L'esperto risponde

Domanda di: Occhio

08/02/2012 16:20:22

Film in 3d e peggioramento vista

Buongiorno.
2 anni fà dopo aver visto per la prima volta un film in 3d è nato il mio calvario. non ci vedo più come prima, gli occhi fanno fatica a mettere a fuoco sia le cose ferme e sopratutto le cose in movimento.
insieme a ciò ho un mal di testa che non mi abbandona mai e un intontimento piuttosto marcato.
siccome dalle visite oculistiche e nurologiche non risulta niente di "danneggiato" volevo chiedere se esiste una o più cliniche in Italia che studiano dei problemi simili al mio.
sono disperato!
vi ringrazio anticipatamente
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Risposte:

Risposta del10/02/2012

Può essere che lei abbia una lieve foria misconosciuta o un deficit ametropico latente e NON CORRETTO!!!
OCCHIALI 3D
siravoduilio 09-10-2011, 19:55 PM

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L’immagine 3d viene costruita dal cervello elaborando le due diverse visuali che riceve dai nostri occhi. Per rendervi meglio conto di quanto sto dicendo, chiudete prima un occhio e poi l’altro e osservate bene oggetti in primo piano rispetto allo sfondo.
Per avere una visione stereoscopica tridimensionale si deve far arrivare ai due occhi due immagini – per così dire – “dedicate”. Una scena, quindi, va ripresa mediante due telecamere poste ad una distanza pari a quella tra le pupille. Come selezionare però per ciascun occhio le immagini giuste? Qui entrano in gioco i meravigliosi occhiali, i quali non son altro che polarizzatori.
La tipologia più semplice (e anche la più diffusa) di polarizzatore è quella lineare; essi sono dei filtri che trasmettono solo la radiazione elettromagnetica il cui campo elettrico giace lungo l’asse di polarizzazione. (Per maggiore chiarezza, la visualizzazione grafica è sempre la migliore, e mi perdonerete se mi affido a wikipedia).


Di conseguenza, affacciando due filtri i cui assi sono posti a 90° l’un l’altro, la luce viene totalmente bloccata:

E allora è fatta. La versione semplice della storia è che le immagini vengono proiettate polarizzate perpendicolarmente l’una rispetto all’altra, in modo che i polarizzatori (orientati anch’essi perpendicolarmente fra loro ma parallelamente alla relativa immagine) selezionino l’immagine destra per l’occhio destro – schermando totalmente quella per l’occhio sinistro – e viceversa.



ANAGLIFO

Un anàglifo è un'immagine stereoscopica, o stereogramma, che, se osservata mediante opportuni occhiali dotati di due filtri di colore complementare l'uno rispetto all'altro, risulta tridimensionale.
Un anaglifo contiene due immagini sovrapposte, riprese alla stessa distanza degli occhi umani. Per la piena fruizione di un'immagine anaglifica è necessario indossare dei caratteristici occhialini con lenti dotate di filtri colorati, che assegnano una porzione ben specifica dello spettro a ciascun occhio, porzione che era stata stabilita in fase di preparazione dell'anaglifo.
L'anaglifo è tornato recentemente in voga grazie al suo utilizzo per la presentazione di immagini stereoscopiche in Internet, in Blu-ray ad alta definizione, CD e nella stampa. Gli occhialini di cartoncino con lenti di plastica che utilizzano i filtri colorati, dopo il 2002, permettono l'utilizzo dei tre colori primari.
Lo standard corrente dei colori per le lenti dell'anaglifo, sono il rosso e il ciano, con il rosso utilizzato per il canale sinistro e il ciano per il destro. Il materiale utilizzato per i filtri è una gelatina monocromatica, etichettata rosso e blu per convenienza e costo. L'utilizzo del filtro ciano permette la visione di immagini colorate, con una buona resa anche delle tonalità della pelle.


Nel metodo classico per creare un'immagine anaglifica, utilizzando dei filtri fotografici in fase di stampa fotografica o di proiezione, due immagini parallele riprese alla distanza degli occhi umani, vengono proiettate simultaneamente o stampate assieme, una filtrata attraverso un filtro rosso, l'altra filtrata attraverso un filtro complementare, quale può essere blu, verde o ciano. Attualmente è possibile simulare il filtraggio fotografico utilizzando appositi software partendo da una coppia di immagini a colori o in bianco e nero.
Fin dagli anni settantaStephen Gibson offre il suo sistema brevettato Deep Vision, utilizzando un filtro ciano al posto del precedente filtro verde, in coppia con il rosso. Questi filtri permettono di coprire l'intero spettro visibile e di vedere colori più naturali. Il sistema Deep Vision utilizza il filtro rosso sull'occhio destro e il ciano sul sinistro, cosicché per aggirare il brevetto di Gibson qualche compagnia produce occhiali rosso-ciano con i colori invertiti.

La singola funzione valorizzata di due funzioni z(x,y)=x2+y3 con il valore della funzione rappresentato in alto


La rappresentazione tridimensionale viene utilizzata per la rappresentazione di svariati set di dati e per illustrare alcune funzioni matematiche.
Le immagini anaglifiche sono utili per rappresentare sia presentazioni cartacee che immagini statiche a video.
Le strutture chimiche, in particolare grandi sistemi, possono essere difficili da rappresentare in due dimensioni senza omettere alcune informazioni. Perciò molto software utilizzato da chimici può fornire in output immagini anaglifiche e molti libri di testo di chimica contengono immagini di questo tipo.

Quindi se esistono scompensi ametropici o di microstrabismo non corretti gli occhiali 3D possono creare problemi!!!

Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
Risposta del10/02/2012

Stia tranquillo e provi a rilassarsi, sicuramente è uno spasmo accomodativo e passerà!
Mi faccia sapere.
Saluti.

Dott. SIMONE SALVOLINI
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Ancona (AN)





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