L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
23/01/2012 17:39:23
La ringrazio
Disturbi visivi e forti mal di testa
Buonasera, ho un problema che mi tormenta. Circa un anno fa ho cominciato a soffrire di uno strano disturbo: a volte mi capita di vedere tutto a macchie per circa 30 minuti e poi, appena ricomincio a vedere normalmente, mi viene un forte mal di testa localizzato che mi dura per più di due ore. Potrebbe trattarsi di emicrania oftalmica? Se sì, ci sono rimedi per limitarne i disturbi?La ringrazio
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Risposte:
Risposta del27/01/2012
CEFALEA OFTAMICA
La cefalea oftalmica con o senza aura ha dei sintomi che sono comunque patognomonici:
1)scotoma scintillante o teicopsia,ovvero un puntino luminoso che fa zig-zag dal centro alla periferia(o viceversa) e poi scompare.
2)prima,durante o dopo può esserci la cefalea(anche se esiste una cefalea oftalmica sine cefalea!).
Nei casi reiterati consiglio un farmaco ,che ha il destino nel nome,che è un'associazione tra caffeina ed ergotamina.
È un disturbo caratterizzato da forte mal di testa. Può essere preceduto da una fase chiamata 'aura' (emicrania con aura tipica) caratterizzata dalla presenza di disturbi visivi, ossia scotomi scintillanti (visione di flash e lampi di luce) e/o neurologici (disturbi della forza muscolare, della sensibilità e del linguaggio) per una durata media che va dai 5 ai 20 minuti (comunque, generalmente non più di 60 minuti). Vi sono forme di emicrania in cui la sintomatologia che si ha durante l’aura non è seguita dal mal di testa (aura emicranica non seguita da cefalea).
Gli attacchi emicranici sono spesso innescati da fattori e situazioni ricorrenti. Il primo approccio terapeutico consiste, quindi, nell’indirizzare il soggetto verso norme igieniche di vita e nell’invitarlo ad evitare comportamenti che possano scatenare la crisi. Inoltre, possono essere prescritti farmaci analgesici, antiemetici (contro la nausea), i derivati dell’ergot(Si tratta di agonisti dopaminergici: sono un gruppo di farmaci che comprendono bromocriptina, cabergolina, didroergocriptina, lisuride e pergolide. Sono farmaci autorizzati da lungo tempo che vengono principalmente utilizzati per curare una serie di malattie neurologiche.) e sostanze che inibiscono parzialmente la trasmissione tra neuroni (agonisti selettivi dei recettori serotoninergici 5-HT1).
Emicrania:
tipica dell'adulto anche se è possibile l'insorgenza anche in età pediatrica.
Attacco acuto diviso in 4 fasi:
1 prodromica (senso di leggerezza, torpore, irritabilità, introversione, o spiccato desiderio di particolari alimenti (dolci), così come una sensazione di noia associata a frequenti sbadigli e difficoltà ad esprimersi verbalmente.
2 dell'aura (insorgenza acuta con forte stress per il paziente) : fotopsia o sensazione di lampi, di visione confusa; possono essere riferiti anche bagliori attorno ad una zona in cui non si riesce a vedere nulla (scotoma scintillante). Vi può essere anche parestesie alle mani (sensazione di spilli + perdita della sensibilità), difficoltà a parlare (disfasia). fase 1 - fase 2 ( max 60 minuti). Durata da 5 a 60 minuti.
3 (cefalea) : sintomo cardine e maggiormete debilitante, localizzata ad un lato della testa (possibile forma bilaterale) con carattere pulsante e severo. Si associa a fotofobia, nausea, vomito e fonofobia (intolleranza ai rumori). Esacerbata dai movimenti fisici.
4 remissione: cessata la fase acuta, resta un senso di intorpidimento, svuotamento, di estrema prostrazione fisica e mentale con mialgia ed astenia (alcuni possono manifestare euforia).
Rimedi non farmacologici che si suddividono in:
a) abitudini di vita da correggere;
b) alimenti da evitare;
c) alimenti da assumere;
d) integratori alimentari.
