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Domanda di: Infezioni

06/11/2007 19:17:06

Gastrite e tachicardia

Salve, mi chiamo Alberto, ho 36 anni, corporatura normale e salute quasi sempre buona ad esclusione delle classiche influenze stagionali.
Da un mese circa ho avuto dei disturbi all'inizio di tachicardia (circa 100 battiti) durante tutto il giorno, poi di digestione e di intestino. Il tutto accompagnato da una sgradevole sensazione di "cuore" nell'addome, cioè con sensazione di avere il battito cardiaco riflesso nell'addome, sensazione talmente invadente da riflettersi su gambe o resto del corpo il quale tende a muoversi leggermente al ritmo cardiaco quando per esempio sono seduto o tengo le gambe accavallate.
ho eseguito subito elettrocardiogramma ed ecocardiogramma risultati nella norma, poi una gastroscopia che rileva Gastrite cronica lieve ma esclude reflusso ed Ernia iatale così come la presenza di elicobacter. Analisi del sangue ed emocromo perfetti, malattie infettive e test tiroide tutto negativo.
Ora dopo avere fatto una cura per la gasrtite (inibitore acidi) mi sento meglio, ho più energia, ho escluso completamente caffè, vino, grassi e faccio pasti più regolari e sani, ma rimane ancora una aritmia e quella fastidiosa sensazione di battito cardiaco "invadente". C'è stata anche una forte componente emotica e depressiva negli ultimi mesi, che però sta decisamente migliorando.
Il mio medio di base e lo specialista gastroenterologo non hanno rilevato altri problemi ma mi hanno consigliato a breve anche una colonscopia per chiudere il quadro diagnostico.
Ritornando al battito cardiaco "invadente" nessuno ha saputo dare una spiegazione (se un riflesso nervoso o cosa).
Chiedo all'esperto se questo sintomo può indicare una determinata patologia.
Ringrazando per la disponibilità porgo i migliori saluti.
Alberto


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Risposte:


Risposta del09/11/2007

Le metto con copia e incolla una risposta precedente che si può adattare al suo caso:
Ho già risposto ad una domanda analoga, anche se i fenomeni erano di minore intensità. Confermo che questa condizione è relativa ad uno stato di ipercinesia cardiovascolare, probabilmente legata ad una maggiore forza contrattile del miocardio, con buona compliance vascolare, sì da non verificarsi Ipertensione arteriosa.
Nel suo caso però i disturbi alterano sensibilmente lo stato di benessere. Sarebbero ipotizzabili degli interventi terapeutici con farmaci, da attuare con l'aiuto e la consulenza del medico curante.
Se è sospettabile uno stato d' Ansia si potrebbe tentare con i sedativi, con le dovute cautele per non instaurare dipendenza e programmando un colloquio, o più, con uno psicologo.
Viceversa si potrebbe instaurare una terapia con dosi minime di beta-bloccanti, che deprimono l'attività cardiaca.
Difficile pensare ad una terapia etiologica, in quanto, al di là di un possibile ruolo dell' Ansia , la causa di questa condizione, di cui si parla molto poco anche per la sua probabile benignità, resta sconosciuta.
Cordiali saluti.


Dott. Tonino Grasso
Medicina Territoriale
MARTANO (LE)


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