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Domanda di: Mente e cervello

24/01/2008 14:50:42

Figlio unico di 7 anni (2.a elementare)

Buongiorno Dottore
sono molto preoccupata perché vedo che mio figlio non è "capace" di giocare con gli altri bambini. I suoi giochi sono più che altro un gran correre e gridare ma di mettersi a giocare in modo "costruttivo" in modo che anche gli altri possano sentirsi a loro agio, non ne è capace. Fin da piccolo, io stessa facevo fatica a giocare con lui, vuoi per la sua prepotenza nel voler far tutto lui, vuoi perché non ha mai veramente giocato con i giocattoli. I suoi giochi stanno nell'inventare cose con carta, scotch, disegni, ecc. e di fantasia ne ha molta, ma con il trenino o lego o giochi dove comunque può anche interagire con gli altri non gli sono mai interessati più di quel tanto. Nemmeno oggi gli piacciono giochi di ruolo, legge però molto. Insomma tutte cose che può svolgere solo per conto suo. Ho conosciuto altri figli unici ma a differenza del mio, giocano molto bene con gli altri. Quando invita un amichetto in casa è una tragedia, non riesce a trovare un punto d'incontro con nessun tipo di gioco. La mia preoccupazione è che questo suo modo di fare faccia allontanare gli altri e alla fine si ritrovi da solo. L'ho iscritto agli scout e già alla prima uscita ho capito da quello che mi ha raccontato che non riesce molto bene a farsi un amico o un'amichetta con la quale avere una certa complicità. Non vorrei che alla fine rinunciasse a partecipare per il fatto di sentirsi "escluso".
Cosa posso fare per aiutarlo?

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Risposte:


Risposta del27/01/2008

Una delle competenze necessarie per una crescita armonica della personalità è la capacità di mettersi in contatto costruttivo con gli altri. Quella che nel linguaggio della psicopedagogia viene chiamata "socializzazione". Processo non facile perchè significa trovare il giusto equilibrio tra narcisismo e realtà, tra bisogno di soddisfare il proprio mondo interno e capacità di trovare interessante anche quello degli altri. Alcuni bambini sembrano molto più capaci di altri a realizzare questa "socializzazione", ma bisogna stare attenti a non accontentarsi di uno sguardo superficiale. Il suo bambino sembra in difficoltà a tollerare le frustrazioni che derivano dall'incontro con l'altro. Come se non volesse rinunciare a nulla del suo mondo narcisistico e trovi insignificante ( o forse pauroso) quello degli altri. Mi chiedo però se voi genitori non stiate vivendo la cosa con troppa Ansia . Non è affatto automatico che , entrando in un gruppo nuovo, il bambino possa subito trovare un amico! Soprattutto considerando la sua modalità relazionale basata sulla diffidenza, sul timore, sul distacco. Forse più che fargli fare queste attività (vedi scout) per trovare amici, dovreste darvi un altro obiettivo: queste attività si fanno perchè è importante sperimentare cose diverse da quelle che si trovano in famiglia. A volte ci si trova bene a volte meno bene, ma tutto rientra in una importante esperienza. Non vorrei che il bambino sentisse inconsciamente la vostra Ansia e la vostra delusione, e quindi si sentisse già in partenza bloccato ancora di più. Bisogna poi accettare che ogni bambino ha una sua personalità. La cosa importante è fare sì che questa personalità cresca in modo coerente dando alla fine risultati soddisfacenti. Se un bambino vuole starsene da solo a leggere credo sia un sacrosanto diritto! Altrimenti finiamo per pensare che chi legge è uno squilibrato e chi fa banda è sano! Insomma, proviamo ad accettare le diversità che i figli ci obbligano a considerare: è tra l'altro un buon esercizio di democrazia! Pensare che non c'è un giusto e uno sbagliato, ma solo tanti modo diversi di essere. Sta a noi fare sì che questi diversi modi di essere si armonizzino tra loro, trovando di volta in volta la strada migliore. Detto questo potreste rivolgervi ad uno psicoterapeuta dell'età evolutiva per vedere se il bambino non stia soffrendo di una forma di Ansia e Depressione , magari mascherate,che potrebbero dargli sofferenza.

Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)


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