Abitudini di vita da correggere
Il fumo di sigaretta, gli ambienti fumosi, il consumo di alcolici (in particolare alcuni vini rossi e i superalcolici), possono facilitare l’insorgenza di attacchi emicranici, pertanto vanno assolutamente evitati.
Altre situazioni che vanno evitate in quanto possono agire come trigger per l’attacco emicranico sono: luoghi scarsamente areati, cattiva luminosità ambientale, caldo eccessivo, rumori intensi, lo stress e il rilassamento dopo stress (cefalea del week end), la carenza di sonno.
Alimenti da evitare
Le molecole, presenti in molti cibi, che possono scatenare un attacco emicranico sono: il glutammato monosodico, i nitriti, la tiramina, la feniletilamina, l’aspartame e il lattosio.
Quindi, sono da evitare soprattutto formaggi stagionati, latticini, cioccolato, frutta secca, minestre di dado, cibo cinese e uova.
Inoltre: agrumi, crostacei, frutti di mare, pesce, insaccati, carne in scatola, derivati del frumento (pane, pasta, ecc.) pomodori, cipolle, aglio, mais, mele, banane, latte.
Attenzione va fatta anche ai dolcificanti dietetici e alle cosiddette bevande “light”)
Va precisato che la reattività ai vari alimenti è individuale: ciascun paziente dovrebbe riconoscere ed eliminare dalla dieta gli alimenti capaci di scatenare le crisi emicaniche. Ovviamente, non è materialmente possibile, e nemmeno consigliabile, escludere tutti i cibi a rischio dalla dieta, mentre si consiglia di identificare l’alimento/i scatenante ed eliminarlo dalla dieta o, quantomeno, ridurne sensibilmente la quantità. Un criterio utile per valutare la propria tolleranza al singolo alimento è quello di verificare l’eventuale insorgenza di mal di testa a distanza di 3-6 ore dalla sua ingestione, iniziando a introdurre, in una dieta fatta esclusivamente di alimenti sicuri, un alimento alla volta, partendo da quelli a maggior rischio.
Alimenti da assumere
Un consumo moderato di caffè o di bevande contenenti caffeina (per es. coca-cola) riducono la frequenza e l’intensità delle crisi emicraniche. Attenzione però all’effetto rebound attribuito ad un eccesso di assunzione di caffeina.
I seguenti cibi sono considerati sicuri e vanno consumati preferenzialmente, in sostituzione degli alimenti da evitare: riso integrale, verdure cotte (escluso pomodori), frutta cotta o cruda (escluso agrumi, mele e banane)
Integratori alimentari
Esistono in commercio differenti integratori alimentari indicati per aiutare a prevenire gli attacchi emicranici. La letteratura suggerisce in particolare l’assunzione di estratti di Ginkgo Biloba, di cui esistono moltissimi preparati reperibili in farmacia. La quantità suggerita è di 100-200 mg di estratto standardizzato al giorno. Può essere utile associarli a vitamina B2 e coenzima Q10 [D'Andrea G,et al., Neurol Sci. 2009;30 Suppl 1:S121-4].
Personalmente, sconsiglio il fai da tè con infusi artigianali come quelli ottenuti con foglie di partenio o polvere di zenzero per esempio, di cui non si conosce l’esatta composizione e la presenza di impurità potenzialmente dannose per il paziente affetto da emicrania.
Almeno un quarto dei soggetti affetti da emicranie ricorrenti trova giovamento da queste semplici norme dietetico-comportamentali. Sono indicazioni che, comunque, tutti i soggetti affetti da cefalea/emicranica dovrebbero seguire, ricordando che i rimedi non-farmacologici non sono intesi a sostituire i farmaci. La finalità è, invece, quella di rendere più efficaci i trattamenti farmacologici volti a prevenire gli attacchi e di limitare il ricorso ai trattamenti specifici con triptani, che, seppur generalmente tollerati, possono ugualmente indurre reazioni avverse anche gravi.
I triptani sono sostanze serotoninergiche che agiscono preferenzialmente sui recettori 5-HT1D (ma non selettivamente, infatti possiedono, a secondo della molecola, effetti agonisti anche sui recettori 5-HT1B, 5-HT1A e 5-HT2A).
