbi psicologici intollerabili
- Antidepressivi e impotenza
- Depressione
- Depressione
- Dipendenza a un farmaco
- Ansia
- Sonnolenza, astenia, difficoltà di concentrazione
- Disturbi cause probabili stramonio o ansia
- Demonofobia o satanofobia
- Bipolarismo, disturbo dell'umore
- Assunzione farmaco e effetto collaterale su ipertensione
- Memoria in anziani
- Effetti collaterali farmaco
- Afasia
- Irascibilità e perdita di memoria
- Schizofrenia
- Disturbo alimentare
- Cefalea muscolo tensiva derivata da stress-ansia
- Paroxetina e gravidanza
- Risonanza magnetica senza mezzo di contrasto
- Ansia e panico
© RIPRODUZIONE RISERVATA











