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Domanda di: Mente e cervello

09/11/2006 09:28:29

Gentile esperto

Gentile esperto, ho vent'anni e sono un ex autolesionista con storia di mania, depressione, e disturbo della personalità borderline.
Dopo il mio fallito tentativo di suicidio, risalente all'anno scorso, ho iniziato ancora in reparto l'assunzione di farmaci come il tavor, il felison, zyprexa, cipralex.
ora vorrei chiederLe una cosa: in base a quale criterio un medico può aver deciso di "riempirmi" di pillole in questo modo? In base a quale criterio, prima del mio tentativo di suicidio, mi ha prescritto effexor, lexotan, sereupin e EN?!
Io ho solo vent'anni, frequento la quinta superiore, e mi chiedo perché devo continuare a prendere pillole, quando io mi rendo conto perfettamente che mi "rincoglioniscono"... Non dite che non crea una sorta di dipendenza: se io non prendo le mie medicine per un giorno sto molto male, la testa mi gira, ho attacchi di panico, vomito incontrollato, pressione bassissima e sensazione di distanza dalla realtà...Tutte cose che prima di cominciare ad assumere farmaci, 4 anni fa, non provavo. Tutte cose che non rientrano in nessuna delle diagnosi che mi hanno fatto fin'ora. Non sono mai stata una "paziente" con diagnosi di stati deliranti, eppure se ora non assumo i farmaci inizio a delirare per davvero: salire e scendere dai banchi, voglia di vagare per la città senza meta e non ricordando pressoché nulla dei miei viaggi, incontri strani che io normalmente avrei respinto e che invece vado a ricercare... Insomma, mi sento molto più vulnerabile, molto più esposta ai pericoli. In una parola (anzi quattro!) NON SONO PIU' IO.
La mia storia è questa e non cambierà il modo secondo me troppo leggero di somministrare farmaci (soprattutto ai minorenni), però almeno che qualche specialista ci pensi, perché la mia vita ora è così ma quella di qualcun altro forse si può ancora "salvare".

Mi scusi per i toni polemici, ma la cosa mi tocca da vicino.
Cordiali saluti, L.

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Risposte:


Risposta del13/11/2006

ma credo che quello che dice tocchi molte persone. il mio modo di lavorare, come quello di molti colleghi è comunque quello di rendere il paziente protagonista delle scelte terapeutiche, quindi di concordare le terapie con la persona. quando parla di autolesionismo e disturbo borderline di personalità parla di disturbi molto gravi e per cui è necessario intervenire anche sul piano farmacologico. forse non le sono state fornite informazioni sufficienti e li fa bene ad arrabbiarsi.

Dott. Gaspare Palmieri
Casa di cura convenzionata
Specialista attività privata
Specialista in Psichiatria
MODENA (MO)


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