Il trattamento sintomatico: si deve ricorrere a farmaci a rapida azione, efficaci sul sintomo principale (dolore), di semplice impiego, con buona tollerabilità.
L’impiego degli alcaloidi dell’ergot (ergotamina, diidroergotamina) è ormai in abbandono.
CEFALEA OFTAMICA
La cefalea oftalmica con o senza aura ha dei sintomi che sono comunque patognomonici:
1)scotoma scintillante o teicopsia,ovvero un puntino luminoso che fa zig-zag dal centro alla periferia(o viceversa) e poi scompare.
2)prima,durante o dopo può esserci la cefalea(anche se esiste una cefalea oftalmica sine cefalea!).
Nei casi reiterati consiglio un farmaco ,che ha il destino nel nome,che è un'associazione tra caffeina ed ergotamina.
È un disturbo caratterizzato da forte mal di testa. Può essere preceduto da una fase chiamata 'aura' (emicrania con aura tipica) caratterizzata dalla presenza di disturbi visivi, ossia scotomi scintillanti (visione di flash e lampi di luce) e/o neurologici (disturbi della forza muscolare, della sensibilità e del linguaggio) per una durata media che va dai 5 ai 20 minuti (comunque, generalmente non più di 60 minuti). Vi sono forme di emicrania in cui la sintomatologia che si ha durante l’aura non è seguita dal mal di testa (aura emicranica non seguita da cefalea).
Gli attacchi emicranici sono spesso innescati da fattori e situazioni ricorrenti. Il primo approccio terapeutico consiste, quindi, nell’indirizzare il soggetto verso norme igieniche di vita e nell’invitarlo ad evitare comportamenti che possano scatenare la crisi. Inoltre, possono essere prescritti farmaci analgesici, antiemetici (contro la nausea), i derivati dell’ergot(Si tratta di agonisti dopaminergici: sono un gruppo di farmaci che comprendono bromocriptina, cabergolina, didroergocriptina, lisuride e pergolide. Sono farmaci autorizzati da lungo tempo che vengono principalmente utilizzati per curare una serie di malattie neurologiche.) e sostanze che inibiscono parzialmente la trasmissione tra neuroni (agonisti selettivi dei recettori serotoninergici 5-HT1).
Emicrania:
tipica dell'adulto anche se è possibile l'insorgenza anche in età pediatrica.
Attacco acuto diviso in 4 fasi:
1 prodromica (senso di leggerezza, torpore, irritabilità, introversione, o spiccato desiderio di particolari alimenti (dolci), così come una sensazione di noia associata a frequenti sbadigli e difficoltà ad esprimersi verbalmente.
2 dell'aura (insorgenza acuta con forte stress per il paziente) : fotopsia o sensazione di lampi, di visione confusa; possono essere riferiti anche bagliori attorno ad una zona in cui non si riesce a vedere nulla (scotoma scintillante). Vi può essere anche parestesie alle mani (sensazione di spilli + perdita della sensibilità), difficoltà a parlare (disfasia). fase 1 - fase 2 ( max 60 minuti). Durata da 5 a 60 minuti.
3 (cefalea) : sintomo cardine e maggiormete debilitante, localizzata ad un lato della testa (possibile forma bilaterale) con carattere pulsante e severo. Si associa a fotofobia, nausea, vomito e fonofobia (intolleranza ai rumori). Esacerbata dai movimenti fisici.
4 remissione: cessata la fase acuta, resta un senso di intorpidimento, svuotamento, di estrema prostrazione fisica e mentale con mialgia ed astenia (alcuni possono manifestare euforia).
Rimedi non farmacologici che si suddividono in:
a) abitudini di vita da correggere;
b) alimenti da evitare;
c) alimenti da assumere;
d) integratori alimentari.
Abitudini di vita da correggere
Il fumo di sigaretta, gli ambienti fumosi, il consumo di alcolici (in particolare alcuni vini rossi e i superalcolici), possono facilitare l’insorgenza di attacchi emicranici, pertanto vanno assolutamente evitati.
