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Domanda di: Occhio

10/06/2008 13:37:53

Emianopsia o exoforia ?

Sono disperata e confusa. salve mia figlia che ha 17 anni a settembre 2007 ha avuto un incidente stradale con esito di trauma cranio encefalico con focolaio lacero contusivo frontale dx e fratture multiple della teca cranica. dal risveglio dal coma ci sono i miglioramenti ma e' penalizzata per via del disturbo visivo exotropia-diplopia in quanto spesso cade e urta tutto cio che trova nel percorso all'apparenza sembra ubriaca . il medico che l'ha visitata ha parlato di intervento abbiamo provato a bendare alternativamente gli occhi e adesso porta gli occhiali perche e' diventata miope.adesso ha fatto un controllo e le hanno eseguito un campo visivo manuale dove hanno riscontrato una emianopsia omonima laterale sx. vorrei rivolgermi a qualcuno per avere una diagnosi certa e eventuali cure se ci sono. e tanto chiedere di sapere cosa ha mia figlia e se potra migliorare o guarire.

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Risposte:


Risposta del13/06/2008

Carissima,
proviamo a fare un pò di ordine!!
Le emianopsie possono essere: bitemporali, binasali, altitudinali, laterali omonime. L’emianopsia laterale omonima unilaterale è la più comune .
Le emianopsie bitemporali sono secondarie a lesioni a livello della parte mediana del chi Asma , le binasali sono dovute ad alterazioni delle fibre provenienti dal lato temporale delle due emiretine, le altitudinali si manifestano per danni a livello delle radiazioni ottiche ed infine le emianopsie laterali omonime sono causate generalmente da lesioni vascolari post-chi Asma tiche, per esempio a livello delle bandellette ottiche.
Se l’emianopsia invece è secondaria a trauma cranico vaste aree del campo visivo possono essere recuperate spontaneamente, anche se le funzioni visive sono instabili (a volte riguardano solo la percezione della luce).
Pertanto, poiché l’emianopsia non sempre comporta una perdita totale e permanente del campo visivo può essere riabilitata con adeguate e precoci tecniche di riabilitazione, che permettono di ridurre le conseguenze della disabilità in modo da consentire un più rapido processo di reintegrazione familiare, e il reinserimento sociale e lavorativo.
Quindi è veramente ,come vede,l'emianopsia a creare tutti i problemi da lei descritti di sua figlia.
Ci sono varie metodiche di NEURORIABILITAZIONE VISIVA,che in questo ambito non sono descrivibili,che possono dare dei buoni risultati,non tanto funzionali,ma coordinativi.
Comunque il concetto delle capacità visive e delle conseguenze di un loro deficit, dopo lesioni cerebrali acquisite, sulla vita di ogni giorno (leggere, scrivere, muoversi, utilizzare la sedia a rotelle, ecc) non è a tutt’oggi molto chiaro, dal momento che il senso comune associa l’acuità visiva, il colore e la percezione della profondità con il termine generale di “visione “. Questa scarsa conoscenza fra l’altro, a volte, si riscontra anche tra gli Operatori che si occupano di neuroriabilitazione.
Vari Autori invece hanno ormai dimostrato che i disturbi del sistema visivo ritardano i progressi nella riabilitazione fisiatrica, determinano un esito sfavorevole nella riabilitazione di altri deficit (disturbi del linguaggio, motori, della memoria, ecc) e producono gravi problemi nella vita quotidiana, sociale e lavorativa .
Infatti, considerando le quattro fondamentali attività come la lettura, la memoria visiva, la visione binoculare e la motilità, e le relative abilità visuopercettive e oculomotorie richieste per il loro svolgimento , è facile intuire che gli insuccessi del trattamento neuroriabilitativo a volte sono provocati da una loro alterazione.
In queste situazioni i deficit delle capacità visive possono determinare conseguenze a livello della motilità del paziente, della visione binoculare e della percezione della profondità, della lettura (con conseguente Influenza sul processo del linguaggio) e delle informazioni utili alla memoria (la visione è il più importante canale d’informazione per la memoria specialmente sul posto di lavoro, e in particolare modo nel momento in cui si adopera il PC), in pratica possono provocare danni a livello dei processi cognitivi, motori, ecc..
Pertanto, questa visione multifattoriale permette di affermare che il trattamento dei disturbi visivi (neuroriabilitazione visiva) non solo è indispensabile di per sé, ma supporta egregiamente il processo di riabilitazione delle lesioni di aree cerebrali non visive .
Sono a sua disposizione per qualsiasi chiarimento!



Un caro saluto.
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it




Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


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