Altre situazioni che vanno evitate in quanto possono agire come trigger per l’attacco emicranico sono: luoghi scarsamente areati, cattiva luminosità ambientale, caldo eccessivo, rumori intensi, lo stress e il rilassamento dopo stress (cefalea del week end), la carenza di sonno.
Alimenti da evitare
Le molecole, presenti in molti cibi, che possono scatenare un attacco emicranico sono: il glutammato monosodico, i nitriti, la tiramina, la feniletilamina, l’aspartame e il lattosio.
Quindi, sono da evitare soprattutto formaggi stagionati, latticini, cioccolato, frutta secca, minestre di dado, cibo cinese e uova.
Inoltre: agrumi, crostacei, frutti di mare, pesce, insaccati, carne in scatola, derivati del frumento (pane, pasta, ecc.) pomodori, cipolle, aglio, mais, mele, banane, latte.
Attenzione va fatta anche ai dolcificanti dietetici e alle cosiddette bevande “light”)
Va precisato che la reattività ai vari alimenti è individuale: ciascun paziente dovrebbe riconoscere ed eliminare dalla dieta gli alimenti capaci di scatenare le crisi emicaniche. Ovviamente, non è materialmente possibile, e nemmeno consigliabile, escludere tutti i cibi a rischio dalla dieta, mentre si consiglia di identificare l’alimento/i scatenante ed eliminarlo dalla dieta o, quantomeno, ridurne sensibilmente la quantità. Un criterio utile per valutare la propria tolleranza al singolo alimento è quello di verificare l’eventuale insorgenza di mal di testa a distanza di 3-6 ore dalla sua ingestione, iniziando a introdurre, in una dieta fatta esclusivamente di alimenti sicuri, un alimento alla volta, partendo da quelli a maggior rischio.
Alimenti da assumere
Un consumo moderato di caffè o di bevande contenenti caffeina (per es. coca-cola) riducono la frequenza e l’intensità delle crisi emicraniche. Attenzione però all’effetto rebound attribuito ad un eccesso di assunzione di caffeina.
I seguenti cibi sono considerati sicuri e vanno consumati preferenzialmente, in sostituzione degli alimenti da evitare: riso integrale, verdure cotte (escluso pomodori), frutta cotta o cruda (escluso agrumi, mele e banane)
Integratori alimentari
Esistono in commercio differenti integratori alimentari indicati per aiutare a prevenire gli attacchi emicranici. La letteratura suggerisce in particolare l’assunzione di estratti di Ginkgo Biloba, di cui esistono moltissimi preparati reperibili in farmacia. La quantità suggerita è di 100-200 mg di estratto standardizzato al giorno. Può essere utile associarli a vitamina B2 e coenzima Q10 [D'Andrea G,et al., Neurol Sci. 2009;30 Suppl 1:S121-4].
Personalmente, sconsiglio il fai da tè con infusi artigianali come quelli ottenuti con foglie di partenio o polvere di zenzero per esempio, di cui non si conosce l’esatta composizione e la presenza di impurità potenzialmente dannose per il paziente affetto da emicrania.
Almeno un quarto dei soggetti affetti da emicranie ricorrenti trova giovamento da queste semplici norme dietetico-comportamentali. Sono indicazioni che, comunque, tutti i soggetti affetti da cefalea/emicranica dovrebbero seguire, ricordando che i rimedi non-farmacologici non sono intesi a sostituire i farmaci. La finalità è, invece, quella di rendere più efficaci i trattamenti farmacologici volti a prevenire gli attacchi e di limitare il ricorso ai trattamenti specifici con triptani, che, seppur generalmente tollerati, possono ugualmente indurre reazioni avverse anche gravi.
I triptani sono sostanze serotoninergiche che agiscono preferenzialmente sui recettori 5-HT1D (ma non selettivamente, infatti possiedono, a secondo della molecola, effetti agonisti anche sui recettori 5-HT1B, 5-HT1A e 5-HT2A).
Il trattamento sintomatico: si deve ricorrere a farmaci a rapida azione, efficaci sul sintomo principale (dolore), di semplice impiego, con buona tollerabilità.
L’impiego degli alcaloidi dell’ergot (ergotamina, diidroergotamina) è ormai in abbandono.
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